Mileva Maric e suo marito Albert Einstein

Mileva Maric e suo marito Albert Einstein

Articolo di Richard Moody Jr. comparso sul numero 52 della rivista bimestrale “Nexus new time” Edizione italiana.

Riassunto
I sostenitori di Einstein si sono comportati in un modo che sembra alterare i documenti storici. Albert Einstein (1879-1955), “Uomo del secolo” secondo la rivista Time, scrisse un lungo trattato su una teoria della relatività speciale (in effetti recava il titolo “Saggio sull’elettrodinamica dei corpi in movimento”, 1905), senza riportare testi di riferimento di sorta; prima che Einstein stilasse il documento del 1905, molti dei concetti chiave che presentò erano noti a Lorentz e a Poincaré.
Come era sua tipica caratteristica, Einstein non elaborò le teorie; si limitò a requisirle.
Si impadronì di un corpus di sapere già esistente, selezionò e raccolse i concetti che preferiva, quindi li intrecciò in un resoconto sul proprio contributo alla relatività speciale.
Tutto questo avvenne con la totale consapevolezza e approvazione da parte di molti dei suoi pari, come nel caso degli editori degli “Annalen der Physik” (la rivista specializzata di fisica dove Einstein pubblicò il saggio, n.d.r.).

L’equazione più celebre di tutti i tempi è E=mc2, convenzionalmente attribuita alla sola competenza di Albert Einstein (1905). Comunque sia, la conversione della materia in energia, e dell’energia in materia, era nota a Sir Isaac Newton (“corpi ordinari e luce sono reciprocamente convertibili….., 1704).

Prima ancora che ad Einstein, l’equazione può essere attribuita a S.Tolver Preston (1875), a Jules Henri Poincaré (1900) e ad Olindo De Pretto (1904).
Dal momento che Einstein non ricavò mai correttamente E=mc2 (Ives, 1952), sembra non esservi alcunché a collegare l’equazione a qualcosa di originale dello stesso Einstein.
La presentazione selettiva dei dati dell’eclissi del 1919, ad opera di Arthur Eddington, in modo che apparentemente corroborassero la teoria generale della relatività “di Einstein”, è sicuramente uno dei massimi imbrogli scientifici del XX secolo; il prodigo sostegno di Eddington ad Einstein, modificò il corso della storia; Eddington era più interessato ad incoronare Einstein principe della scienza che a verificare la teoria.
La comunità dei fisici, forse inconsapevolmente, ha intrapreso una sorte di frode e cospirazione silenziosa; questo è il risultato dell’essersi limitati a stare a guardare mentre si verificava l’iperinflazione dei documenti e della reputazione di Einstein.
Introduzione
La scienza, per propria natura intrinseca, è di corte vedute. In linea generale, i chimici, leggono e scrivono di chimica, i biologi di biologia, i fisici di fisica. Tuttavia è possibile che costoro si trovino in competizione per accaparrarsi lo stesso dollaro destinato alla ricerca (nel suo senso più lato); quindi nel caso gli scienziati desiderino più denaro per se stessi, allora potrebbero decidere di competere in senso sleale, ed il modo per farlo è quello di convincere gli enti che erogano i finanziamenti, di rappresentare una branca della scienza che è più importante di qualsiasi altra. Se gli enti di finanziamento dove esserlo riconoscerlo, ciò comporterebbe difficoltà per le restanti scienze. Uno dei metodi per ottenere più denaro, è quello di creare un supereroe – un supereroe come Einstein.
La reputazione di Einstein è il prodotto della comunità dei fisici, dei suoi seguaci e dei media. Ciascuno di questi gruppi. Trae enormi vantaggi elevando Einstein ad icona; la comunità dei fisici, riceve miliardi di dollari in sovvenzioni per la ricerca, i sostenitori di Einstein vengono generosamente gratificati e le corporazioni dei media , come la rivista Time, riescono a vendere milioni di copie, piazzando sulla propria copertina Einstein come “l’uomo del secolo”.
Quando lo scandalo scoppierà, la comunità dei fisici, i sostenitori di Einstein ed i media cercheranno di minimizzare le notizie negative, conferendo loro una interpretazione positiva. I loro sforzi comunque, verranno smascherati quando il documento di Einstein dal titolo “Saggio sull’elettrodinamica dei corpi in movimento”, verrà considerato per quello che è in realtà: il perfetto atto di plagio del XX secolo.
Jules Henri Poincaré

Jules Henri Poincaré

Relatività speciale

Jules Henri Poincaré (1854-1912) fu un grande scienziato e apporto un rilevante contributo alla teoria della relatività speciale. Il sito Internet della Encyclopedia of Philosophy riporta che Poincaré: “delineò una versione preliminare della teoria speciale della relatività”; affermò che la velocità della luce è una velocità limite (nel suo documento del 1904, Poincaré indicava “una meccanica di tipo completamente nuovo, secondo la quale l’inerzia crescente in concomitanza con la velocità della luce diverrebbe un limite e non verrebbe superata”); ipotizzò che la massa dipende dalla velocità; formulò il principio di relatività, secondo cui nessun esperimentomeccanico o elettromagnetico può distinguere fra uno stato di quiete ed uno di moto uniforme; e ricavò la trasformazione di Lorentz.

