106-emoA volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio.

Leggendo certi articoli mi viene da pensare: ma il proverbio “vivi e lascia vivere” com’è che nessuno lo mette in atto? Possibile che ci sia sempre qualcuno pronto a criticare gli altri per come vivono, mangiano, si vestono, respirano?
E adesso siamo pure di “nicchia”..eh va beh!

Uscire dalla “nicchia” – di Carlo Dorofatti

Usciamo dalla nicchia, facciamo chiarezza e determiniamo questa Nuova Era della Coscienza…
Quante volte capita di sentirci dire che, occupandoci di ricerca spirituale, informazione indipendente, benessere naturale e discipline interiori, siamo “di nicchia”? Sei uno spirito libero? Allora sei di nicchia.
Sei un ricercatore indipendente? Ma, allora sei di nicchia. Pubblichi informazioni altrimenti difficili da reperire, promuovi la salute naturale, uno sviluppo sostenibile, l’energia pulita? Allora sei di nicchia.
Mangi naturale? Sei di nicchia. Ormai, chi è più libero di altri dai condizionamenti mediatici, chi ama la natura, chi vuole curarsi con rimedi non invasivi, chi mangia sano e biologico, chi crede di essere un corpo e una mente ma anche un’anima, è “di nicchia”! La Natura è di nicchia?!
L’intelligenza è di nicchia?!
Basta! E’ di nicchia chi fugge dalla natura, chi sceglie la vita artificiale, chi si cura con la chimica, chi si gonfia tette e labbra, chi corrompe, chi inquina, chi crede solo a quello che vede, anzi a quello che qualcun altro gli fa vedere.
E’ di nicchia chi spreca, chi se ne frega degli altri, degli animali e delle piante, chi regola la sua vita sul calcio, le fiction e la moda imperante, benpensante e conformista, tra veline stereotipate e condizionamenti che vengono fatti passare per “valori”! Ebbene, ben venga la caduta dei valori!Noi pensiamo alla nostra anima eterna e cosmica, amiamo e rispettiamo la vita in tutte le sue forme, vogliamo regolare la nostra vita in base a soluzioni intelligenti e armoniche; non mettiamo il profitto e la convenienza al primo posto, non ci riteniamo “consumatori” e non ci facciamo bastare l’intrattenimento e la distrazione, l’informazione di facciata, quella che fa cassetta.

101-emoNon siamo solo elettori e “sudditi”, o cavie, o carne da cannone.
Noi usiamo ancora parole come amore, compassione, amicizia. Osiamo reclamare la nostra coscienza universale, multidimensionalità dell’essere umano, di ogni uomo e di ogni donna, la sua libertà e la sua intelligenza profonda, la sua natura divina.
Osiamo reclamare la dignità dell’essere umano, osiamo cercare la verità. Questo significa essere “di nicchia”? “Loro” sono di nicchia, non noi!E quindi usciamo da questa nicchia, nella quale non dovremmo neanche pensare di essere, e cominciamo a parlar chiaro, ad unire le forze, a fare informazione seria e competente, a
fare chiarezza non solo sui temi della ricerca e dell’attualità a 360 gradi, ma anche su quei contenuti che troppo spesso vengono trattati con grande superficialità, diventando anch’essi prodotti da bancarella, da “consumare”, con i quali fare cassetta, da strumentalizzare per il tornaconto di nuovi guru e di nuove élite, in fin dei conti per la solita smania del business.
Mi sto proprio riferendo ai grandi temi di frontiera, del benessere reale, della sostenibilità, della ricerca d’avanguardia, sia essa scientifica sia essa squisitamente spirituale, sebbene tale distinzione non dovrebbe neppure esistere.
Facciamo chiarezza sopratutto quando su queste importanti tematiche si stiano prendendo solenni cantonate, quando l’entusiasmo del volo pindarico sensazionalistico sostituisce una sana ricerca di senso, per prestarsi ancora una volta alla manipolazione, alla suggestione, allo sfogo inconcludente, al prodotto da bancarella, al placebo per sedare un reale risveglio di coscienza, che esige la presenza e la responsabilità di ognuno.
Così, se da una parte il Vaticano insiste sulla “vera fede”, il CICAP sulla “vera scienza” e il conformismo mediatico sulla “vera vita”, dall’altra è già pronta la nuova religione mondiale della superficialità, dell’arrivismo spirituale, del miracolismo, con le sue schiere di nuovi profeti, nuovi salvatori e nuovi babau.
Qualche esempio? Le fantasticherie di una certa “new age”, il delirio delle teorie del complotto quando cavalcano improbabili – ma affascinanti – ricostruzioni storico-esoteriche (per lo più nate un paio di secoli fa dallo sforzo di scrupolosi falsari gesuiti), quando ci si esalta con scenari e agende extraterrestri inquietanti quanto fantasiose, suffragati da una profonda ignoranza sul piano storico, scientifico, antropologico e metafisico; oppure pensiamo alle bizzarre pseudo-soluzioni del benessere olistico, altra parola violentata da improvvisati, ma ben organizzati, operatori che assecondano e campano sulla smania consumista, che tanto danno procurano non solo alle persone ingenue, ma anche a chi di questa ricerca fa un percorso serio e fondato, fornendo così alle multinazionali – e ai loro politici, professori e manager – le armi del discredito, proprio secondo i programmi di un establishment vecchio, logoro eppure forte dell’incoscienza tuttora (ma ancora per poco!) dilagante, di cui in fin dei conti, sono a loro volta tristi prigionieri, pur nel loro mare di soldi e tra le braccia delle loro escort, nel nulla dell’anima.

