HARUN-008Tratto dal libro “Il dilemma della forma transitoria” di Harun Yahya (Adnan Oktar).

Editore Global Publishing – Istambul Turchia – www.harunyahya.com

Introduzione

L’idea della evoluzione, che i materialisti fin dall’antica Grecia hanno usato per spiegare l’origine della vita, ha fatto il suo ingresso nel mondo della scienza del XIX secolo con il libro di Darwin sull’Origine delle Specie. Quelli che hanno sostenuto la filosofia materialista, la quale ha goduto di un enorme crescita durante il XIX secolo, hanno adottato la teoria dell’evoluzione come risposta alla domanda su come è iniziata la vita, senza però esaminarne i fondamenti scientifici.
A parte le illazioni basate solo su di un certo numero di rilevazioni biologiche, il libro di Darwin non offrì alcuna prova scientifica della sua teoria, rimandando la prova di quanto asseriva ad un secondo momento. In particolare, i fossili che lui si aspettava avrebbero confermato la sua teoria si sarebbero alla fine scoperti.
La teoria dell’evoluzione, entusiasticamente accettata, malgrado la sua debolezza scientifica, da chi non voleva riconoscere l’evento della Creazione, dominò in breve tempo il mondo della scienza. Dalle riviste scientifiche fino ai libri di testo scolastici, la teoria dell’evoluzione fu raffigurata come se fosse stata provata scientificamente, e come se fosse l’unica spiegazione valida dell’origina della vita.
Quegli scienziati che fecero notare gli errori e le illogicità insite nella teoria, furono messi a tacere con minacce alla loro carriera, oppure accusati di essere dogmatici o antiscientifici. I fautori delle ideologie materialiste hanno imposto per 150 anni la teoria dell’evoluzione su interi sistemi pedagogici e sulla comune cultura, malgrado non avessero alcuna prova a sostegno di tale teoria, ed impiegando solo metodi propagandistici.

HARUN-003Dalla seconda metà del XX secolo in poi,  però, diventò sempre più problematica la posizione privilegiata goduta dalla teoria dell’evoluzione nella comunità scientifica. Studi ed esperimenti condotti in una rilevante quantità di discipline scientifiche, dalla paleontologia alla biologia, dall’anatomia alla genetica, portarono a risultanze che confutavano tale teoria. Trovatisi a dover fronteggiare queste nuove risultanze scientifiche, gli evoluzionisti furono costretti con la loro teoria a porsi sulla difensiva.
Per l’inizio del XXI secolo, la teoria era diventata il soggetto di estesi dibattiti in tutto il mondo. Aveva perso in gran parte il prestigio di cui godeva in precedenza, ed in molti ambienti se ne aspettava il completo collasso a breve.
Le riviste scientifiche più rinomate al mondo, come Nature, New Scientist, Science e Scientific American, cominciarono ad inserire spesso, nel contenuto dei loro articoli, dei seri dubbi sulla teoria dell’evoluzione.
Ma cosa erano, allora, queste risultanze che avevano portato all’improvviso indebolimento della teoria dell’evoluzione? Possono essere raggruppate in tre categorie di base:1.  Sempre più spesso i biologi si sono resi conto che gli organismi viventi consistono in strutture estremamente complesse.E’ stato dimostrato che le proteine, il DNA e le cellule
sono tutte di una irriducibile complessità, e che non possono aver avuto origine per caso, come la teoria dell’evoluzione ha sempre sostenuto. E questa impossibilità è stata anche dimostrata matematicamente.
2.  E’ ormai accettato da tutti che la selezione naturale e le mutazioni casuali, da sempre proposte come i congegni dell’evoluzione, non hanno il potere di far evolvere le specie viventi. La selezione naturale può estromettere individui deboli o malati, ma non porta alcuna nuova informazione genetica agli organismi viventi, e la mutazione può solo danneggiare la già esistente informazione genetica.
3.  Le forme di vita transitorie, che gli evoluzionisti si aspettavano di trovare nella documentazione sui fossili – e che potevano essere considerate come prova che le specie si fossero evolute le une nelle altre – non sono mai state trovate.