Appare evidente di quanto Poincaré fosse profondamente addentro nella relatività speciale. Anche Keswani (1968) fu indotto ad affermare che: “Già nel 1895 Poincaré, l’innovatore, aveva ipotizzato che è impossibile individuare il “moto assoluto” e che nel 1900 introdusse “il principio di moto relativo”, che in seguito nel suo libro – Science and Hypothesis – ,pubblicato nel 1902, definì con i termini equivalenti di “legge della relatività” e “principio di relatività”. Einstein quando redasse il suo documento nel 1905 privo di testi di riferimento, non riconobbe nessuno dei precedenti lavori teorici di Poincaré.
Oltre ad avere delineato la versione preliminare della relatività, Poincaré fornì una parte cruciale dell’intera teoria – vale a dire la sua trattazione del tempo locale; egli inoltre, ideò il concetto di sincronizzazione degli orologi, fondamentale nella relatività speciale.
Charles Nordman, fu indotto a scrivere: “Si dimostrerà che il credito della maggior parte delle cose che vengono attualmente attribuite ad Einstein è, in realtà, dovuto a Poincaré…..e secondo l’opinione dei relativisti sono gli strumenti di misurazione a determinare lo spazio e gli orologi a determinare il tempo. Tutto questo era già noto a Poincaré  e ad altri ben prima dell’epoca di Einstein, e ascrivendo a quest’ultimo la scoperta, si fa torto alla verità”.
Altri scienziati non sono rimasti colpiti dalla teoria della relatività generale, “di Einstein”, tanto quanto lo è stato il pubblico. In Physics in my generation (1956), Max Born ha scritto: “ Un’altra curiosa caratteristica del lavoro di Einstein del 1905, ormai famoso, è l’assenza di qualsiasi riferimento a Poincaré o a chiunque altro. Dà l’impressione di un’impresa del tutto nuova. Tuttavia, come ho cercato di spiegare, ciò ovviamente non corrisponde a verità”. G.Burniston Brown (1967), notava che “contrariamente all’opinione comune, risulterà chiaro che nella derivazione delle utili formule della teoria della relatività speciale o ristretta, Einstein ha svolto un ruolo di minore importanza, mentre Whittaker ha chiamato in causa la teoria della relatività di Poincaré e di Lorentz…”.
In virtù del fatto che in alcuni ambienti la teoria della relatività speciale di Einstein era conosciuta come la teoria della relatività di Poincaré e Lorentz, si sarebbe indotti a pensare che questi ultimi potrebbero aver avuto qualcosa a che fare con la sua formulazione. Nel documento di Einstein ciò che disturba è il fatto che anche se Poincaré era il massimo esperto mondiale direlatività, apparentemente Einstein non aveva mai sentito parlare di lui né pensato che avesse fatto alcunchè degno di essere citato come riferimento!
Sulla teoria della relatività speciale Poincaré fece alcuni commenti degni di nota, in occasione di un discorso pubblico, pronunciato nel Settembre del 1904.
“Da tutti questi risultati, sempre che siano confermati, deriverebbe una meccanica interamente nuova….sarebbe caratterizzata soprattutto dal fatto che nessuna velocità potrebbe superare quella della luce….perché i corpi opporrebbero una crescente inerzia alle cause, che tenderebbero ad accelerare il loro moto; tale inerzia diverrebbe infinita allorquando ci si avvicinasse alla velocità della luce…..Non diversamente da un osservatore trasportato in una traslazione, costui non ha sospettato che qualsiasi velocità apparente potesse superare quella della luce: e questo rivelerebbe una contraddizione, se teniamo presente che tale osservatore non userebbe gli stessi orologi di un osservatore fisso ma, naturalmente, orologi indicanti “l’ora locale”.
Einstein il plagiario
Ora è il momento di esprimere chiaro e tondo quello che era Einstein: anzitutto un plagiario. Egli si fece ben pochi scrupoli a rubare il lavoro di altri e a proporlo come proprio; che la cosa fosse intenzionale appare alquanto ovvio.
Prendete in considerazione il seguente brano tratto da: “Einstein – the life and time” di Roland W.Clark (qui non vi sono riferimenti a Poincaré; soltanto alcune citazioni irrilevanti); questo è quanto si legge a pagina 101: “Il saggio sull’elettrodinamica dei corpi in movimento…è, sotto molti aspetti, uno dei più considerevoli documenti scientifici che sia mai stato scritto. Anche la forma e lo stile erano insoliti”.
Perché Einstein, con la sua formazione da impiegato dell’ufficio brevetti, non avvertì la necessità di citare testi di riferimento nel suo articolo sulla relatività speciale ? Ci si aspetterebbe che egli, in quanto neofita, riporti tali testi in abbondanza, piuttosto che il contrario.
Inoltre sarebbe lecito attendersi che un editore, di fronte ad un lungo manoscritto, che ovviamente non è stato accreditato, rispetti degli standard in un certo qual modo più elevati ? Apparentemente quando lo scritto fu pubblicato sugli Annalen der Physik non vi fu alcuna iniziativa di controllo qualitativo; gli editori più competenti lo avrebbero respinto senza nemmeno prendersi la briga di leggerlo e, come minimo, sarebbe stato lecito aspettarsi che un editore svolgesse delle ricerche nella letteratura relativa, per accertarsi che la rivendicazione di primogenitura di Einstein fosse corretta.
