blood_001Fin da che ne abbiamo memoria i vampiri, ed esseri affini, sono sempre stati dipinti come terribili mostri, assassini con sembianze mezze umane e mezze animali.
Nella visione folcloristica il vampiro era un mostro che si aggirava per i villaggi saccheggiando e depredando sia animali che uomini. Una piaga per l’umanità che andava cacciata come fosse un animale selvatico da sterminare.

Fra le varie “leggende”, per esempio, possiamo trovare in Messico il Chupacabra, essere non ben definito che assaliva, dapprima, animali come capre e simili, succhiando loro il sangue tramite un foro ben distinto che veniva trovato sull’animale dopo l’aggressione, poi aggredendo anche gli esseri umani.
Ma era davvero questo il Vampiro?    Un essere abominevole?    Un mostro orripilante con unico scopo quello di uccidere?
Nei secoli la figura del vampiro ha subito svariate trasformazioni. Partendo da animale sanguinario, passando per demonio, fino ad arrivare a noi, ai nostri giorni, con un restyling totalmente nuovo.
Propongo uno stralcio del primo capitolo di Midnight Sun, ovvero Twilight, romanzo che ha definitivamente ribaltato la figura del vampiro nel 2003, raccontato da Edward Cullen, protagonista maschile.

Questo romanzo dovrebbe essere un’appendice, una sorta di regalino, per chi ha amato la Saga di Twilight (che per tutti e quattro i libri la voce narrante è di Isabella Swan, protagonista femminile), nata dalla penna della scrittrice Stephany Meyer. Di Mindnight sun purtroppo si conoscono solo i primi 12 capitoli che l’autrice, gentilmente, ha reso pubblici su internet.
Ho scelto questo romanzo, dove la storia viene raccontata da Edward, perché proprio Edward Cullen sarebbe il “mostro”, il vampiro.

Tratto dal primo capitolo di Midnight sun  di S. Meyer  – traduzione di Luca Fusari-

“Ecco il momento della giornata in cui non desideravo altro che poter dormire.
Le ore di scuola.
Forse la definizione giusta era “purgatorio”. Ammesso che espiare le mie colpe fosse possibile, quelle ore andavano conteggiate.

blood_004Non ero mai riuscito ad abituarmi alla mia noia; per assurdo, ogni giorno sembrava ancora più monotono del precedente.
Immagino quello fosse il mio modo di dormire – se vogliamo chiamare sonno lo stato di inerzia tra un periodo di attività e l’altro.
Fissavo le crepe che correvano sull’intonaco dell’angolo della mensa, e ci leggevo intrecci inesistenti. Un modo come un altro per staccarmi dalle voci che mi blateravano in testa come acqua scrosciante.
Centinaia e centinaia di voci, talmente noiose da passare inosservate.
Frequentando la mente degli umani, ne avevo sentite di tutti i colori. Quel giorno lo spreco di energie collettive, riguardava la banale vicenda di un nuovo arrivo nello sparuto corpo studentesco locale. Bastava davvero poco a mandarli su di giri.
Vedevo il nuovo volto riflesso di pensiero in pensiero, da ogni angolazione. Una ragazza, un essere umano qualsiasi. L’eccitazione che aveva preceduto il suo arrivo era scontata e prevedibile – come mostrare un oggetto luccicante ad un pargolo. Metà del gregge dei maschi si vedeva già innamorato di lei, soltanto perché era qualcosa di nuovo da contemplare. Erano i più difficili da ignorare.
….
Camminando verso il mio banco, Bella Swan incrociò il getto d’aria tiepida che usciva dalla ventola del riscaldamento.
Il suo profumo mi colpì come una palla di cannone, come un ariete. Non c’è immagine violenta abbastanza da incapsulare la forza di ciò che mi accadde in quel momento.
Diventai tutt’altra cosa, rispetto all’essere umano che ero stato; ogni travvia dell’umanità in cui avevo cercato di confondermi svanì.
Ero predatore.   E lei, la mia preda.   Non c’era altra verità al mondo.
Nell’aula non c’erano testimoni – nella mia mente, erano già tutti vittime collaterali.

Dimenticai persino il mistero dei suoi pensieri. Non me ne importava più nulla, perché presto avrebbe smesso di pensare.
Ero il vampiro, e lei aveva il sangue più dolce che avessi mai odorato in ottant’anni.
Non avevo mai creduto che un simile profumo potesse esistere.

blood_003Se lo avessi saputo, sarei andato a cercarlo anni prima. Avrei rastrellato il pianeta, per lei. Chissà che sapore…
La sete mi bruciava la gola. Sentivo la bocca secca, carbonizzata. Nemmeno il fiotto di veleno fresco riuscì ad ammorbidire quella sensazione. Lo stomaco si contorceva per la fame, eco della sete.

I muscoli, contratti, si prepararono a scattare.
Non era passato neanche un secondo. Procedeva verso di me, lungo il percorso che l’aveva portata sottovento.

La sorpresa del volto che vi notai le salvò la vita, per qualche spinoso istante.
E lei non fece nulla per aiutarmi. Quando decifrò l’espressione sul mio viso, il sangue tornò a inondarle le guance, e diede alla sua pelle il colore più delizioso che avessi mai visto. Il profumo era una nebbia impenetrabile tra i miei pensieri. Li articolavo a malapena. Erano furiosi, incontrollabili, incoerenti.
Accelerò il passo, come se avessi colto la necessità di scappare.

La fretta la rendeva goffa – inciampò, si sbilanciò in avanti e per poco cadde addosso alla ragazza seduta di fronte a me.    Vulnerabile, debole.   Fin troppo, rispetto agli altri umani.
Cercai di concentrarmi sul volto che avevo visto nei suoi occhi e riconosciuto con ribrezzo. Il volto del mostro che viveva in me – quello che aveva scacciato dopo decenni di sforzi e disciplina ferrea.

Con quale facilità era rispuntato in superficie!
Il profumo mi assalì di nuovo, scompigliandomi i pensieri e costringendomi quasi a balzarle addosso dal mio posto.
No.
Afferrai con forza il bordo del tavolo, nel tentativo di restare seduto. Il legno non era abbastanza resistente.

blood_005Ne sbriciolai uno spigolo con la mano, nel palmo della quale non mi rimasero che pochi brandelli di legno; sul banco era rimasta incisa la sagoma delle mie dita.
Distruggere gli indizi. Regola fondamentale. Polverizzai subito il bordo del bando con le unghie, finchè non rimasero un buco e un mucchietto di segatura sul pavimento, che dispersi con il piede.
Distruggere gli indizi. Vittime collaterali…
Sapevo cosa sarebbe dovuto succedere. La ragazza si sarebbe seduta la mio fianco, e io avrei dovuto ucciderla.
I testimoni innocenti della classe, altri diciotto ragazzi e un uomo, no avrebbero avuto il permesso di andarsene, dopo aver visto ciò che stavano per vedere.
Trasalii, al pensiero di ciò che sarei stato costretto a fare.

Nemmeno al mio peggio avevo mai commesso una simile atrocità. Non avevo mai ucciso un innocente, in più di otto innocenti. In quel momento, invece, progettavo di massacrarne venti in un colpo solo.
Il viso riflesso del mostro si prese gioco di me.
Nel momento in cui una parte di me soccombeva, spaventata dal mostro, l’altra progettava la strage.
Se avessi uccisa per prima la ragazza, avrei avuto quindici o venti secondi a disposizione, prima che gli altri umani reagissero. Forse un po’ di più, se non si fossero accorti subito di me.

Non avrebbe avuto tempo di urlare né di sentire dolore; non le avrei inflitto una morte cruenta. Almeno questo potevo concederlo, alla sconosciuta dal sangue tragicamente irresistibile.
Ma a quel punto avrei dovuto impedire agli altri di fuggire. Le finestre non erano un problema, troppo alte e strette per costituire una via di fuga. Soltanto la porta – sbarra quella, e sono in trappola.
Sarebbe stata un’operazione più lenta e difficile, cercare di fermarli nel momento del panico, del disordine, del caos.

Non impossibile, ma ci sarebbe stato troppo rumore. Troppo tempo per le urla. Qualcuno li avrebbe sentiti.. e io sarei stato costretto a uccidere altri innocenti, in quel momento nero.
Alle prese con gli altri avrei lasciato che il suo sangue si freddasse.
Il profumo mi assalì, avevo la gola tanto secca da sentirmi soffocare…
Perciò, prima i testimoni.
Visualizzai una pianta della classe. Io ero al centro dell’aula, l’ultima fila stava alle mie spalle, Avrei iniziato da lato destro. Stimavo di poter spezzare quattro o cinque colli al secondo. Senza far rumore.

Il lato destro era il più fortunato: non mi avrebbero visto arrivare. Spostandomi prima di fronte a me e poi sul lato sinistro, avrei impiegato, al massimo, cinque secondi per annichilire i presenti.
Abbastanza perché Bella Swan capisse, di sfuggita, cosa stava per succederle.
Abbastanza perché provasse paura. Abbastanza, ammesso che la sorpresa non la inchiodasse sul posto, per lanciare un urlo.   Un urlo debole che non avrebbe fatto accorrere nessuno.
Feci un sospiro profondo, il profumo era un fuoco che correva nelle mie vene asciutte, mi esplodeva nel petto e consumava qualsiasi mio tentativo di autocontrollo. Si stava voltando. Ancora pochi secondi, e si sarebbe seduta a pochi centimetri da me.
Il mostro nella mia testa sorrise, impaziente.
….
fonte: http://www.fazieditore.it/pdf/midnight.pdf

Quindi il vampiro di oggi, come si può capire da questo stralcio, è molto diverso dai suoi predecessori. E non solo fisicamente ma anche “spiritualmente”.

Si riconosce come “mostro” ma non vuole esserlo.
Ma andiamo per ordine, partendo dalle origini “storiche” che sono arrivate fino a noi sotto forma di miti, leggende e romanzi.
Come ho già detto nelle credenze folkloristiche il Vampiro veniva identificato in una sorta di bestia, quasi privo di intelletto, il cui unico scopo era depredare interi villaggi per sfamarsi.
Con l’arrivo del medioevo, dove tutto ciò che era contrario alla visuale cristiana viene represso in modo barbarico e crudele, la figura del vampiro inizia ad essere associata a Satana. Figlio del demonio. Demonio stesso. Creatura infernale che non uccide più solo per sopravvivere ma soprattutto per placare la sua lussuriosa sete di sangue. Il vampiro diventa così un morto che resuscita per nutrirsi del sangue dei vivi.

blood_006Uno zombie, un essere che si aggira mezzo decomposto o addirittura in putrefazione. Ovviamente senz’anima, perchè, secondo la Chiesa, una volta che il corpo moriva l’anima lo abbandonava pronta a migrare verso altri lidi. Di conseguenza se il corpo, per motivi ignoti, si risvegliava era solo carne e sangue pronto ad ubbidire agli istinti più bassi e infimi.
Condannati tutti i culti pagani, vengono proibiti tutti i riti che hanno a che fare col sangue e i “bevitori di sangue” vengono perseguitati e distrutti.

Grazie alla figura del Vampiro, la Chiesa, riesce ad avvicinare alla propria cultura anche popoli che erano risultati restii all’assoggettarsi al cristianesimo raccontando che era Satana che, tramite le sue creature, succhiava il sangue a coloro che non vivevano nella parola del Signore e che, di conseguenza, le loro anime sarebbero finite all’inferno.
A metà del settecento in Inghilterra, in un periodo in cui l’uomo sta abbandonando il vecchio per proiettarsi verso il nuovo, nasce la letteratura gotica. Ambientazioni cupe, mistiche, misteriose, personaggi sinistri e inquietanti, ma non più tutti orripilanti alla vista. In quest’epoca il vampiro subisce un’altra metamorfosi, da zombie demoniaco diventa una sorta di “Dorian Gray” sovrannaturale e in qualche modo inquietante e seducente.

Non è più orribile alla vista ma quasi affascinante. Gli vengono attribuiti anche nuovi poteri, come la capacità di ipnotizzare le proprie vittime, trasformarsi in fumo, in lupo e tante altre caratteristiche legate alla curiosità dell’esoterico che si sviluppa proprio in quegli anni.   In un periodo in cui tutti i valori entrano in crisi l’individuo ha bisogno di “sentire” e il gotico gli provoca queste sensazioni forti; paura, dolore, turbamenti.    L’uomo inizia a proiettare le sue paure nel mondo soprannaturale umanizzando così i vari mostri che iniziano ad assumere fattezze simili alle nostre, almeno a livello corporeo; il vampiro che diventa un uomo immortale dotato di poteri mistici che vaga per secoli disseminando morti per poter sopravvivere (il Dracula di Bram Stoker).

