Per alcuni sarebbe stata ritrovata la presunta base segreta nazista in Antartide, usata durante la Seconda Guerra Mondiale. Qui sotto trovate le immagini che sono disponibili su Internet, e segue una ricostruzione delle leggende concernenti questa installazione segreta. Si ringrazia il forum Aurora Project e la rivista Hera Magazine.

Scoperti in Antartide tunnel artificiali.

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All’ apparenza il materiale del tunnel è diverso dalle rocce circostanti.

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L’ ingresso della galleria è triangolare ha una base di 90 metri ed un’ altezza di 30 metri.

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Il pavimento sembra essere ghiacciato, e l’ ingresso appare concavo, ma ben livellato. Appare come uno sbocco, artificiale, e il ghiaccio fuori dall’ ingresso sembra provenire dalla galleria per congelarsi velocemente, all’ esterno. Da notare, che il ghiaccio non è coperto dalla neve.

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In questa foto appare ciò che sembra una pista, che inizia dal ghiaccio della galleria e continua sino alle rocce.

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Il materiale che ricopre l’ ingresso della galleria, appare totalmente diverso, dai materiali rocciosi circostanti.

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Le immagini successive danno l ‘idea di altre formazioni non naturali presenti in zona. Le strutture sembrano artificiali.

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Prendendo le immagini degli accessi alle gallerie e le due formazioni che sembrano non naturali, e si osservano sulle mappe, si nota che ogni punto è allineato all’altro. Pura coincidenza? Cosa potrebbero essere le strutture fotografate?

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Fonte: http://aurora-project.forumfree.net

Una base nazista in Antartide.

L’idee di Horbiger e la “Teoria del Mondo di Ghiaccio” portarono ad un rinnovato interesse per le spedizioni in Antartide. I tedeschi vi erano già stati nel 1873 con il piroscafo “Groenland” per conto della Società Tedesca per le Ricerche Polari e in altre quattro spedizioni, l’ultima delle quali fu organizzata nel 1925 con la nave per rilevazioni “Meteor”. Hitler considerò l’Antartide una posizione privilegiata per una base permanente e autorizzò una spesa di oltre un milione di marchi per convertire il mercantile “Schwabenlancf’ in nave attrezzata per missioni polari, con la possibilità di lanciare due idrovolanti Dornier Wal dalla sovrastruttura di poppa che fu costruita a tal scopo. Come capitano fu scelto Alfred Ritscher per la sua esperienza di viaggi in regioni polari.

La “MS Schwabenland” lasciò il porto di Amburgo il 17 Dicembre 1938 raggiungendo la costa del continente antartico il 19 gennaio 1939. I due idrovolanti fotografarono la superficie ghiacciata con apparecchiature ad alta definizione sommando non meno di Il.000 scatti. Lanciarono migliaia di aste metalliche con lo swastika nazista che si conficcarono nel ghiaccio annettendo così la zona al Reich tedesco col nome “Neu Schwabenland” (Nuova Svevia), nonostante una spedizione norvegese avesse già esplorato e maldestramente cartografato la stessa area nel 1931 denominandola “Terra della Regina Maud”. La nave “Schwabenlancf’ tornò ad Amburgo nell’aprile del 1939 e subito il capitano Ritscher progettò una nuova missione che non poté realizzarsi a causa degli eventi connessi con la guerra.

Fino a qui si tratta di storia documentata e non abbiamo altri documenti ufficiali tedeschi che ci autorizzino ad andare oltre. vi sono tuttavia alcuni indizi che potrebbero suggerire una serie di missioni successive.
Il primo indizio riguarda la presenza di navi corsare tedesche nei mari meridionali, come la “Komet”, l’ “Atlantis” e la “Penguin” (affondata dall’HMS Cornwall nel 1941). Queste avevano il compito di pattugliare le zone australi a latitudini insolitamente vicine al continente antartico. Gli inglesi, da parte loro, avevano organizzato un punto d’ascolto sull’isola di “Deception” (nome in codice “Operazione Tabarin”) per tenere sotto controllo le scorrerie della navi tedesche. E quantomeno strano che il Reich operasse in mari così ostili e lontani, dove non c’erano rotte commerciali a parte Capo Horn e la punta estrema del Sud America. Si sa, inoltre, che la spedizione Schwabenland imbarcava civili e militari, tra cui biologi, botanici ed esperti di idrografia che erano stati preparati dalla Società Tedesca per le Ricerche Polari con corsi specialistici tenuti anche dall’Ammiraglio Statunitense Richard E. Byrd, veterano delle imprese polari, che fu ad Amburgo nel novembre 1938 per una serie di conferenze.