I fossili comparvero d’un tratto, e con tutte le loro complete e particolari sembianze, e la documentazione sui fossili dimostra che nessuna specie si è evoluta grazie ad un processo di cambiamento graduale che abbia poi portato alla sua definitiva scomparsa.
Questo libro tratta il terzo di questi sviluppi scientifici che hanno sradicato la teoria dell’evoluzione, cioè la documentazione sui fossili.
E prima di andare oltre, è necessario che venga sottolineato il fatto che l’assenza di forme di vita transitorie nella documentazione sui fossili è già di per se sufficiente a scardinare l’intera teoria dell’evoluzione.
Charles Darwin, il fondatore della teoria, ha d’altronde dovuto ammettere questa circostanza! Dopo aver fatto indagini sull’assenza di forme di vita transitorie, egli scrisse che “.. questa, è forse la più ovvia e più grave obiezione che si può far valere contro la mia teoria.”
Ed oggi, proprio una delle principali obiezioni alla teoria dell’evoluzione di Darwin concerne la documentazione sui fossili. Perfino tra gli evoluzionisti, vi è un’intensa disputa su come interpretare tale documentazione. Origine importante delle prove scientifiche riguardanti la storia della natura, i fossili confutano palesemente la teoria dell’evoluzione, e dimostrano che la vita sulla Terra apparve d’un tratto, senza alcun precedente processo evolutivo, e cioè in altre parole, “che le forme di vita furono create.”

Forme di vita transitorie che non sono mai esistite

Se un processo di evoluzione avesse veramente avuto luogo sulla Terra, e tutte le specie viventi fossero discendenti davvero da un singolo comune progenitore, allora una qualche prova chiara di ciò si sarebbe dovuta scoprire nella documentazione sui fossili.
Lo zoologo francese Pierre Grassé afferma: “.. I naturalisti si devono ricordare che il processo evolutivo può essere svelato solo a mezzo delle forme fossili….e che solo la paleontologia può fornire loro le prove della evoluzione e palesare il suo corso o i suoi congegni.”

HARUN-006Per comprendere perché deve essere così, dobbiamo soffermarci brevemente sull’affermazione fondamentale della teoria dell’evoluzione: che tutti gli esseri viventi sono discendenti l’uno dall’altro.
Un organismo vivente, che precedentemente abbia avuto origine solo per un caso fortuito, si è trasformato gradualmente in un altro organismo, con tutte le specie conseguenti aventi origine, o che si sono evolute allo stesso modo.
Secondo questa affermazione certamente non scientifica, tutti i vegetali, gli animali, i funghi ed i batteri hanno avuto origine così. I cento e più differenti ceppi animali ( ivi incluse categorie essenziali come i molluschi, gli artropodi, i vermi e le spugne ) discendono tutte da un singolo progenitore comune. Ed ancora secondo tale teoria, gli invertebrati di questo tipo, nel corso del tempo e per le sollecitazioni della selezione naturale, si sono trasformati gradualmente in pesci, poi sono diventati degli anfibi, che a loro volta sono diventati dei rettili. Qualche rettile è poi diventato un uccello, ed altri invece dei mammiferi.

La teoria evoluzionistica sostiene che questa transizione ha avuto luogo gradualmente nel corso di miliardi di anni. Ma se così fosse stato, allora innumerevoli “forme di transizione” avrebbero dovuto venire alla luce ed avrebbero lasciato qualche traccia della loro esistenza, durante questo lunghissimo periodo.
Creature mezzo-pesce o mezzo-anfibio, che avevano ancora caratteristiche simili ai pesci, nonostante avessero acquisito quattro gambe e polmoni, sarebbero vissute nel passato. In alternativa, rettili-uccello che avevano conservato le sembianze di rettile, ma che ne avevano anche acquisito alcune aviarie, dovrebbero essere esistiti. Poiché queste specie sarebbero state parte di un processo transitorio, esse avrebbero dovuto anche presentare imperfezioni, o addirittura essere deformi.
Ad esempio, le zampe anteriori di un rettile transitorio, avrebbero dovuto sempre più somigliare a delle ali d’uccello, ad ogni successiva generazione. Ma allora durante il corso di centinaia di generazioni, questa creatura non avrebbe avuto né zampe anteriori completamente funzionali né ali atte al volo, in altri termini avrebbe dovuto esistere in forma imperfetta e disabile.
Queste astratte creature, che gli evoluzionisti credono debbano essere vissute nel passato, allora ve ne sarebbero state milioni o miliardi, e sarebbe oggi possibile trovare i loro resti fossili in giro per tutto il mondo. Darwin accettò la logica di tutto ciò, e lui stesso affermò le ragioni per le quali vi sarebbe dovuto essere un gran numero di forme transitorie: Secondo la teoria della selezione naturale tutte le specie viventi sono state collegate con le specie genitrici di ogni gene, con differenze non più grandi di quelle che si vedono tra le varietà naturali e domestiche delle stesse specie al giorno d’oggi; e queste specie genitrici, adesso in generale estinte, sono state a loro volta collegate in modo simile con le forme più antiche; e così via a ritroso, sempre convergendo verso il comune progenitore di ogni grande classe.