102-emoUsciamo da questa nicchia così angusta, facciamo chiarezza e finalmente entriamo, anzi determiniamo questa Nuova Era della Coscienza, risvegliandoci dalle illusioni, abbandonando definitivamente i vecchi paradigmi dualisti e recuperando il senso autentico della nostra umanità e della vita.
Chi sceglierà di non farlo, pazienza: sarà “di nicchia”.

Fonte: http://www.nexusedizioni.it/apri/Argomenti/Riflessioni/Uscire-dalla-nicchia—di-Carlo-Dorofatti/

Che dire…sarò pure di “nicchia”, secondo certi elementi, ma almeno, a questo punto, sono nella nicchia giusta!
Direi che il sig. Carlo Dorofatti non usa mezzi termini per far capire chi è veramente chiuso in una bella nicchia fasulla e piena di niente!
Quindi secondo la “coscienza sociale” chi possiede un’anima non va bene!
Ma perché non va bene? Forse perché se usciamo dalla nicchia dei lobotomizzati ed iniziamo a vivere secondo una coscienza che vada oltre questa realtà/società, una coscienza vera, allora non saremo più un perfetto esercito di burattini?
Leggendo questo articolo, pensando a chi dice “se pensi liberamente, se cerchi qualcosa oltre il materiale, se vorresti vivere in un mondo migliore allora sei di nicchia” mi verrebbe da chieder loro “ma voi che state bene respirando aria nera, che lavorate come muli per permettervi quello che la società mi fa credere di avere assoluto bisogno, dove vivete”?
Io avrei una mezza idea: dentro ad una scatola al plasma o lcd e fanno e dicono tutto ciò che viene loro “insegnato”!
Siamo così contenti che grazie alla tv tutti possono essere aggiornati sulle cose (dubbiamente) importanti.
Eh si! Infatti essere bombardati da pubblicità con persone mezze nude, programmi culturali come i reality show dove ti fanno vedere la vita vera è veramente utile…

Noam Chomsky ha elaborato la lista delle 10 strategie della manipolazione attraverso i mass media

1-La strategia della distrazione
L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti.
La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. Mantenere l’Attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza.
Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).

104-emo2- Creare problemi e poi offrire le soluzioni.
Questo metodo è anche chiamato “problema- reazione- soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo che il pubblico sia chi richiede le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà. O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.

3- La strategia della gradualità.
Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E’ in questo modo che condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni ‘80 e ‘90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero state applicate in una sola volta.

4- La strategia del differire.
Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “dolorosa e necessaria”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. Prima, perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.

5- Rivolgersi al pubblico come ai bambini.
La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla debolezza, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quando più si cerca di ingannare lo spettatore più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno” (vedere “Armi silenziosi per guerre tranquille”).

105-emo6- Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione.
Sfruttate l’emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un’analisi razionale e, infine, il senso critico dell’individuo. Inoltre, l’uso del registro emotivo permette aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre comportamenti.

7- Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità.
Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù.
“La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi inferiori”.

8- Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità.
Spingere il pubblico a ritenere che è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti …

9- Rafforzare l’auto-colpevolezza.
Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s’incolpa, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti  è l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione!

10- Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscono.
Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso.

Fonte: http://www.visionesalternativas.com.
www.disinformazione.it

103-emoAlla fine chi è vittima di queste strategie va a dire agli altri “siete di nicchia”…discorso logico…non c’è che dire…

Angel

Post correlati

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata