DILEMMA_005Tratto dal libro “Il dilemma della forma transitoria” di Harun Yahya (Adnan Oktar).

Editore Global Publishing – Istambul Turchia – www.harunyahya.com

L’esplosione Cambriana: una confutazione paleontologica del darwinismo

Darwin ha suggerito che gli esseri viventi sono discendenti da un singolo comune progenitore e che si sono differenziati gradualmente l’uno dall’altro. Se fosse veramente così, allora proprio all’inizio avrebbero dovuto aver origine degli esseri viventi molto semplici e tra loro simili, e sempre secondo la stessa affermazione, il modo in cui le specie gradualmente si separarono l’una dall’altra, ed anche l’aumento della loro complessità, avrebbe dovuto aver luogo nel corso di un periodo molto lungo.

In breve, secondo il darwinismo, ogni grafico dell’evoluzione dovrebbe assomigliare ad un albero, che nasce da una singola radice ma che poi si divide in rami separati, che mano a mano si distanziano sempre di più.    Questa ipotesi infatti viene insistentemente messa in evidenza nei documenti originali di Darwin, e l’immagine dell’Albero della vita viene usata frequentemente.
Secondo la metafora di questo albero, anche tutti i ceppi-tipo (phyla – gli elementi base di classificazione delle categorie degli esseri viventi secondo la conformazione dei loro corpi) avrebbero dovuto emergere gradualmente.
Secondo il darwinismo, sarebbero apparse dapprima le specie più piccole e più semplici per dare origine ad un ceppo-tipo (phylum) nel corso del tempo.

Altri phyla sarebbero poi emersi, con molta gradualità, a causa di una sequenza di minuscoli cambiamenti. Secondo questa ipotesi, avrebbe dovuto esserci un graduale aumento del numero di phyla animali. La documentazione sui fossili, però, dimostra che queste supposizioni non sono corrette. Al contrario di quanto affermano gli evoluzionisti, sin da quando ebbero origine i membri del regno animale sono sempre stati molto differenti l’uno dall’altro, ed anche molto complessi. Tutti i Phyla oggi conosciuti, apparvero sulla Terra allo stesso tempo, durante l’era geologica conosciuta come il Periodo Cambriano.
Questo periodo, durante il quale emersero tutti i phyla animali ora conosciuti, è un’era geologica durata circa 65 milioni di anni e che ebbe luogo tra 550 e 505 milioni di anni fa. Eppure il lasso di tempo durante il quale quasi tutti i phyla conosciuti ebbero origine, è solo un intervallo molto breve  dello stesso periodo Cambriano e si calcola non sia durato più di 10 milioni di anni. In termini geologici, davvero un brevissimo tempo !

DILEMMA_007L’improvvisa apparizione della vita, in tutte le sue varietà e con tutte le sue differenti strutture dei corpi, in uno spazio di tempo talmente breve, è del tutto all’opposto di ciò che il darwinismo si aspettava.        Il modo in cui un certo numero di phyla emersi durante il periodo Cambriano si sia successivamente estinto, assieme alla mancata nascita di altri nuovi phyla, rafforza questa contraddizione. La vita non si è ampliata incrementandosi fino a gravarsi di un numero di varietà ancora più grande, come ci vorrebbero far credere gli evoluzionisti.

E’ piuttosto iniziata in molte forme differenti, il cui numero si è poi sempre più assottigliato.
Uno dei più eminenti critici dell’evoluzionismo, il Professor Philip Johnson della California University, descrive così questi eventi : “..La teoria darwinista preannuncia un cono di diversità in aumento, come il primo organismo vivente, o la prima specie animale, che gradualmente e continuamente si diversifica creando così i vari livelli dell’ordine tassonomico. La documentazione sui fossili animali, invece, assomiglia molto di più ad un cono a testa in giù, con tutti i phyla presenti all’inizio che man mano diminuiscono di numero “.
Come fa notare Johnson, lungi dal concetto che i phyla fossero emersi in varie fasi, tutti ebbero invece origine d’un tratto ed alcuni di loro si estinsero durante i periodi seguenti.

Nella prima parte del periodo Cambriano vi erano solo tre phyla, tutti consistenti in forme di vita con cellule o singole, o raggruppate in piccole quantità. In pieno periodo Cambriano, invece, emersero di colpo da 60 a 100 differenti phyla animali. Un certo numero di questi si estinse nel periodo seguente, e solo alcuni sono sopravvissuti fino al giorno d’oggi.
Il giornalista scientifico Roger Lewin così si riferisce a questa straordinaria situazione, che toglie il terreno sotto i piedi a tutti i darwinisti, per ciò che riguarda la storia della vita: “..Descritta recentemente come l’evento evolutivo più importante durante l’intera storia dei Metazoi, l’esplosione Cambriana ha virtualmente stabilito tutte le maggiori forme animali – phyla – che sarebbero esistite da allora in poi, ivi incluse molte di quelle che furono poi estirpate e si estinsero.

DILEMMA_008Confrontate con i circa 30 phyla tuttora esistenti, alcuni studiosi stimano che l’esplosione Cambriana possa averne generato fino a 100 “.
Il biologo professor James W. Valentine, i paleontologi Stanley Awramik, Philip W. Signor e Peter Sadler, così commentano l’esplosione Cambriana: “..I taxa (famiglia-specie) riconosciuti come ordini durante la transazione (Precambriana-Cambriana) appaiono senza connessione ad un clado (ramo) ancestrale a mezzo di un fossile intermedio.