HARUN-007Quello a cui Darwin si riferisce è che a prescindere di quanto piccola sia la differenza che può esservi tra le specie viventi oggi (tra un pastore di razza tedesco con pedigree ed un lupo, ad esempio) ogni differenza tra progenitori e discendenti, che si afferma sia stata acquisita in sequenza uno dall’altro, devono necessariamente essere ugualmente di poco conto.
In quel caso, se l’evoluzione avesse veramente avuto luogo come afferma Darwin, allora l’evoluzione avrebbe fatto dei progressi con piccolissimi e graduali cambiamenti. Delle alterazioni reali, in un essere vivente sottoposto alla mutazione, avrebbero potuto essere solo molto piccole. Milioni di piccoli, minuscoli cambiamenti avrebbero dovuto interagire nel corso di milioni di anni affinché le zampe divenissero ali funzionali, le branchie polmoni capaci di respirare l’aria e le pinne piedi capaci di correre sul suolo.E questo processo avrebbe dovuto dar luogo a milioni di forme transitorie. Darwin stesso arrivò a queste conclusioni nella scia della sua affermazione: “..In modo che la quantità di connessioni intermedie e transitorie tra le specie viventi e quelle estinte, deve essere stata concepibilmente grande.” Darwin ha espresso lo stesso punto di vista in altre parti del suo libro: “..Se la mia teoria fosse vera, innumerevoli varietà intermedie, unendo strettamente insieme tutte le specie dello stesso gruppo, dovrebbero sicuramente essere esistite….Di conseguenza le prove della loro precedente esistenza si potrebbero trovare solo tra i loro resti fossili, che si sono conservati, come cercheremo di dimostrare in un capitolo più avanti, in modo estremamente imperfetto ed intermittente.”
Darwin comunque era ben conscio che nessun fossile di tali collegamenti transitori era mai stato ritrovato. Egli considerò questo il maggiore intoppo della sua teoria. Pertanto, nel capitolo “Difficoltà della teoria” del suo libro sull’Origine delle Specie, egli scrisse quanto segue: “.. Ma giusto in proporzione a come questo processo di sterminio ha agito in proporzioni enormi, così deve essere veramente enorme il numero di varietà intermedie esistite sulla Terra. Ma allora perché ogni formazione geologica ed ogni strato non è pieno di tali forme transitorie? La geologia sicuramente non rivela alcuna tale finemente graduata catena organica; e questa, forse, è la più ovvia e preoccupante obiezione che può essere mossa contro la mia teoria.”

HARUN-001Al cospetto di questo consistente dilemma, la sola spiegazione che Darwin offrì fu l’insufficienza della documentazione sui fossili disponibile ai suoi tempi. Egli continuò ad insistere che le forme transitorie mancanti sarebbero inevitabilmente apparse, una volta che la documentazione fosse stata completata e dettagliatamente esaminata.
La ricerca dei fossili portata avanti negli ultimi 150 anni, però, ha rivelato che le aspettative di Darwin e degli evoluzionisti che lo seguirono, non avevano fondamento.

