OLYMPUS DIGITAL CAMERAParte prima

L’analisi degli eventi storici che hanno interessato l’Europa, nel corso del XX° secolo, apre un percorso di ricerca complesso, sottile e sfuggente, in cui risulta estremamente impegnativo mantenere vivo, privo di inquinamenti razionali, il pensiero “alkemico” presente nel libero ricercatore.
Indagare su Crimini Alieni richiede metodi di interpretazione storica su più livelli;   la prima sommaria interpretazione che viene alla mente può essere la seguente:  esistono forti analogie fra politiche attribuibili a Criminalità Aliena e Criminalità Organizzata (umana), ma, questo è intuibile, le finalità sottili sono diverse come diversi sono i piani operativi.
Evitiamo di attribuire etichette o creare recinzioni, razionali o irrazionali;   il Crimine Alieno organizzato, per essere compreso, richiede notevoli “energie” in quanto è indispensabile muovere la mente in ambiti di studio interdisciplinari, inconsueti, in cui la struttura culturale-razionale imposta da questa società manifesta, non casualmente, caratteristiche inadeguate e inconsciamente devianti.
Criminalità Aliena e Velo di Maya sono Progetti nati da necessità politiche-militari antiche e complesse, modellate in funzione della natura umana e degli esiti di scontri verificatisi, nel corso del tempo, presso alcune antiche civiltà;  questi Progetti, ora giunti alla “fase conclusiva”, vedono l’essere umano, in massima parte, quale soggetto privo di volontà propria, plasmabile e corruttibile.
Lo studio di un Progetto Alieno segue, nel nostro gruppo di Ricerca, i percorsi di metodo tipici della retroingegneria;   un Progetto Alieno non è descrivibile se non si possiede una reale conoscenza della struttura intima del Velo di Maya in quanto noi esseri umani viviamo in una specie di “bolla” temporale estranea alla realtà universale, in cui gli usuali equilibri vitali, presenti in ogni realtà universale, vengono qui stravolti e profondamente distorti.
Queste velate e radicate condizioni illusorie costringono la mente umana ad osservare gli eventi da un “punto di osservazione” privo di autonoma interpretazione ed elaborazione;   eppure noi umani siamo pur sempre dotati di intelligenza creativa e questa fondamentale caratteristica diviene la nostra qualità vincente, se utilizzata con la giusta dose di pragmatica-follia.

ARACNE-001Da Renè Guènon, l’esoterismo di Dante – Capitolo I,  Senso apparente e Senso nascosto:
“O voi che avete gl’intelletti sani, Mirate la dottrina che s’asconde Sotto il velame delli versi strani”
Con queste parole, Dante indica in modo molto esplicito che nella sua opera vi è un senso nascosto, propriamente dottrinale, di cui il senso esteriore e apparente è soltanto un velo, e che deve essere ricercato da coloro i quali sono capaci di penetrarlo.
Altrove, il poeta va più lontano ancora, poiché dichiara che tutte le scritture, e non soltanto quelle sacre: “si possono intendere e debbonsi sponere massimamente per quattro sensi”.
E’ evidente, d’altronde, che questi diversi significati non possono in nessun caso distruggersi od opporsi, ma debbono invece completarsi ed armonizzarsi come le parti di uno stesso tutto, come gli elementi costitutivi di una sintesi unica.
………
Commedia di Dante e Storia d’Europa;   insoliti e inaspettati legami tra queste due “opere”!
Nell’opera di Dante traspare una insolita struttura “progettuale” che esula dagli schemi letterari propri dell’epoca di Dante;   la storia d’Europa manifesta una struttura cronologica strategicamente prestabilita, e questa strategia, estesa nel tempo, non trova riscontro in una interpretazione in chiave “umana” degli eventi.
In primo luogo è fondamentale comprendere la natura e la storia, quantomeno a grandi linee, dei Progettisti del Velo di Maya, o Manipolatori degli esseri umani, ovvero di coloro i quali, forti di una antica e ben radicata conoscenza della razza umana presente nella superficie esterna del pianeta, sono in grado di indurre forme pensiero riconosciute proprie dagli ignari esseri umani.
Può apparire “estroso”, o eccessivamente forzato, considerare la Criminologia quale strumento fondamentale per analizzare la stretta relazione esistente tra uomini di potere (materiale) e Esseri Manipolatori (del potere materiale) eppure, alla prova dei fatti, la Criminologia ha dimostrato, nel corso delle nostre ricerche, caratteristiche “tecniche” forse uniche per evidenziare questi perversi legami.  Questa tipologia di indagini impone un discreto “bagaglio” di nozioni e conoscenze, non necessariamente profonde, in ambito metafisico;   esoterismo, occultismo, simbologie, archetipi, gnosi, filosofie di confine e antropologia dell’immaginario ma, in ultima analisi, ciò che veramente è richiesto al ricercatore appartiene ad un campo di conoscenze rintracciabili nei vasti territori di confine noti a chi utilizza, senza alcun timore, strumenti eterodossi non inquadrabili in contesti disciplinari ordinari.   Creatività, innanzitutto, e nessun timore nell’affrontare, in Regime Notturno, ogni specie di Esseri spesso … poco “inclini” al confronto civile con gli umani.In questo sito abbiamo pubblicato alcuni documenti in formato .pdf ( http://www.metamorfosialiene.com/?option=com_rokdownloads&view=file&Itemid=95&id=10:8 );  in essi compare l’elenco completo dei periodi storici associati a determinate politiche intraprese dai Manipolatori ai danni della società umana, a partire dal 2012 a.C.