Gli scienziati della Schwabenland scoprirono una profonda fossa oceanica di probabile origine vulcanica che scorreva sotto i ghiacci del continente antartico, in una zona tra il sud America e l’Africa, correndo come un meridiano fino alla Nuova Zelanda e oltre. Dai rapporti del capitano Ritscher apprendiamo che gli scienziati riscontrarono la presenza di laghi d’acqua calda generati da correnti termico-vulcaniche che avevano sciolto il ghiaccio sovrastante creando enormi caverne, alcune lunghe fino a cinquanta chilometri, che giungevano sino al mare aperto. Queste zone più calde avrebbero fornito la copertura ideale per la costruzione di un’eventuale base permanente, che sarebbe sorta, dunque, sotto i ghiacci e quindi con una spesa logistica molto bassa.
Tuttavia, ciò che fa pendere l’ago della bilancia verso una probabile base nazista in Antartide è la famosa spedizione “Operazione High Jump” mediante cui gli USA invasero il continente antartico immediatamente dopo la guerra, il 31 dicembre 1946. Le tensioni tra Stati Uniti e Russia erano già molto forti e si stava entrando nella guerra fredda, motivo per cui un’ operazione del genere sarebbe stata assolutamente da evitare se non motivata da ragioni urgentissime. Furono mobilitati ben 4600 membri del personale militare, 6 elicotteri, 6 Martin PBM Flying Boat, 2 navi appoggio per idrovolanti, 15 altri aerei, 13 navi di sostegno e una portaerei, la “USS Philippine Sea”.

Una spedizione incredibilmente costosa che non può essere giustificata da una semplice ricognizione o esplorazione, smentendo lo stesso Ammiraglio Nimitz che, enumerando gli scopi della missione, affermò che lo scopo consisteva nella ricerca di siti per possibili basi permanenti (l). Fatto interessante, con il corpo di spedizione ritroviamo l’Ammiraglio Byrd, che aveva addestrato i nazisti all’ esplorazione dei poli. Intervistato dalla stampa internazionale, più volte Byrd disse che gli USA dovevano prepararsi a difendersi da attacchi portati da veicoli dalla eccezionale velocità, in grado di volare da polo a polo. Bisogna tener presente, inoltre, che alle stime ufficiali degli USA dopo la vittoria sulla Germania mancarono all’appello 54 U-Boot tedeschi di cui non si è mai più saputo nulla. Undici di questi potrebbero essere stati affondati da mine, ma degli altri si sono perse le tracce.

Pare che lo stesso Ammiraglio tedesco Karl Doenitz abbia affermato nel 1943 che la flotta sottomarina tedesca era stata ricostituita in un’altra parte del mondo, nella terra di Shangri-la, (un altro nome di Shambalha – N.d.R.) in una fortezza imprendibile. Arriviamo alla domanda cruciale: Esiste o esisteva una base segreta nazista in Antartide? Non possiamo affermarlo con certezza, ma gli indizi faticosamente raccolti propendono verso il sì.

I nazisti avevano le conoscenze geografiche e la tecnologia necessaria, e gli U-Boot avrebbero potuto trasportare materiale meccanico per le attrezzature.

di Pierluigi Tombetti

Fonte: http://www.heramagazine.it

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3 Risposte

  1. alessandro

    attenzione google heart fa vedere adesso imbocchi di gallerie in antartide e fa vedere anche un perfetto tre quarti di volto maschile nelle sfumature del mare artico tra groenlandia e alaska. Siccome per almeno un anno google heart mi ha fatto impazzire con l’anomalia gialla in groenlandia, adesso non ci perdo più tempo.

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