Max Born nel 1956 ha affermato: “Il punto sorprendente è che esso non contiene un singolo riferimento ad opere precedenti”; egli indica chiaramente che l’assenza di riferimenti è anomala e che, anche per gli standard di inizio secolo, la cosa è assai peculiare, persino dilettantesca.
Einstein imbrogliò le cose per evitare gli addebiti di plagio, che tuttavia erano chiare.
Acquisiamo da Bjerknes (2002) il seguente brano di James MacKaye: “La spiegazione di Einstein
è un mascheramento dimensionale di quella di Lorentz….Quindi la teoria di Einstein non è la negazione o un’alternativa a quella di Lorentz; si tratta solamente di un suo duplicato di un suo mascheramento….Einstein sostiene costantemente che la teoria di Lorentz è corretta, solo che si trova in disaccordo co la sua “interpretazione”. Non è chiaro, quindi, che in questo, come in altri casi, la teoria di Einstein è semplicemente un mascheramento di quella di Lorentz e che l’apparente disaccordo relativo alla “interpretazione”, si riduce soltanto ad una questione di termini?”.
Poincaré ha scritto 30 libri ed oltre 500 saggi di argomento filosofico, matematico e fisico; Einstein a sua volta scrisse sugli stessi argomenti, ma negò di aver mai letto i contributi di Poincaré alla fisica.
Tuttavia molti concetti di Poincaré – ad esempio che la velocità della luce è un limite e che la massa aumenta con la velocità – finirono nel “Saggio sull’elettrodinamica dei corpi in movimento” di Einstein, senza essere accreditati.
L’azione di Einstein di saccheggiare quasi interamente l’opera di Lorentz e Poincaré per stilare il proprio scritto diede l’inizio al plagio; nell’era dell’informatica, questo genere di plagio non potrebbe  mai essere protratto indefinitamente, tuttavia la comunità dei fisici non ha ancora ristabilito la verità.
In un suo documento del 1907 Einstein espose le proprie opinioni sul plagio: “Mi sembra che sia nella natura delle cose che quanto segue sia già stato parzialmente risolto da altri autori. Ciononostante, dato che in questa sede i temi in questione vengono affrontati secondo una prospettiva inedita, ho la facoltà di omettere una rassegna del tutto pedantesca della letteratura relativa…”.
Con questa affermazione, Einstein dichiarò che il plagio debitamente confezionato, costituisce un accettabile strumento di ricerca.
Ecco la definizione di “plagiare” desunta da una fonte inoppugnabile, il Webster’s New International Dictionary of the English Language, seconda edizione integrale (1947), pagina 1878: “Rubare o sottrarre e quindi far passare per proprio (idee, parole, produzioni artistiche, etc, di qualcun altro). Commettere plagio”. Non si tratta esattamente di quello che ha fatto Einstein ?
Riconoscere i dovuti crediti comprende due aspetti: tempismo e adeguatezza. Dire al mondo 30 anni dopo, che Lorentz fornì le basi della relatività speciale, non è tempestivo, né adeguato, né conferisce i crediti dovuti. Niente di ciò che Einstein scrisse “ex post facto” (in modo retroattivo, ndt) rispetto ai contributi di Lorentz, altera la fondamentale azione di plagio.
Einstein espone la reale natura del plagio nel suo saggio del 1935, “Derivazione elementare dell’equivalenza tra massa ed energia” nel quale, in una discussione con Maxwell, scrisse: “Il quesito riguardante l’indipendenza di quelle relazioni è naturale in virtù della trasformazione di Lorentz, la reale base della relatività speciale..”.
Così Einstein giunse persino a riconoscere che la traformazione di Lorentz, costituiva la vera base del suo saggio del 1905. Chiunque nutra dei dubbi sul fatto che egli fosse un plagiario, dovrebbe porsi una semplice domanda: “Cosa conosceva Einstein e quando ne venne a conoscenza ?” Einstein l’ha passata liscia con plagio premeditato e non con il plagio fortuito, che è onnipresente (Moody, 2001).
La storia di E=mc2
Chi ha dato origine al concetto della materia che si trasforma in energia e viceversa ? Esso risale come minimo a Sir Isaac Newton (1704). Brown (1967) ha dichiarato quanto segue: Quindi gradualmente si fece strada la formula E=mc2 , avanzata senza dimostrazione generale nel 1900 da Poincaré.
Una cosa che siamo in grado di affermare con certezza, è che non fu Einstein a ricavare l’equazione E=mc2 .
Allora sorge la domanda : “Chi lo fece ?”.
Bjerkness (2002) ha proposto come possibile candidato S.Tolver Preston il quale “basandosi sulla formula E=mc2 , negli anni 70 dell’Ottocento formulò l’energia atomica, la bomba atomica e la superconduttività”.
Einstein_7Oltre a Preston, nella storia di E=mc2  un altro dei personaggi principali che merita parte del credito è Olinto De Pretto (1904). Quello che rende il tempismo così sospetto, è il fatto che Einstein parlava correntemente l’italiano, riesaminava documenti redatti da fisici italiani ed il suo miglior amico, Michele Besso, era della Svizzera italiana; chiaramente Einstein, avrebbe avuto accesso alla letteratura, nonché la competenza per leggerla. In “Einstein’s E=mc2  was Italian’s idea” (Carroll 1999), vi sono evidenti riscontri del fatto che, nei termini della formula attribuita ad Einstein, De Pretto si trovava più avanti di lui.

Nei termini della comprensione dell’ingente quantità di energia, che poteva essere rilasciata da un piccolo quantitativo di massa, a Preston (1875) si può riconoscere una conoscenza anteriore alla nascita di Einstein; chiaramente Preston impiegava E=mc2 nel proprio lavoro, in quanto il valore che determinò – ovvero che un granello era in grado di sollevare un oggetto di 100.000 tonnellate sino ad un’altezza di tre chilometri – dà l’equazione E=mc2.
Secondo Ives (1952), la derivazione della formula E=mc2  tentata da Einstein era fatalmente viziata, in quanto egli si propose di spiegare quello che aveva presunto; ciò assomiglia alla spensierata manipolazione delle equazioni derivate da Einstein per il decadimento radioattivo; risulta che egli miscelò meccanica e cinematica, e saltò fuori il neutrino. Il neutrino potrebbe essere una particella mitica creata accidentalmente da Einstein (Carezani 1999). Riguardo ai neutrini abbiamo una duplice scelta: o ce ne sono almeno 40 tipi diversi, oppure ce ne sono zero tipi. In questo ambito domina il rasoio di Occam.
L’ecilsse del 1919
Quanto accadde ai tropici il 29 Maggio 1919, rappresenta la definizione più chiara di frode scientifica; particolarmente evidente è che Eddington truccò i dati dell’eclisse solare, affinche i risultati si conformassero al lavoro di Einstein sulla relatività generale. Poor (1930), Brown (1967), Clark (1974) e McCausland (2001), si occupano tutti delle questioni inerenti a questa eclisse.
Quello che rende sospette le spedizioni a Sobral e a Principe, è l’entusiastico appoggio di Eddington ad Einstein, come si evince dalla sua dichiarazione, “Sostenendo come prima cosa i test e verificando infine la teoria “avversa”, il nostro osservatorio nazionale ha mantenuto vive le migliori tradizioni scientifiche”. In questo caso apparentemente, Eddington non rispettò i fondamentali canoni scientifici; il suo lavoro era quello di raccogliere dati, non di verificare le teorie di Einstein.
Ulteriori riscontri della frode si possono evincere dalle dichiarazioni dello stesso Eddington e dalla loro presentazione ad opera di Clark: “La giornata del 29 Maggio iniziò con una forte pioggia, che cessò soltanto intorno a mezzogiorno. Il gruppo riuscì a scorgere per la prima volta il sole soltanto dopo le 13,30, quando l’eclisse aveva già avuto inizio. Fummo costretti ad effettuare la programmata serie di fotografie sulla fiducia..”. Eddington manifesta il suo reale preconcetto: era deciso a fare qualsiasi cosa affinché si dimostrasse che Einstein aveva ragione. Eddington, comunque, non era tipo da farsi scoraggiare: “Sembrava che nonostante gli sforzi, almeno per quanto riguardava Principe, la spedizione non sarebbe andata a buon fine…..sviluppammo le fotografie, due ogni notte per le sei notti successive all’eclisse…La nuvolosità mandò all’aria i miei piani ed io fui costretto a trattare le misurazioni secondo modalità diverse da quelle che avevo previsto; di conseguenza non mi è stato possibile fare alcuna dichiarazione preliminare inerente ai risultati.”.
In realtà le dichiarazioni di Eddington sono assai eloquenti sugli esiti; non appena scovò un brandello di prova, che fosse coerente con la teoria della relatività generale, immediatamente proclamò che dimostrava la teoria stessa. Questa è scienza ?
Dove si trovavano gli astronomi quando Eddington presentò le sue scoperte? Vi fu qualcun altro che, oltre a lui, esaminò di fatto le lastre fotografiche ? Poor lo fece, e respinse in toto le conclusioni di Eddington; questo fatto avrebbe dovuto far esitare qualsiasi scienziato dotato di qualche deontologia professionale.
Ecco alcune citazioni del resoconto di Poor: “La formula matematica, in base alla quale Einstein ha calcolato la sua deviazione di 1,75 secondi perché i raggi di luce oltrepassino il margine del sole, è una nota e semplice formula di ottica fisica…Non uno solo dei concetti fondamentali relativi alla variabilità del tempo, o alla curvatura o torsione dello spazio, alla simultaneità, o alla relatività del moto, è in alcun modo implicato nella previsione o nelle formule di Einstein, inerenti alla deviazione della luce….Alle molte ed elaborate spedizioni in occasione dell’eclisse, di conseguenza, è stata attribuita un’importanza fittizia; i risultati di tali iniziative non possono dimostrare né confutare la teoria della relatività (Poor, 1930).
Da Brown (1967) apprendiamo che Eddington, non vedeva l’ora di annunciare al mondo che la teoria della relatività era confermata e, in tale contesto, quello su cui Eddington si basava, era una prematura valutazione delle lastre fotografiche. Inizialmente le stelle “sembravano” curvarsi come avrebbero dovuto, come stabilito da Einstein, ma in seguito, secondo Brown, accadde l’inatteso: si osservarono molte stelle che si curvavano in una direzione trasversale rispetto a quella attesa ed altre ancora in direzione opposta a quella prevista dalla relatività.
L’assurdità dei dati raccolti durante l’eclisse del 1919, fu dimostrata da Poor (1930), il quale fece notare che l’85% dei dati dell’eclisse sudamericana fu scartato a causa di un “errore accidentale”, vale a dire che i dati contrastavano con la costante di scala di Einstein; per una strana coincidenza, il 15% dei dati “validi” era coerente con quest’ultima. In qualche modo le stelle che non si conformavano alle teorie di Einstein, furono convenientemente accantonate, ed il mito ebbe inizio.
Così sulla base di una manciata di ambigui dati, 200 anni di teorie, sperimentazione ed osservazioni, furono messi da parte per fare spazio ad Einstein. Non di meno lo screditato esperimento di Eddington, viene ancora citato come vangelo da Stephen Hawking (1999); è difficile capire come quest’ultimo possa commentare che: “La nuova teoria dello spazio-tempo curvo fu denominata relatività generale… Fu confermata in modo spettacolare nel 1919, quando una spedizione britannica in Africa Occidentale, durante un’eclisse, osservò un lieve spostamento della posizione delle stelle prossime al sole. La loro luce, mentre oltrepassava il sole, era piegata, come previsto da Einstein. Qui vi era il riscontro diretto della curvatura di spazio-tempo”. Hawking è onestamente convinto che una manciata di dati, per giunta manipolati, costituisca la base per rovesciare un paradigma che era sopravvissuto ad oltre due secoli di minuziosi ed accurati esami ?
La vera domanda, comunque, è: “Che parte ebbe Einstein in tutto questo ?”. All’epoca in cui scrisse il suo documento (quello del 1935), egli doveva sicuramente essere venuto a conoscenza del lavoro di Poor, che tra l’altro scrisse: “Lo spostamento stellare di per sé, ammesso che sia reale, non mostra la minima attinenza con le deviazioni previste da Einstein: non concordano, né nella direzione, né nelle dimensioni o nel tasso di diminuzione della distanza dal sole.” Perché Einstein non espresse pubblicamente le proprie opinioni su un documento che contraddiceva direttamente il suo lavoro ? Perché i suoi seguaci non hanno tentato di ristabilire la verità sui dati contraffatti del 1919?
Quello che rende tutto ciò così sospetto, è che entrambi gli strumenti e le condizioni fisiche non favorivano l’esecuzione di misurazioni di grande precisione. Come sottolineato in un articolo del British Institute of Precise Physics, pubblicato nel 2002 su Internet, le macchine fotografiche a calotta utilizzate nelle spedizioni erano accurate solo per 1/25° di grado; ciò stava a significare che proprio in virtù della sola imprecisione dell’apparecchio fotografico, Eddington rilevava valori oltre 200 volte troppo precisi.
Nonostante nel 1919 le prove sperimentali sulla relatività fossero assai inconsistenti, l’enorme fama di Einstein si è preservata intatta, e da allora, la sua teoria viene considerata una delle massime conquiste del pensiero umano.
E’ chiaro che Eddington, sin dall’inizio, non aveva alcun interesse a mettere alla prova la teoria della relatività, ma gli premeva unicamente confermarla.
L’ovvia falsificazione dei dati operata da Eddington ed altri è un palese sovvertimento del procedimento scientifico ed è possibile che abbia fuorviato la ricerca scientifica per tutto il XX secolo; probabilmente supera il caso dell’uomo di Piltdown come massima mistificazione della scienza degli ultimi 100 anni. Il British Institute of Precise Physics, si è posto la seguente domanda: “Fu questa la mistificazione del secolo?” E non ha potuto rispondere che: “Il rapporto della Royal Society sulla relatività nell’eclisse del 1919 ha ingannato il mondo per 80 anni !”
Non si sottolineerà mai a sufficienza che l’eclisse del 1919, rese Einstein quello che conosciamo; il fenomeno lo catapultò verso la fama internazionale, nonostante il fatto che i dati fossero falsificati e che non esistesse nessun tipo di supporto alla relatività generale. Questo travisamento della storia è noto da più di 80 anni e viene tuttora suffragato da individui come Stephen Hawking e David Levy.
Riassunto e conclusioni
Il pubblico tendenzialmente è convinto che gli scienziati siano fondamentalmente i paladini dell’etica, che il rigore scientifico costituisca il metro di giudizio della verità; in realtà le persone capiscono ben poco di come la scienza venga gestita al cospetto dei personaggi importanti.
Einstein era convinto di essere al di sopra del protocollo scientifico, spiegava le regole a suo piacimento; la sua flagrante e reiterata passione per il plagio è purtroppo quasi dimenticata.
La scienza è uno sgabello a tre gambe, una di queste è la fisica: che accadrà se, giusto per fare un’ipotesi, la fisica crollerà ? La scienza la seguirà a ruota ?