Prendiamo in analisi il XX° secolo, osservando la ciclicità delle politiche aliene:

distensione – da 1 gennaio 1898  a  30 giugno 1909
aggressione – da 1 luglio 1909    a  31 dicembre 1920  –  Prima guerra mondiale
distensione – da 1 gennaio 1921  a  30 giugno 1932
aggressione – da 1 luglio 1932    a  31 dicembre 1943  –  Seconda guerra mondiale
distensione – da 1 gennaio 1944  a  30 giugno 1955
aggressione – da 1 luglio 1955    a  31 dicembre 1966  –  Terza guerra mondiale (primo tentativo fallito)
distensione – da 1 gennaio 1967  a  30 giugno 1978
aggressione – da 1 luglio 1978    a  31 dicembre 1989  –  Terza guerra mondiale (secondo tentativo fallito)
distensione – da 1 gennaio 1990  a  30 giugno 2001
aggressione – da 1 luglio 2001    a  31 dicembre 2012

30 giugno 1909: scade il periodo di “preparazione“ (lato operativo-militare del Velo di Maya) alla prima guerra mondiale;   30 giugno 1908: nell’atmosfera terrestre entra un “misterioso” oggetto, o più oggetti, come dettagliatamente descritto nell’articolo pubblicato su Rivista Nexus New Times Edizione Italiana n°57 agosto-settembre 2005, da noi riportato integralmente (vedi link).
L’articolo in questione non offre elementi discordanti da quanto descritto nel libro scritto da Jack Stoneley   “Tunguska: la “cosa” dallo spazio”,  edito da Longanesi nel 1978.
Stoneley analizza gli studi condotti dal pioniere Leonid Kulik, ricercatore del Museo di Mineralogia di San Pietroburgo e formula diverse ipotesi, in merito alla natura dell’oggetto, o degli oggetti, autore/i della violentissima esplosione avvenuta in Siberia, a Podkamennaya Tunguska, il 30 giugno 1908;   a questo proposito riportiamo alcuni stralci dal capitolo IX, l’ipotesi extraterrestre:
“C’è ancora un’affascinante possibilità da prendere in considerazione per cercare di spiegare la fantomatica e misteriosa forza che sconvolse la regione di Tunguska.
Supponiamo che il “mostro” non fosse naturale.
Supponiamo che non si trattasse né di un Buco Nero, né di una cometa, né di una meteorite e neppure di un frammento di antimateria proveniente dalle profondità dello spazio.
Immaginiamo, invece, che la sua natura fosse artificiale, si trattasse, cioè, di un manufatto creato da qualche forma d’intelligenza.
……….
L’ipotesi non è poi così recente come si potrebbe credere.  Già nel 1946, essa è stata infatti validamente proposta dall’ingegnere sovietico Alexander N.Kazantsev, il quale, immediatamente dopo le esplosioni nucleari di Hiroshima e Nagasaki, avvicinò questo terribile fenomeno a quello di Tunguska.
Kazantsev ipotizzò che un’astronave aliena, propulsa da un potente motore nucleare, si fosse infranta e schiantata nella zona della Siberia Centrale.
Un evento simile ben si concilierebbe, a suo dire, con tutte le testimonianze raccolte e con tutti i resoconti stilati, relativi al disastro.
……….