Nessun singolo fossile di una qualsiasi forma transitoria è mai stato ritrovato. Fino ad oggi, vi sono circa 100 milioni di fossili, conservati in migliaia di musei e collezioni. Tutti sono fossili di specie completamente sviluppate, con i loro aspetti tipici particolari, che si differenziano da tutte le altre specie per le loro definite e stabili caratteristiche. Fossili di mezzi-pesci, mezzi-anfibi; mezzi-dinosauri, mezzi-uccelli; e di mezzi-scimmie, mezzi-umani; con tanta sicurezza e certezza preannunciati dagli evoluzionisti, non se ne sono mai visti.
Malgrado sia un evoluzionista, Steven M. Stabley, della John Hopkins University, ammette quanto segue: “..La documentazione sui fossili conosciuta non è, e non loè mai stata, in accordo con il gradualismo….Alcuni moderni paleontologi sembra che abbiano riconosciuto ciò nello scorso secolo, come lo storico biologo William Coleman ha scritto di recente, “ La maggioranza dei paleontologi ha avuto il sentore che le loro prove semplicemente contraddicono l’insistenza di Darwin sull’esistenza di minuscoli lenti e cumulativi cambiamenti che hanno portato alla trasformazione delle specie.” Nel prossimo capitolo descriverò non solo quanto i fossili hanno da dire, ma anche che la loro storia è stata volontariamente occultata.
Ian Tattersall e Neil Eldredge, curatori del Dipartimento di Antropologia del Museo Americano di Storia Naturale a New York, così descrivono come la documentazione sui fossili contraddice la teoria dell’evoluzione: “..La documentazione porta alle conclusioni e tutte le prove dimostrano che questa è reale: gli spazi vuoti che vediamo, riflettono eventi reali nella storia della vita e non l’artefatto di una misera documentazione sui fossili.”

Come questi scienziati evoluzionisti affermano, la vera storia della vita può essere vista nella documentazione sui fossili, ma non vi sono forme transitorie all’interno di quella storia.
Anche altri scienziati ammettono l’assenza delle forme transitorie. Rudolf A. Raff , direttore dell’Istituto di Biologia Molecolare dello Stato dell’Indiana e Thomas C. Kaufmann, ricercatore all’Università dell’Indiana, scrivono: “..La mancanza di forme ancestrali o intermedie tra le specie fossili non è una bizzarra peculiarità della iniziale storia dei metazoi. L’esistenza di spazi vuoti è generale e prevalente in tutta la documentazione sui fossili.”
Vi sono addirittura fossili conservati di batteri che vissero miliardi di anni fa. Ciò nondimeno, è impressionante il fatto che neanche un singolo fossile di una qualsiasi immaginaria forma transitoria sia mai stato trovato. Esistono fossili di un gran numero di specie, dai batteri alle formiche e dagli uccelli alle piante che generano fiori. Vi sono anche fossili di specie estinte che si sono conservati così bene da permetterci di renderci conto dei generi di strutture possedute da queste specie, una volta abbondantemente diffuse, che però non abbiamo mai visto vive. L’assenza anche di una singola forma transitoria, in una talmente ricca raccolta di fossili, non dimostra l’insufficienza della documentazione sui fossili, ma solo l’invalidità della teoria dell’evoluzione.

Quali forme dovrebbero assumere le specie transitorie ?

Nei capitoli seguenti saranno esaminate quelle specie ancora viventi che, secondo quanto affermano  gli evoluzionisti, rappresentano le connessioni transitorie, ma che sono piuttosto uniche e perfette creature viventi senza difetti, in possesso di tutte le caratteristiche di una specie a sé stante. Ma prima, comunque, è necessario riflettere su cosa queste connessioni transitorie dovrebbero essere, secondo le predizioni della teoria dell’evoluzione.

HARUN-004Ricordiamoci come, secondo la teoria, ogni connessione transitoria ha avuto origine. Dei fattori esterni come gli effetti di irradiazioni o di reazioni chimiche, producono dei cambiamenti al DNA degli esseri viventi. Si ottengono, come risultato, delle mutazioni nell’organismo vivente che portano a vari cambiamenti sia fisici che anatomici. Secondo la teoria dell’evoluzione, quando una specie è ripetutamente soggetta a mutazioni, succedutesi nel corso di molte generazioni, può succedere che si trasformi in un’altra specie completamente diversa. Sempre secondo la teoria dell’evoluzione, la selezione naturale sceglie le mutazioni più utili, le combina insieme per creare così, gradualmente, una struttura biologica del tutto nuova. Questo è un breve sommario di quanto viene affermato nella teoria dell’evoluzione sull’origine delle specie.
In realtà, invece, le mutazioni succedono a casaccio e di solito hanno effetti nocivi sull’organismo vivente interessato.