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9 Risposte

  1. Marco Saccenti

    Gentile Alessandro,
    la ringrazio per essere intervenuto in questa serie di commenti, che fanno seguito all’articolo su Einstein.
    Ovviamente non sono d’accordo su quanto lei sostiene, perché esattamente come Lord9600XT, non porta nessuna prova a sostegno delle sue posizioni.
    Mi permetto di consigliarla, di leggere attentamente l’articolo di Daniele Russo “Processo alla Relatività”, pubblicato sul n.70 del bimestrale Nexus, e riportato su questo sito (in tre parti) nel settore “Scienza – Scienza – Teoria della Relatività”, dove alla fine della terza parte troverà tutti i riferimenti bibliografici, che l’autore ha citato per sostenere la sua confutazione alla teoria di Einstein: anche nel riferimento da me indicato “Apeiron, Vol. 13, No. 3, July 2006 Critical analysis of Special Relativity in light of Lorentz’s and Michelson’s ideas – Daniele Russo –
    redshift.vif.com/JournalFiles/V13NO3PDF/V13N3RUS.pdf)”, si trovano i riferimenti bibliografici.
    Veniamo al suo intervento.
    Lorentz e Poincarè, hanno rispettivamente definito: il primo, le equazioni chiamate “trasformate spazio-temporali”, il secondo, la velocità della luce quale limite fisico invalicabile, sostenendo che nessun corpo può oltrepassarla, in quanto a quella velocità la massa dello stesso tenderebbe all’infinito (non è altro che il concetto matematico di limite); questo è quanto ho scritto nel mio intervento, non ho mai sostenuto che le “trasformate” sono frutto di un lavoro congiunto.
    Quelle che noi chiamiamo onde Hertziane, sono il risultato degli studi e degli esperimenti di Maxwell (elettromagnetismo e velocità di propagazione delle onde elettromagnetiche), e di Hertz; il quale ha dimostrato attraverso esperimenti di laboratorio, che quanto teorizzato da Maxwell, riguardo l’ipotesi che le onde elettromagnetiche viaggiassero alla velocità della luce, era assolutamente vero!
    In relazione al fatto che le onde radio sono onde elettromagnetiche, e che come confermato da Hertz, si muovono alla velocità della luce (velocità relativistica), l’esperimento di Sagnac, che ha rilevato l’anisotropia dello spazio einsteiniano, smentisce di conseguenza tutti i concetti che sono alla base della Relatività Speciale.
    Albert Einstein ha sviluppato una teoria fisica (Relatività Speciale o Ristretta nel 1905. Relatività Generale nel 1916).
    Daniele Russo, ha scritto innumerevoli articoli, che riguardano la confutazione della Teoria di Einstein.
    Alessandro! Sono due cose completamente differenti una teoria fisica e la sua confutazione !!
    Mi lusinga molto che mi chieda di riassumere i motivi che mi hanno portato a non accettare la validità delle attuali teorie scientifiche, ma mi creda richiederebbe tantissimo tempo, che purtroppo non ho; però, se vorrà avere la gentilezza di consultare nel dettaglio questo sito, si accorgerà, che nel settore “Scienza – Scienza” sono presenti i seguenti capitoli: “Evoluzionismo biologico” – “Universo Elettrico Cosmologia del plasma” – “Teoria della Relatività” dove molti articoli di ricercatori e scienziati, potranno spiegare, sicuramente meglio del sottoscritto, i motivi dell’inaccettabilità delle attuali teorie scientifiche.
    Mi permetto di consigliare, sempre riguardo la Relatività, il sito http://www.cartesio-episteme.net/ dove potrà scaricare il libro : ALBERT EINSTEIN E OLINTO DE PRETTO – LA VERA STORIA DELLA FORMULA PIÙ FAMOSA DEL MONDO (1999, riveduto e corretto 2006)
    Cordiali saluti
    Marco Saccenti

    Rispondi
  2. Marco Saccenti

    @ Lord9600XT

    I corsi di matematica, fisica e chimica ad Ingegneria, danno le basi necessarie, per approfondire e capire molti argomenti in svariati campi della scienza senza eccessivi problemi.
    Come sempre, e non potrebbe essere altrimenti, i provocatori non rispondono mai alle tematiche specifiche contenute negli interventi degli interlocutori, iniziano subito con gli insulti. Poi urlano e sbraitano, ai quattro venti esattamente come fanno gli ultras ad una partita di calcio. Anche il lessico dimostra che razza di analfabeta sei, qualche esempio ?? …marea di verifiche esorbitanti… – …un sacco di conferme…. – …non capirci un tubo…

    Entriamo ora negli argomenti specifici:
    dimostra che non esiste contraddizione tra i due Postulati della Relatività Speciale: cioè che il concetto di “ente assoluto” legato alla velocità della luce (II Postulato) non collide con il principio di relatività che lega la percezione del moto di un oggetto allo stato dell’osservatore.

    Il cosmologo inglese Sir Arthur Eddington, ha volutamente falsato dei dati scientifici per avvalorare la Teoria di Enstein. Io ho portato le testimonianze di chi ha successivamente controllato le lastre realizzate ai tropici e le macchine fotografiche utilizzate per l’occasione, giungendo alla conclusione che le macchine non potevano avere la precisione riportata dai dati di Eddington, ne tanto meno le lastre confermare la deflessione prevista, perché in più dei ¾ di queste, la luce del gruppo delle Iadi se ne andava dove gli pareva, e guarda caso proprio queste furono poi scartate.
    P.S. Il nostro cosmologo, durante un’intervista rilasciata ad una rivista scientifica, qualche anno dopo l’eclissi del 1919, affermò candidamente come in quell’occasione non fosse stato propriamente imparziale.
    Prova che quanto riportato non corrisponde a verità !