ARACNE-006Altra sua ipotesi, rispondente alla realtà, è che l’esplosione di un’astronave in volo non produce alcun cratere a terra.  Kazantsev è anche in grado di chiarire le bruciature radiali e il misteri degli alberi d’alto fusto rimasti intoccati proprio nel centro della zona colpita.
Inoltre, le nubi di polvere e di detriti, di cui abbiamo già parlato, dalla classica forma a fungo, rientrano in modo perfetto nella spiegazione “atomica”.   Kazantsev descrive in questi termini la distruzione dell’astronave in volo:
Dal momento che l’esplosione avvenne in aria, l’onda d’urto giunse dall’alto ed è quindi chiaro come mai gli alberi posti direttamente sulla verticale subirono solo danni di entità irrilevante, come, per esempio, la rottura dei rami.
Le acque sotterranee, rispondendo alla tremenda sollecitazione dell’impatto violento, zampillarono in superficie come tante fontane, viste, tra l’altro, dai testimoni oculari.
Laddove, invece, la furia esplosiva si presentò inclinata e non perfettamente verticale, gli alberi vennero rasi al suolo.   All’apice della catastrofe la temperatura raggiunse i 10 milioni di gradi.  Tutti gli elementi naturali, anche quelli non direttamente coinvolti nel disastro, vaporizzarono, innalzandosi negli strati alti dell’atmosfera, dove, continuando la loro disintegrazione, provocarono fenomeni luminosi bellissimi.
In parte questo materiale ricadde al suolo con precipitazioni atmosferiche, con effetti radioattivi.
………..
Nel 1959 il professor Felix Zigel, esperto di aerodinamica all’Istituto di Aviazione moscovita, concordò con l’ipotesi di Kazantsev:  l’esplosione poteva essere nucleare.
“Oggi come oggi”, egli scrisse su Znanie-Sila, “la soluzione proposta da Kazantsev è forse la più realistica fra le molte elaborate, dal momento che pare rispondere benissimo a tutti gli interrogativi del problema”.
Ma, in quel tempo, Zigel non spingeva oltre le sue concordanze teoriche con il collega, in quanto quest’ultimo sosteneva trattarsi di un’astronave e per di più proveniente da un pianeta del nostro sistema solare.
Quando, però, qualche anno più tardi, la ricerca spaziale, con i progressi clamorosi che la caratterizzarono, dimostrò palesemente l’alto grado di possibilità relativa all’esistenza di esseri intelligenti nel cosmo, Zigel si affiancò ancor più strettamente alle idee di Kazantsev.
Infatti, nel luglio 1975 Zigel, ora istruttore della maggior parte dei cosmonauti sovietici, ha dichiarato al giornale americano National Enquirer: “Non ci sono ormai più dubbi, esaminate centinaia di testimonianze di vario genere e considerati migliaia di resoconti di testimoni oculari degni di fede, che alcune sonde spaziali o ordigni volanti extraterrestri abbiano perlustrato l’Unione Sovietica”.
Kazantsev appoggia e sostiene anche la sua ipotesi con il lavoro di un progettista di velivoli di nome A.Y.Manotskov.
Questi ha realizzato disegni e grafici accurati, con l’indicazione dei movimenti dell’oggetto, e li ha sottoposti, ottenendo un pieno consenso, all’esame competente di Boris Laipunov, esperto di razzi e missilistica.
I due specialisti concordano nell’affermare che l’astronave si muoveva nella nostra atmosfera assai lentamente, con una velocità, cioè, stimata attorno ai 0,7 chilometri al secondo (2500 km/orari).
Poiché la velocità media con cui di solito una meteorite si schianta al suolo è ben superiore a questo valore, ciò significa che l’oggetto stava deliberatamente rallentando l’andatura per poter atterrare senza danni?
……….
Zigel ha elaborato ulteriori speculazioni a supporto della teoria del velivolo extraterrestre.  Egli dice che l’oggetto compì, prima di abbattersi al suolo, alcune manovre e che mutò di rotta e di direzione durante la discesa.
Tutte queste osservazioni, naturalmente, si fondano su ricerche e calcoli attentissimi e non, come qualcuno potrebbe pensare, su pure fantasie.
……….
Il dottor Aleksei Zolotov, altro scienziato che si recò nel 1960 sul luogo del disastro, attribuisce la forma ovoidale dell’area distrutta, come si evidenzia dalle riprese aeree, alla detonazione di materiale esplosivo trattenuto da un involucro contenitore.
A conforto di questa sua affermazione egli rammenta che tutti i testimoni oculari parlarono di “un corpo dalla forma di cilindro” o di “un corpo allungato restringentesi verso un’estremità”.”