Da metà dei nostri anni ottanta, sia nella letteratura che nella cinematografia, la figura del vampiro subisce una nuova trasformazione. Il vampiro diventa quasi umano. Prova emozioni, turbamenti, sensazioni a lui sconosciute verso quelle creature che rappresentano la sua fonte di vita. Per gli appassionati del genere arrivano così vampiri seducenti con un “cuore che batte”. Ed ecco che autrici come Anne Rice, con Intervista col Vampiro, gettano nuova luce sulla figura temuta di questo “mostro”. A differenza dei predecessori crudeli questi nuovi vampiri sono “persone” stanche, disgustate da una vita eterna senza luce, come unica compagna la solitudine. La loro posizione non è più di carnefice ma diventano vittime e carnefici allo stesso tempo, in un susseguirsi di epoche cupe e malinconiche dove la felicità è solo un avvicendarsi di effimeri attimi di apparenza. Dominati da un incontrollabile desiderio di sangue, dall’assurdità che se loro vivono è perché altri muoiono, alla ricerca costante di quella pace che non vogliono o non riescono a conquistare.
Con Laurell K. Hamilton si ha un ulteriore modifica, con Jean Cloude, protagonista maschile della saga Nodo di sangue, dove pur mantenendo uno scenario gotico è il carattere del vampiro che cambia o meglio, con la Hamilton abbiamo l’entrata in scena di una componente nuova per un vampiro, l’anima. Con un’anima un “mostro” può amare. Nonostante sia un’anima tormentata, questo vampiro può provare sentimenti nobili che hai suoi predecessori non fu permesso.

Oltre all’anima con la Hamilton subentra anche un altro nuovo fattore, il sesso. Si, con questa scrittrice i vampiri possono fare sesso senza il rischio di uccidere la propria partner umana.
La Hamilton apre una nuova porta, il vampiro diventa un uomo, dai poteri sovrannaturali e immortale che però si può amare, diventando così più raggiungibile e vero.
Una via di mezzo fra la Rice e la Hamilton sta Lisa J. Smith che col “Diario del vampiro” porta questo personaggio all’attenzione degli adolescenti. Infatti fino a lei i romanzi incentrati sui vampiri, ritenuti di stampo horror, erano indirizzati ad un pubblico adulto, grazie alla Smith anche gli adolescenti entrano a far parte di un mondo fatto di mistero, dai toni cupi dove però i mostri non fanno più paura.
Ne Il diario del vampiro troviamo un dolce e tenero vampiro alle prese con la sfida più difficile della vita, il primo amore adolescenziale. Nonostante la saga si snodi fra presenze demoniache sovrannaturali la dolcezza dell’amore fra Stephen ed Helena non lascia mai che le tenebre prendano il sopravvento per troppo tempo. In questo romanzo, per la prima volta nella letteratura “vampiresca”, è l’amore a far da padrone.
Ma nonostante le buone intenzioni di tutte queste scrittrici bisognerà attendere fino al 2003 quando la penna della Meyer partorirà Edward Cullen, che diventa nel giro di un paio di mesi l’icona dell’uomo più amato, scalando persino la classifica americana dei Cento uomini più belli al mondo, piazzandosi al primo posto e restandovi per un anno intero! Un personaggio immaginario che scalza il posto di “uomo più bello” a persone reali.