    Albert Einstein spiegando il significato della Relatività Speciale, nel caso particolare delle dilatazioni temporali, fece l’esempio dei due orologi inizialmente in stato di quiete, posti all’Equatore, affermando che: se ad uno dei due orologi, viene fatto compiere un giro completo dell’Equatore, questo al momento del transito al primitivo punto di partenza, segnerà un ritardo rispetto a quello rimasto in quiete.
    Ma come Signor Einstein!! Lei ed i suoi nipotini relativisti mi mettete fuori gioco l’effetto Sagnac, perché giustamente non può rientrare tra i “moti inerziali” della sua Relatività, in quanto avviene su di una traiettoria curvilinea, ma contemporaneamente mi spiega le variazioni temporali della Relatività Speciale, riportando l’esempio di un oggetto che si muove su di una traiettoria equatoriale, quindi curvilinea, in totale contraddizione con la teoria stessa (Relatività Speciale) che prevede la validità della teoria solo per moti inerziali. Siamo in pieno delirio orwelliano, dobbiamo quindi credere che secondo Einstein, esistono moti inerziali più inerziali di altri !!
    P.S. – Se da un punto di vista prettamente relativistico, l’effetto Sagnac non può effettivamente rientrare tra i moti inerziali che caratterizzano la Relatività Speciale, è incontrovertibilmente una smentita dell’isotropia dello spazio Einsteiniano, una indiscutibile smentita “strumentale”; non tenere conto di una così evidente smentita della teoria è semplicemente assurdo da un punto di vista della logica del pensiero, oltre al fatto che dobbiamo dare per scontato che Mr. Einstein possa permettersi di contraddire se stesso, e quindi la sua teoria, senza che questo ne smentisca la validità.
    Prova che l’anisotropia dell’effetto Sagnac, non smentisce i fondamenti dello spazio einsteiniano, ritenuto dallo stesso, oltre ad altre cose, proprio isotropo! Dimostrami altresì che Einstein non contraddice se stesso, con l’esempio dei due orologi !

    Il fisico inglese Louis Essen, progettò e costruì negli anni ’50, il primo orologio atomico. Agli inizi degli anni ’70, la sua carriera improvvisamente finì, fu messo al bando dal mondo accademico, e nessuna rivista scientifica pubblicò più i suoi lavori, questo perché qualche anno prima a seguito del famoso esperimento condotto da Hafele e Keating (gli orologi atomici fatti volare a bordo di aerei su rotte equatoriali contrapposte) per confermare la teoria di Einstein (Relatività Speciale), scrisse alcuni articoli estremamente critici al riguardo. Essen in questi articoli sosteneva praticamente due cose: la prima che gli orologi atomici non potevano fornire misurazioni precise (oltre il milionesimo di secondo), la seconda che questi dati furono fortemente manipolati per concordarsi con le previsioni relativistiche.

    La truffa di Eddington, affonda di principio la Relatività Generale, e se Eddington, emerito membro della Royal Society manipolò dei dati strumentali, era logico aspettarsi che tutte le successive conferme della Teoria di Einstein, non potevano che scaturire da questo metodo.

    Dire poi che le teorie di Enstein sono difficilmente comprensibili, perché descrivono il mondo in un modo diverso da quello percepito dall’uomo comune, è ributtare l’umanità indietro nel tempo, quando caste sacerdotali decidevano cosa o chi doveva pensare e come doveva pensare. L’intelligenza degli esseri umani si basa sulla “percezione logica” del mondo che lo circonda, quindi soprattutto sulla capacità di analizzare i fenomeni della realtà macro e microscopica, quando qualcuno utilizzando strumenti astratti (matematica), e falsificando analisi strumentali, vuole convincere l’umanità che esistono condizioni fisiche che sfidano la realtà, vuole di fatto strappare la scienza alla sua originale connotazione di “filosofia naturale” e trasformarla in perpetua illusione, come infatti è accaduto nel XIX e XX secolo. L’evoluzionismo di Darwin, la Relatività di Einstein, la meccanica quantistica di Planck, e Bohr, il Big Bang di Lamaitre e Gamow, ne sono un esempio lampante. E solo chi gestisce il potere su questo mondo ha la forza per compiere una cosi sottile e capillare operazione.

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  3. Marco Saccenti

    @ Raphael Pallavicini

    Gli orologi a bordo dei satelliti rispondono a precise normative stabilite da un’apposita commissione che al tempo del lancio dei primi satelliti, impose ai programmatori e ai costruttori di ricevitori satellitari di tener conto degli effetti relativistici; in parole povere gli orologi a bordo dei satelliti vengono continuamente resettati dalle stazioni di controllo terrestri, prima ancora di manifestare rilevanti deviazioni relativistiche.
    Le ricordo che fu effettuato un esperimento con il primo orologio atomico, per valutarne la sensibilità; questo orologio fu lasciato a se stesso per alcune settimane, al termine delle quali
    manifestò deviazioni rilevanti, ben superiori ai microsecondi richiesti per individuare questi fenomeni. Le ricordo inoltre che questo esperimento fu visionato da Louis Essen il padre degli orologi atomici, il quale confermò i risultati. Questo vuol dire che gli orologi a bordo dei satelliti non possono assolutamente rilevare deviazioni relativistiche semplicemente perché la loro sensibilità strumentale è inferiore ai valori delle presunte deviazioni previste dalla relatività.
    Come ho già detto nell’intervento precedente, il metodo “Eddington”, ovvero la vergognosa manipolazione di dati strumentali per avvalorare teorie scientifiche, è confermata essere purtroppo una prassi comune.