Kazantsev, Manotskov, Zigel, Zolotov, scienziati e progettisti, supportati da osservazioni, aerofotogrammetrie, testimonianze oculari dell’epoca, calcoli, analisi chimiche e valutazioni tecniche, sostengono la “teoria” dell’astronave aliena esplosa in volo.
Valery Uvarov, nel suo articolo pubblicato su Nexus edizione italiana n°57, descrive la saga Siberiana Olonkho e la presenza, nei luoghi  interessati, del torrente Ottoamockh (“buchi nel terreno”), dove vi sono pozzi di incredibile profondità conosciuti come “gli abissi ridenti”, da cui si generano le sfere di plasma “terminator”,  prodotte da una installazione tecnologica presente nel sottosuolo, a breve distanza da Podkamennaya Tunguska;
“Analizzando le conseguenze delle esplosioni avvenute negli ultimi 100 anni sopra la taiga siberiana, si prova una stringente sensazione di gratitudine e soggezione verso la capacità intellettuale di coloro che, migliaia di anni orsono, costruirono un complesso per difendere il nostro bel pianeta azzurro e tutti i suoi abitanti”.

La “teoria” espressa da Kazantsev ……  un’astronave  proveniente da un pianeta del nostro sistema solare ….. è in accordo con  le nostre ricerche e, a questo punto, sorgono diversi interrogativi, a cui è possibile fornire risposte, riteniamo, accettabili in prima valutazione “probabilistica”:

1. Se l’installazione tecnologica, da cui nascono le sfere di plasma, che Uvarov definisce “terminator”, è collocata in un preciso punto della superficie terrestre (60° parallelo), allora la probabilità che quel determinato punto corrisponda, nello spazio sovrastante, ad un corridoio di accesso “magneto-elettro-dinamico prestabilito” alla Terra è molto elevata, e il disastro di Podkamennaya Tunguska, avvenuto nel 1908, costituisce conferma.

2. Chi ha costruito, e chi gestisce, la base sotterranea in cui vengono create le sfere di plasma “terminator”?

3. La coincidenza di date, separate da un anno esatto, riscontrabili tra il disastro di Tunguska e il “punto di transizione” tra il programma alieno di controllo della società umana (30 giugno-1 luglio 1909) di ingresso alla fase storica “nascita e sviluppo Prima Guerra Mondiale”, può indicare la presenza, su astronave abbattuta il 30 giugno 1908, di qualcosa utilizzabile dagli umani per determinare la nascita, sviluppo e esito della imminente prima guerra mondiale in una particolare direzione, che poi, inevitabilmente, non avvenne.

4. In merito al punto precedente possiamo supporre la presenza, su astronave abbattuta a Tunguska, di un consistente numero di esseri umani, portatori di DNA terrestre ma provenienti da uno dei 4 grandi pianeti del nostro sistema solare, dotati di adeguato addestramento e capacità tali che, una volta collocati nei “punti strategici” della società terrestre, potessero dirigere le sorti militari della prima guerra mondiale verso una “tappa” fondamentale per la politica Criminale Aliena.

5. Se la vasta area geografica, interessata dall’esplosione, fu quasi completamente abbandonata da ogni forma di vita, nel corso delle settimane precedenti il 30 giugno, significa che l’evento disastroso era previsto!    Questa valutazione pone conseguentemente interrogativi paradossali!   Intraprendere un’azione di intelligence con la “tragica aggravante” della propria presuntuosa superiorità tattica rende il tutto estremamente drammatico e grottesco!   

Queste valutazioni trovano collocazione in un ambito storico-militare in cui l’essere umano figura quale “strumento” utilizzato, o utilizzabile, in uno scenario di guerra strategica (condotta da non-umani) paragonabile ad una imponente partita a scacchi in cui le regole del “gioco” prevedono la possibilità dei giocatori di utilizzare, se le condizioni psichiche dell’umano interessato lo consentono, esseri umani anche se dotati di forte autoconsapevolezza e controllo delle proprie azioni.
Quando un essere umano diviene consapevole della complessa struttura, o trama, del Velo di Maya, egli può adottare un percorso esistenziale che lo pone in un ambito di azione definibile all’interno di un campo progettuale alieno;   siamo tutti attori … ma almeno possiamo decidere, nel migliore dei casi, dove e come agire in virtù di una strategia di cui non possiamo comprenderne i confini in quanto presenti in una realtà la cui “vibrazione” non è compatibile con la nostra realtà materiale.
Ciò non significa che noi esseri umani, in quanto attori “poveri di conoscenza”, non siamo dotati di capacità di incidere e di plasmare, in qualche modo, settori definiti del Velo di Maya;   ogni essere umano, se dimostra determinazione e volontà di comprendere il Velo di Maya, ha facoltà di indurre i giocatori della Grande Partita a modificare il programma generale.