Quando non sono addirittura distruttive, le mutazioni comunque non portano alcun beneficio. Finora non è stata ancora identificata una singola situazione in cui una mutazione comporti qualche giovamento. Per questa ragione, è impossibile che le mutazioni portino dei vantaggi alle specie viventi, ed aumentino le loro possibilità di riproduzione e di trasferimento dei geni così alterati. In particolare, è impossibile che riescano a trasformare una specie vivente in un’altra diversa e con nuove caratteristiche, procedendo in fasi incrementali e cominciando dalla fase più semplice, senza danneggiare l’intera struttura dell’essere vivente o la integrità delle sue funzioni, e senza rendere considerevolmente più difficoltosa la sua vitalità.
Dato che le mutazioni sono casuali ed involontarie, esse non possono costruire, con manovre in sequenza, un polmone che permetta ad un pesce di spostarsi dal mare alla terra. E neanche possono, immediatamente oppure gradualmente, trasformare le pinne di quel pesce in gambe capaci di sostenerne il peso sull’asciutto, o permettergli di camminare confortevolmente senza traballare. Il risultato a cui portano le mutazioni sono delle strutture stranamente deformi, un qualcosa tra branchie e polmoni, pinne e zampe, squame e piume, piedi ed ali, una postura a quattro zampe ed una eretta, menomata e con molte anomalie.

Gli evoluzionisti, inoltre, ipotizzano che questo processo debba durare milioni di anni. E pertanto il numero di tali deformi individui transitori, sarà molto più grande del numero delle specie completate, e quindi i fossili di quegli individui che passano da una specie all’altra, dovrebbero essere quelli che si trovano con più frequenza. Secondo le affermazioni degli evoluzionisti, ogni specie che vediamo al giorno d’oggi e, fino nel loro più piccolo dettaglio, ogni struttura di tali specie, dalle orbite degli occhi fino alle caviglie, dalle sottili ossa delle dita alla forma del cranio, dalla forma della cassa toracica al numero di vertebre, hanno avuto origine gradualmente come risultato di mutazioni casuali. Questo significa che ogni organo, arto o componente delle specie sia stato anch’esso formato in varie fasi fino a che la forma finale di tale specie è alla fine emersa completata.

HARUN-005Si consideri il teschio ad esempio. Tutte le creature di oggi, e tutte quelle che vissero in passato, presentano dei teschi integri, omogenei, simmetrici e senza alcuna deformità. Secondo le affermazioni degli evoluzionisti, però, i teschi si sarebbero dovuti trasformare nella loro forma finale dopo vari tentativi, una fase intermedia dopo l’altra. In quel periodo pertanto avrebbero assunto un gran numero di forme asimmetriche prima di arrivare alla loro sembianza simmetrica finale. Fino a quel momento allora, miliardi di forme imperfette si sarebbero dovute preservare, per esempio con una preponderanza verso il lato destro, con la mascella volta più a destra o a sinistra, con il naso più vicino alla bocca, con un orecchio più indietro dell’altro, con un’orbita dell’occhio più alta e più a sinistra dell’altra eccetera. In alternativa, una quantità di ossa inutili o non necessarie avrebbero dovuto apparire su quei teschi, per poi scomparire qualche generazione più avanti, dato che non servivano a niente. Eppure neanche uno di tali teschi transitori è presente nella documentazione sui fossili. I teschi ritrovati sono tutti perfetti e simmetrici, proprio come lo sono adesso.