    Pallavicini, al di là di alcune sue simpatiche considerazioni sull’inquisizione, mi piacerebbe però che entrasse un po’ più nei problemi inerenti alla validità della teoria di Einstein da me sollevati. Che ne direbbe di rispondere ad alcune domande ??
    Ad esempio:
    -pensa che non ci siano contraddizioni tra i due postulati della Relatività Ristretta?
    -pensa che Sir Arthur Eddington non abbia in alcun modo alterato i dati delle lastre fotografiche, relative alla presunta deflessione gravitazionale della luce, e pensa invece che il British Institute of Precise Physics in quell’articolo del 2002, dove rilevava che le macchin ne fotografiche usate non potevano registrare i valori riportati perché la loro precisione era 200 volte inferiore agli stessi, abbia invece cercato uno scoop giornalistico ?
    – per finire, pensa che non ci sia contraddizione nell’esempio riportato da Einstein (quello dei due orologi all’equatore, uno in moto e uno fermo ) per spiegare le distorsioni temporali della Relatività Speciale, e l’effetto Sagnac ?

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  4. Lord9600XT

    Signor Saccenti, con questo commento lei si dimostra essere oltremodo ciarlatano.
    Innanzitutto, la relatività ristretta ha avuto una marea di verifiche esorbitanti che definirla errata è sintomo di ignoranza. Non poggia affatto su congetture fisico-matematiche assurde, né su contraddizioni teoriche, né su esperimenti mistificati.
    Mi sembra di capire che la sua tesi è: la relatività ristretta è totalmente errata. Assumiamo che sia vero. Il modello standard è sbagliato, essendo questo la summa tra meccanica quantistica e relatività speciale? Eppure il modello standard ha avuto un sacco di conferme ed è anche altamente predittivo. Intende affermare anche questo?
    La cosa che però da maggior fastidio è la totale mancanza di buona fede che aleggia inquietante dietro tale commento. Lei cita l’effetto Sagnac come esperimento che smantella tutta la relatività. Perché non dice che l’effetto Sagnac NON smentisce la relatività in quanto parla di un effetto su un sistema di riferimento non inerziale? Troppo complicato essere intellettualmente onesti? Perché è veramente paradossale come un fenomento fisico che invalidi la teoria della relatività possa essere spiegato tramite la relatività stessa!
    Credo che tutti questi vaneggiamenti siano causati dal fatto che la teoria della relatività (in particolare la relatività generale) è una teoria che descrive il mondo in un modo diverso in cui l’uomo comune lo percepisce tutti i giorni (ed è anche matematicamente complicata). Il senso di disorientamento e tanta (troppa) ignoranza matematica e fisica (magari uniti a un senso di… inferiorità dovuto al fatto di non capirci un tubo) generano commenti come questi.
    Chiudo dicendo che non affermo che la teoria della relatività sia la verità assoluta, bensì che sia, allo stato attuale di cose, un’ottima approssimazione di essa. E non vi sono motivi attualmente per dubitare sulla fondatezza di tale approssimazione

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  5. Marco Saccenti

    Che Einstein fosse un plagiario è cosa risaputa, ma ovviamente non divulgata, ipotesi suffragata dal fatto che il Nobel per la fisica, assegnatogli nel 1921, non verteva sulla Relatività, ma sulle sue scoperte sull’effetto fotoelettrico della luce, a riprova che la comunità dei fisici, fino a metà degli anni ’20, poi le cose cambiarono, non lo considerava il padre della Relatività, oltre a non considerare la Relatività una realtà fisica, ma una mera speculazione matematica. Nel 1907 a fronte del sospetto di plagio che aleggiava sui suoi lavori, Einstein giustificò questa pratica come un normale percorso di “evoluzione della scienza”, salvo poi, quando ormai era famoso, permettersi di ringraziare quegli scienziati che con i loro studi gli avevano permesso di sviluppare la Relatività; ma ormai Poincaré e Lorentz e altri erano morti e dimenticati.
    Hendrik A. Lorentz ed Jules H. Poincaré, avevano effettivamente definito, molto tempo prima di Einstein il principio di relatività, sia da un punto di vista matematico, che da un punto di vista concettuale; Poincaré era già arrivato ad ipotizzare la velocità della luce quale parametro invalicabile, perché i corpi in moto a quella velocità avrebbero manifestato un’inerzia tendente all’infinito, che si sarebbe opposta al moto stesso. Mentre Lorentz con le leggi sulle trasformazioni delle coordinate dello spazio e del tempo tra l’etere a riposo e sistemi in moto, aveva già definito le condizioni relative alle deformazioni spazio temporali. Einstein e Lorentz, avevano visioni diametralmente opposte riguardo l’esistenza dell’etere, cioè quel mezzo universale, ritenuto dai fisici del XIX secolo indispensabile alla propagazione della luce, e ritenuto da Einstein ininfluente per la sua teoria.
    L’intoccabile aura di leggenda creata attorno ad Albert Einstein, la si ridimensiona solo confutando la sua creatura assoluta, la Relatività. Ovviamente non è questo il luogo per una approfondita confutazione della Relatività (se qualcuno fosse interessato: Apeiron, Vol. 13, No. 3, July 2006 Critical analysis of Special Relativity in light of Lorentz’s and Michelson’s ideas – Daniele Russo –
    redshift.vif.com/JournalFiles/V13NO3PDF/V13N3RUS.pdf).
    La Relatività ha una strada lastricata da contraddizioni teoriche, e mistificazioni di esperimenti, che gettano una luce ben poco chiara sulla validità di questa teoria, vediamone alcune.
    Partiamo dalla fastidiosa contraddizione in cui Einstein incappò nell’enunciare la sua teoria, nella quale convivono forzatamente, il galileiano principio d’inerzia (primo postulato della Relatività), secondo il quale nessun moto è mai “assoluto” ma sempre relativo a “qualcos’altro”, ed il postulato della luce (secondo postulato della Relatività) secondo il quale la velocità della luce è un parametro “assoluto”, indipendente dal moto di qualsiasi osservatore inerziale.
    Passiamo alla famosa conferma della deflessione della luce causata dalla gravità, verificata da Sir Arthur S. Eddington durante la spedizione britannica del 1919 ai tropici (Sobral, e isola di Principe), dove le lastre fotografiche utilizzate e riesaminate alcuni anni più tardi mostrarono che solo il 15% di queste verificavano l’esatta direzione della deflessione, nel restante 85% la luce delle stelle se ne andava dove gli pareva, e guarda caso questo 85% fu scartato perché “non conforme”. Nel 2002 in un articolo pubblicato dal British Institute of Precise Physics, si sottolinea come le macchine fotografiche a calotta utilizzate da Eddington, avevano una precisione di 1/25°. In funzione di questo parametro, risulta che i dati pubblicati da Eddington a sostegno della Relatività sono “200 volte troppo precisi”; e quindi in nessun modo i dati presentati da Eddington alla Royal Society, potevano e possono essere presi quale conferma osservativa alla teoria della Relatività, tanto meno quindi, avere una valenza scientifica. Considero l’operato di Eddington una delle più sporche e vergognose mistificazioni della scienza moderna.
    La pietra tombale sulla teoria di Einstein, dovrebbe essere l’effetto “Sagnac”, cioè l’anisotropia della propagazione della luce verificata nelle trasmissioni elettromagnetiche (come si sa la luce appartiene alla famiglie delle onde elettromagnetiche), le quali a livello dell’Equatore, per fare un giro del globo impiegano meno tempo se si propagano verso Ovest e più tempo verso Est ( circa 207 nanosecondi in più o in meno), ricordiamo che la Relatività enuncia la luce quale parametro assoluto che non dipende dalla velocità della sorgente !!
    Ma i fisici non considerano l’effetto Sagnac una smentita della Relatività.
    Accenno solo brevemente, alle personalissime condizioni imposte da Einstein ai suoi percorsi matematici, dove lo sviluppo delle equazioni di Lorentz sulle deformazioni spazio-temporali, è segnato da ambigue e scorrette interpretazioni dei simboli e delle coordinate.
    Concludendo, si può affermare che la Relatività non è altro che una ridondanza dell’effetto Doppler della fisica classica, e che tutto l’apparato “rivoluzionario” della fisica einsteiniana, poggia su congetture filosofiche e matematiche, contraddizioni teoriche, ed esperimenti mistificati.