Ampliare i propri orizzonti verso una nuova interpretazione dei fatti storici, seguendo una metodologia di indagine dinamica e coraggiosa.   Studiare gli eventi frutto di azioni di controllo Alieno è, tutto sommato, simile allo studio degli eventi in cui furono coinvolti i servizi segreti (umani) che poi, a loro volta, rappresentano la “mano operativa” del potere di controllo sociale e mentale Alieno.
“Quanto” ha pesato, durante il XX° secolo, la politica sfuggente dei servizi segreti nei confronti degli eventi che hanno segnato la storia?   Indubbiamente il peso è consistente.
“Quanto” ha pesato, durante il XX° secolo, la politica sfuggente Aliena (controllo mentale) nei confronti degli eventi che hanno segnato la storia umana?  La risposta è imbarazzante, drammaticamente imbarazzante;   allora avventuriamoci in questo sentiero, senza nutrire timori infondati, attribuendo il giusto valore ad alcuni passaggi storici che hanno segnato profondamente la politica militare aliena diretta al controllo delle azioni umane.

ARACNE-004Da Wikipedia:  http://it.wikipedia.org/wiki/Grande_Oriente_d%27Italia: Grande Oriente d’Italia
……….
Ettore Ferrari

Divenuto Gran Maestro nel 1904, Ettore Ferrari, impresse al Grande Oriente d’Italia un più netto orientamento di carattere radicale ed anticlericale: nel suo discorso di insediamento così delineò il ruolo che l’Obbedienza avrebbe dovuto ricoprire: «La Massoneria non deve tenersi costantemente isolata e nell’ombra, ma scendere a contatto della vita, combattere alla luce del sole le sante battaglie dell’alta sua missione per la tutela della giustizia e per la grande educazione. Nuovi bisogni presentano nuovi problemi; nuovi problemi esigono nuove soluzioni; da nuovi doveri scaturiscono nuovi diritti. La Massoneria non può, non deve chiudere gli occhi alla nuova luce, ma fissarla, scrutarla e dirigerla».
Da convinto repubblicano, ad esempio, Ferrari, oltre alla tradizionale difesa della laicità della scuola ed ai consueti temi anticlericali, propugnava un maggior impegno sui temi attinenti alla legislazione sociale. Nel corso della gran loggia annuale del GOI del 1908, propose la censura all’indirizzo di quei parlamentari aderenti alla massoneria che si erano rifiutati di votare alla Camera dei deputati la mozione del socialista riformista Leonida Bissolati, anch’egli massone, volta ad abolire l’insegnamento della religione nella scuola elementare. Il Sovrano Gran Commendatore in pectore del Rito Scozzese Antico e Accettato Saverio Fera, forte oppositore della politicizzazione forzata perseguita da Ferrari all’interno dell’obbedienza, pose il veto formale contro la proposta di censura.
La scissione di Piazza del Gesù e l’acquisto di Palazzo Giustiniani
Lo scontro arrivò fino alla scissione, che si consumò il 24 giugno 1908 nel seno del Supremo Consiglio d’Italia.
Dallo scisma prese poi vita un nuovo filone massonico che sarà denominato la Gran Loggia d’Italia, detta anche di “Piazza del Gesù”.
Nel febbraio 1911, dopo una lunga trattativa, il Grande Oriente d’Italia acquistò il famoso Palazzo Giustiniani, presso cui istituì la sua sede e presso cui risiede anche il Supremo Consiglio per la Giurisdizione Italiana, detto appunto “di Palazzo Giustiniani”. Attualmente il Grande Oriente d’Italia ha sede a Roma presso “Villa Il Vascello”.

