galassiadi Marco Saccenti

Espongo alcune brevi considerazioni personali sulla scienza e la società, in relazione all’articolo di Wallace Thornhill “L’Universo Elettrico”, inserito nella sezione scientifica il 30 Agosto 2010.

E’ sicuramente fondata la preoccupazione di Wallace Thornhill, relativamente all’ostracismo che incontra la divulgazione della teoria dell’Universo Elettrico.

La società in cui viviamo ed i media in particolare, manifestano da sempre una “genetica avversione” al concetto di verità, abituati come sono a vivere in una dimensione extraumana, virtuale, in cui l’inganno è uno dei fondamenti essenziali.      Le più importanti teorie scientifiche, tra cui il Big Bang, svettano in questo stato di “dittatura della menzogna” che permea tutta la conoscenza umana, dalla storia all’economia, dalla filosofia alle religioni, dalla politica alla medicina.
La rivoluzione scientifica cui accenna Thornhill, che insieme agli ingegneri dell’I.E.E.E., ed ai cosmologi del plasma, ha definito “Rivoluzione Elettrica”, è la speranza di rimettere insieme i pezzi della scienza, di tutta la scienza, di farla ritornare figlia della natura e dei suoi fenomeni, figlia della logica e del pensiero.

Impresa ardua e difficile, perché la scienza del Big Bang, essendo parte dell’artificioso castello sociale in cui viviamo, non si presterà certo ad una revisione critica dei concetti base che ne sono la struttura portante, pena l’implosione su se stesso di tutto il tessuto sociale.
L’ostinata ricerca delle verità scientifiche occultate, attraverso la confutazione delle attuali teorie più accreditate, ha comunque una valenza che va oltre l’apparente disinteresse o discredito, da parte  degli organismi della  “scienza ufficiale”.
Ci fa semplicemente piacere, “condividere” questo percorso con persone quali Wallace Thornhill, gli ingegneri dell’IEEE ed i cosmologi del plasma.

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