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    • Raphael Pallavicini

      Caro Saccenti, la bontà della relatività ristretta dimostrata da un GPS ogni volta che lo usi:
      “Sebbene il Global Positioning System (GPS) non sia progettato come una prova di fisica fondamentale, esso deve tenere in conto il redshift gravitazionale nel suo sistema di sincronizazione e i fisici devono analizzare i dati di tempo dal GPS per confermare altre prove. Quando il primo satellite venne lanciato, alcuni ingegneri erano restii a credere alla previsione riguardo a una dilatazione notevole del tempo gravitazionale, così il primo satellite venne lanciato senza regolarne l’orologio, cosa che venne poi fatta nei satelliti successivi. Esso mostrava lo spostamento previsto di 38 microsecondi al giorno. Questa percentuale di discrepanza è sufficiente ad alterare sensibilmente la funzione del GPS nel giro di poche ore se non viene aggiustata. Un resoconto eccellente del ruolo svolto dalla relatività generale nella progettazione di GPS può essere trovato in Ashby 2003.” (Da http://it.wikipedia.org/wiki/Prove_della_relativit%C3%A0_generale ).
      Leggi anche http://relativity.livingreviews.org/Articles/lrr-2003-1/
      Essere scettici è uno dei requisiti delle scienze galileiane, essere ciechi e preda dei propri preconcetti è segno di essere come i giudici dell’inquisizione…. EPPUR SI MUOVE.
      Cordialità

      Rispondi
    • Alessandro

      Signor Saccenti,

      le auguro davvero di voler leggere il precedente messaggio di Lord9600XT, ed il mio seguente, con la mente aperta, considerando la possibilità che, chi ha studiato questa disciplina per molti anni, ne sappia comprendere in contenuti in maniera critica, non dogmatica. In primis, le faccio notare che le sue affermazioni non sono suffragate da alcun riferimento bibliografico concreto, ma sembrano essere soltanto congetture basate su materiale che non è in alcun modo reperibile. Mi dispiacerebbe davvero molto, se imputasse tale irreperibilità a un qualche tipo di complotto all’interno del mondo scientifico e accademico.
      Sono un po’ confuso, non ho capito se la sua, e quella dell’autore di questo articolo, sia una Filippica rivolta contro Einstein, o semplicemente nei confronti di tutta la teoria della relatività. Infatti, quando Lei dice che già Poincarè e Lorentz prima di lui avevano trovato le leggi di trasformazione dello spazio-tempo (dette appunto “di Lorentz”, a riprova che nessuno si è arrogato meriti non propri), mi pare che non accenni minimamente al fatto che i loro risultati fossero in alcun modo sbagliati. Secondo la mia modesta impressione, signor Saccenti, lei ce l’ha semplicemente con Einstein, ed ha anche molta confusione. L’effetto Sagnac è stato dimostrato essere compatibile con la relatività ristretta, le basta guardare la pagina wikipedia su tale effetto.
      Se lei è — come sono certo — consapevole del fatto che lo scopo (nonchè la massima ambizione) di una teoria fisica, sia quello di spiegare in maniera soddisfacente i dati sperimentali, e di effettuare predizioni su un certo numero di esperimenti futuri (finchè la teoria stessa non verranno trovate incompletezze sulla teoria stessa), non capisco come possa affermare che la teoria della relatività sia scorretta, pronunciandosi invece positivamente su quella di Daniele Russo. Naturalmente, dal momento che ritiene certamente di essere nel giusto, la prego, in maniera sincera, di illustrarmi in che modo la teoria del Russo, per esempio, riesce a spiegare dei ben precisi dati osservativi. Dal momento che anch’io, come Lei, ricerco la verità, mi farebbe davvero un grande dono se riuscisse a spiegarmi, in maniera quantitativa, perché le attuali teorie accettate dalla comunità scientifica sono, oltre che certamente incomplete, totalmente scorrette.

      La ringrazio in anticipo se vorrà rispondermi.

      Cordiali saluti

      Rispondi
  6. Igor Muraro

    Infatti, non tutti sanno, che quando hanno deciso di avvalorare la teoria di Einstein c’era anche un’altro grande scienziato che proponeva la sua, Marco Todeschini, del quale non si parla quasi mai. La sua teoria sembra spiegare alla perfezione quello che la teoria di Einstein non è mai arrivata a fare. Purtroppo per lui la sua teoria richiedeva la totale ammissione di errore dalla maggior parte degli scienziati esistenti… per cui non fu mai presa in considerazione e fatta scivolare nel cassetto dell’indifferen za. Vi lascio un link e se volete approfondire ce ne sono molti altri. http://www.youtube.com/watch?v=Jynu-Y16Vr8

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