Aldo A.Mola, “Storia della Massoneria italiana dalle origini ai nostri giorni” – Bompiani  1992

Cap. 10 – SOTTO IL SEGNO DI SAN GIOVANNI … GIOLITTI,  pag.330:
“Gli ardori d’iniziatismo – innegabilmente in fase di crescita, in tutta la penisola, come in Europa – per loro stessa natura non erano suscettibili di incidenza politica se non attraverso una mediazione strumentale operata da altri:  per esempio da chi, come il reverendo cavaliere Saverio Fera, da tempo era uso a menar l’ariete dell’irrequietudine spirituale contro le mura delle Istituzioni e della Tradizione, secondo la logica contorta della lotta per il potere profano.
Messi sotto accusa davanti al Tribunale massonico per aver votato contro la mozione Bissolati – pienamente rispondente all’impegno politico delle Logge oltre che a una linea culturale e civile identificantesi con gli ideali maturati nel Risorgimento – L.Rava, G.Camera, L.Bianchi e gli altri “catechisti” puntarono sulla solidarietà di Saverio Fera, Luogotenente del Sovrano Gran Commendatore del R.S.A.A., il quale rifiutò di avallare la loro condanna e, contro la richiesta di molti suoi membri, ostacolò la convocazione del Supremo Consiglio.

Saverio Fera

Saverio Fera

Manovrando come una sezione di partito, il “puro” Fera, che presto si sarebbe acquistato bella fama rivendicando l’estraneità dell’Ordine alla vita politica, sospese quasi tutti gli oppositori alla sua linea.   Il 24 giugno 1908 – sacro a un nuovo san Giovanni: Giolitti – dopo una mortificante farsa rappacificatoria, la Famiglia dei Liberi Muratori italiani precipitò nel più grave e durevole scisma della sua storia più volte secolare.  Seguito da 21 Fratelli insigniti del 33° grado sui 79 effettivi del G.O. e da 2 delle 66 Camere Superiori, armato del sigillo del Supremo Consiglio e, soprattutto, delle 33.000 lire del tesoro, Fera trasvolò a un improvvisato Oriente di via Ulpiana, determinando la secessione che non fu più ricomposta e dette vita a una nuova Obbedienza, internazionalmente riconosciuta.
Dalla sede successiva, essa prese il fatidico nome di Serenissima Gran Loggia d’Italia, detta di Piazza del Gesù.
……….
La mozione Bissolati conteneva dunque ben di più che un mero conflitto di opinioni in materia di insegnamento del catechismo.   Essa rimise in discussione l’assetto globale del potere e riaprì l’interrogativo sulla natura del blocco chiamato a gestirlo:  quello legato ancora a massicce rendite parassitiche – forte dell’appoggio cattolico – o quello, appena albeggiato e già tramontante, del “blocco” di liberaldemocratici e radicali?  Determinante sarebbe stata la posizione degli imprenditori d’avanguardia: industriali, banchieri, affaristi …  Occorreva però che qualcuno li convincesse che da un coraggioso riformismo sociale, capace di assicurare loro il sostegno – oggettivo se non dichiarato – delle sinistre, aveva da trar vantaggio più che da un ritorno al passato, a convergenze con chi, come la Chiesa cattolica, esprimeva una “cultura” intrinsecamente anticapitalistica.
Sennonchè, a scombinare le possibili convergenze irruppe improvviso – frutto di un processo di portata ancor più che europea – il nazionalismo:   vero nemico mortale della Massoneria.”

Questi passi della storia d’Italia confermano un sospetto inquietante nato nella nostra mente durante le Ricerche in merito alla costruzione dei numerosi Forti lungo l’arco Alpino, nel primo decennio del secolo.

La prima guerra mondiale era in preparazione da diversi anni, ma esisteva un “progetto alieno” che riguardava in particolare l’Italia, i cui sviluppi, come sempre  quando si tratta di progetti alieni radicali, prevedevano l’intervento strategico di 3 Forze Navali.
Importante:   “progetto alieno” non significa necessariamente programmazione mentale-politica univoca e priva di possibili adattamenti o variazioni in corso d’opera!   Ricordiamo sempre questo:   il Velo di Maya è composto da più trame parallele ed è gestito da più “realtà” aliene e inoltre le varie realtà aliene si fronteggiano come in una colossale partita a scacchi, in cui la tavola, con i quadrati bianchi e neri, rappresenta la “trama” mentre le pedine sono i programmi politici a lunga percorrenza;   a volte, nel Velo di Maya,  avvengono scontri che impongono l’inserimento di una “partita breve e parallela” alla sfida estesa nel tempo.
Il disastro di Tunguska fu, per uno degli avversari alieni, un evento che impose una correzione in corso d’opera, emotivamente non trascurabile e, conseguentemente, militarmente fallimentare in quanto prevedibile.

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