Gli spazi tra  le aperture, dove risiedono gli organi come gli occhi, le orecchie ed il naso, sono anch’essi simmetrici e regolari.
Tutti i teschi conosciuti sono completamente formati e regolari e non mostrano alcuna caratteristica transitoria. Non importa a quale specie appartengono, tutti hanno delle strutture perfette, senza alcun segno di essere delle forme completate a metà. Questi teschi non hanno avuto origine a causa di mutazioni casuali, né hanno ritenuto tratti distintivi di una qualsiasi transizione da una specie all’altra.
Proprio come gli esseri viventi del giorno d’oggi. Se la teoria dell’evoluzione fosse vera, allora vi dovrebbero essere fossili di teschi storti o deformati. Ma non vi è traccia di tali fossili in uno qualsiasi degli strati terrestri, in qualunque parte del mondo. E questo definitivamente smentisce quanto si afferma nella teoria dell’evoluzione.
Per dare un’idea ancora più completa di quante forme stravaganti ed eccentriche dovrebbero poter essere reperibili nella documentazione sui fossili, è necessario concentrarsi sul concetto evoluzionista della coincidenza. Secondo la teoria, le forme transitorie ebbero origine piuttosto inconsapevolmente, totalmente per caso.

Ad esempio, una mutazione casuale ha un qualche effetto sulla struttura genetica di una creatura, e di conseguenza un certo numero di cambiamenti avvengono nella struttura del suo corpo. Questa mutazione comunque non altera del tutto la struttura genetica dell’essere vivente. Per esempio, mentre le sue zampe posteriori vengono interessate, il suo teschio può rimanere lo stesso di prima. Quali che siano i geni con cui la mutazione impatta, vi sarà un cambiamento solo nella struttura o negli organi controllati da quei particolari geni. Questa è una fantasia di cose fatte un po’ alla volta che non succederanno mai.
Come sappiamo, tutte le caratteristiche possedute dagli esseri viventi sono contenute nel loro DNA, che assomiglia molto ad una banca dati enciclopedica che consiste di miliardi di unità, o lettere. Mutazioni casuali che abbiano un effetto su tali lettere non possono rendere quell’informazione più utile, dato che le mutazioni sono prive di intenzioni coscienti. Per questa ragione le mutazioni arrecheranno sempre danno ai dati, e mai li miglioreranno.
Le mutazioni che sorgono inconsapevolmente non possono dare forma ad una nuova e perfetta struttura. Le mani ed i piedi dell’uomo, sono un altro esempio di struttura plurifunzionale, esteticamente piacevole che non può in alcun modo essere frutto di successive mutazioni casuali.
Queste mutazioni casuali sono come le lettere delle tavolette del gioco dello Scarabeo, per le quali non ci si può aspettare che buttate alla rinfusa sul tavolo da gioco, si allineino da sole e per di più formino parole o addirittura frasi con un senso logico.

HARUN-009La spina dorsale dell’uomo, consiste di 33  piccole ossa rotonde, conosciute come vertebre, posizionate una sull’altra, essa sostiene tutto il peso della parte superiore del corpo. La sua forma ad “S” permette una distribuzione bilanciata di tale peso. Ad ogni passo mentre si cammina, una forza contraria si attiva dal suolo in contrasto al peso corporale. Grazie alla funzione di ammortizzamento svolto dalla spina dorsale, con la distribuzione del peso dovuto alla sua forma curva, la spinta proveniente dal suolo non danneggia il corpo. Infatti se non fosse per questo effetto di ammortizzamento, quella spinta sarebbe trasferita direttamente al teschio, e la parte superiore della colonna vertebrale ne deteriorerebbe la base fino a penetrare nel cervello.
Tutte le vertebre delle spine dorsali delle creature rappresentate come presunte progenitrici dell’uomo, sono straordinariamente regolari. I vertebrati più antichi che si conoscono, i pesci del periodo Cambriano, e di tutti quei vertebrati di mare e di terra che sono apparsi in seguito, posseggono regolari strutture spinali, uniche nel loro genere per la forma del loro corpo. Non vi sono forme transitorie tra nessuno di loro……
Nonostante tutti gli studi e le ricerche di prove condotte dagli evoluzionisti durante circa un secolo e mezzo, nemmeno una singola prova, a sostegno delle loro affermazioni, è mai stata trovata.

Articolo curato per Metamorfosi Aliene da Marco Saccenti

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