blood_002Il tormento della consapevolezza di essere un mostro. Il coraggio di affrontare la bestia che regna dentro di lui per non uccidere gli esseri umani. La nuova visuale del vampiro vegetariano. Si, perchè Edward non si nutre di sangue umano perchè rispetta troppo la vita che gli è stata tolta quindi si ciba di sangue animale.
Mentre i suoi predecessori venivano invidiati per la loro immortalità con Edward Cullen abbiamo un ribaltamento consistente; il vampiro del 2000 invidia all’essere umano una vita “corta” ma ricca di significato. Soffre per la mancanza di calore corporeo che viene associato al calore dell’essere vivi. Il battito cardiaco, altra metafora della vita che i vampiri non hanno più. Le gioie della maternità, della paternità. Poter invecchiare con la persona che si ama.
Con la Meyer, senza alcun dubbio, i vampiri hanno un anima umana, sfatando i predecessori medievali e rinascimentali che sostenevano che il vampiro fosse una creatura del demonio. Tutto il contrario! Togliendosi di dosso l’etichetta di mostro.
Grazie alla Meyer nasce una vera e propria “febbre da vampiro”. Librerie saccheggiate, scrittori dark che spuntano come funghi, adolescenti (e non solo) che trovano una valvola di sfogo dagli affanni della vita in queste letture, serie televisive e fumetti.
Ma! nonostante non possa negare di aver amato, e amare ancora, Edward Cullen la mia preferenza in fatto di vampiri verte sulle opere di J.R.Ward.
Dall’alba dei tempi in tutti i vampiri, che siano mostri, disperati o uomini, una cosa li accomuna tutti: per diventare vampiro devi essere morso, infettato.
Perchè? mi chiedo io. Perchè l’essere vampiro deve per forza derivare da un virus contagioso?

Perchè il vampiro non può essere solo una razza diversa, con caratteristiche simili a quelle umane e con altre differenti? Come se la Ward avesse ascoltato queste mie domande in quattro e quattr’otto sforna la saga “La confraternita del pugnale nero” dove i vampiri non sono una mutazione purulenta dell’uomo ma una razza ben distinta dall’uomo. Dove non bevono sangue umano perchè troppo debole per sostenerli (il famoso sangue umano linfa della vita!!!).

Dove la trasformazione in vampiro è un processo naturale per chi nasce da due vampiri. Con la Ward abbiamo, a mio avviso, una visuale più realistica dei vampiri; una razza che vuole sopravvivere, che combatte per salvare il proprio popolo dall’estinzione sentenziata da un gruppo di pazzi furiosi che hanno deciso che il vampiro sia un essere immondo. Il vampiro diventa così un uomo, con caratteristiche diverse dall’uomo “umano”, ma può amare la propria donna, la propria famiglia, il proprio popolo. Per loro combatte, con loro sorride, per loro è disposto a morire.
In questa nostra epoca, dove ormai il “sentire” non ci riguarda più il gotico è ritornato, nella sua sfumatura fantasy, dove i mostri non fanno più paura, dove le sensazioni forti fanno da trampolino di lancio per storie che fanno sognare.
Il gotico ritorna…in un momento dove tutti i valori importanti tendono ad essere cancellati da chi ha deciso che una massa “ignorante” è molto ben gestibile per i propri scopi.
La massa si sta lentamente dissociando da ciò che pensano coloro che si ritengono i padroni, ed inizia ad aprire la mente a ciò che fino a ieri si pensava fossero solo leggende.
Il vampiro non è più una figura malvagia o ambigua ma diventa un’icona. Visto sotto una luce del tutto nuova il Vampiro da antieroe diventa l’eroe del nuovo secolo. In una società dove, soprattutto gli adolescenti, si è stanchi di credere a “panzane” vecchie e preconfezionate. In una società dove la gente, per lo meno una buona parte, inizia a pensare e vedere le “cose” alla propria maniera, stanca di essere manipolata. In un periodo di passaggio dove ci si rende conto che ciò che non si conosce non è detto che sia per forza malvagio.
Forse a questo mondo c’è molto di più di quello che sin dal medioevo ci hanno obbligato a vedere.

Forse i mostri non sono mai stati i vampiri e le creature affini a loro, forse i mostri sono sempre stati coloro che per ignoranza, o sapendo benissimo di essere in qualche modo inferiori, hanno fatto di tutto per eliminarli.

Angel

1 risposta

  1. Sebastiano

    Molto bello questo articolo. ma adesso che hai iniziato dovresti proseguire, ci sono anche i lican in giro e anche loro come i vampiri negli ultimi anni hanno preso piede e modificato il look. cmq bello si legge volentieri. aspetto quello sui lupi però, visto che siamo sotto elezioni vale la par condicio.

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