Questa situazione è in effetti tipica per la maggioranza degli ordini invertebrati anche durante il rimanente periodo dei Fanerozoni (fauna Mediterranea). Non vi sono catene di taxa che portino gradualmente da una condizione ancestrale ad un nuovo tipo di corpo ordinale “.

Darwin era al corrente della ricca varietà di forme di vita che emersero d’un tratto durante il periodo Cambriano.    Anche se non così chiara come lo è oggi, la straordinaria situazione durante il periodo Cambriano gli si era palesata, e Darwin l’aveva riconosciuta come una gran difficoltà che la sua teoria doveva affrontare. E così infatti ne scrisse nel libro l’Origine delle Specie: “..Vi è un’altra difficoltà, che è molto più seria.    Alludo al modo in cui le specie appartenenti a molte delle principali divisioni del mondo animale, appaiono d’un tratto nelle pietre fossilifere più basse conosciute (dell’età Cambriana) “.
Darwin considerò il periodo Precambriano come l’unico mezzo per fare il conto – dal punto di vista dell’evoluzione- degli esseri viventi che emersero d’un tratto, da quel momento in poi, durante il periodo Cambriano.     Se nel periodo Precambriano vi fosse stata una gran quantità di differenti e complessi gruppi viventi, allora egli avrebbe affermato che questi erano i progenitori delle specie viventi nel Cambriano. E Darwin disse: “..

Di conseguenza, se la mia teoria fosse vera, è incontestabilmente che, prima che si depositasse il più basso strato Siluriano, siano passati dei periodi lunghi almeno quanto, o probabilmente molto di più, l’intero intervallo dell’età siluriana al giorno d’oggi; e che durante questi ampi, ma piuttosto sconosciuti, lassi di tempo, il mondo brulicasse di esseri viventi “.
Di fronte alla possibilità che non si fosse trovata alcuna traccia di esseri viventi nel periodo Precambriano, Darwin prospettò che la documentazione sui fossili fosse insufficiente, e che l’estremo calore e la pressione esercitata dagli strati sovrastanti avessero distrutto i fossili più antichi.
Facendo assegnamento su degli studi inadeguati, Darwin confezionò scuse come questa nel suo libro sull’Origine delle Specie.

Ai tempi nostri, comunque, la documentazione sui fossili e la stratificazione geologica sono state sufficientemente studiate, ed alvei di fossili più vecchi del Cambriano sono stati trovati ed esaminati. Lo stato attuale di conoscenza del Precambriano è molto più attendibile di quello posseduto da Darwin.

Tentativi di salvare il darwinismo nonostante l’esplosione Cambriana  

Nonostante Darwin fosse a conoscenza che fossili di nuove specie apparvero d’un tratto durante il periodo Cambriano, la piena consapevolezza di quanto tale questione fosse importante, e di quanto grande ne fosse l’ambito, non fu raggiunta fino al 1980.

DILEMMA_012La portata della esplosione Cambriana si palesò quando i paleontologi Harry B.Whittington, Derek Briggs, e Simon Conway Morris riesaminarono i fossili trovati nel Burgess Shale ( Scisto di Burgess ) nella Columbia Britannica in Canada. Nel 1980 furono anche scoperte altre due regioni ricche di fossili, somiglianti al Burgess Shale: la Sirius Passet nella Groenlandia del Nord e la Chengjiang nel Sud della Cina. Fossili di esseri viventi completamente differenti , che erano emersi dapprima durante il periodo Cambriano, furono trovati in ambedue le regioni. I fossili del Chengjiang erano i più vecchi ed i meglio conservati, e contenevano anche i primi vertebrati.
Nella edizione del Febbraio 1999 della rivista scientifica Trends in Genetics, sono state discusse le scoperte dei fossili del Burgess Shale, ed è stata anche accettata la convinzione che tali scoperte non potessero essere spiegate in termini della teoria dell’evoluzione: “ …

Può sembrare strano che i fossili pervenuti da una piccola zona, non importa quanto eccitante, possano essere al centro di un feroce dibattito su tali ampie controversie di biologia evoluzionista. La ragione è che gli animali proruppero nella documentazione sui fossili in una profusione sorprendente durante il Cambriano, apparentemente provenienti da nessuna parte. Sempre più precise datazioni radiometriche, e nuove scoperte sui fossili, hanno solo affinato il concetto di repentinità e di grande portata di questa rivoluzione biologica.

La vastità di questo cambiamento nel biota della Terra richiederebbe una precisa spiegazione.  Ma anche se molte ipotesi sono state avanzate, si è arrivati alla conclusione generale che nessuna di esse è interamente convincente “.

Queste idee, nessuna delle quali è “del tutto convincente”, sono quelle dei paleontologi evoluzionisti, i quali offrono delle spiegazioni forzate pur di difendere la teoria dell’evoluzione, a dispetto di quanto si è reso evidente con l’esplosione Cambriana.

Ma rimane comunque il fatto che non sono capaci di far accettare questi alibi, nemmeno tra loro stessi.

La giustificazione evoluzionista che la documentazione sui fossili è insufficiente e frammentaria.

La prima scusa che gli evoluzionisti hanno fornito per l’esplosione Cambriana, è stata che la documentazione sui fossili fosse insufficiente. Hanno poi suggerito che, a causa dell’età avanzata, la maggioranza dei fossili degli esseri viventi nel periodo Precambriano non si sia preservata, e che pertanto i resti fossili di quelli che invece sono sopravvissuti dopo di loro, danno l’impressione che gli esseri viventi in quel periodo fossero emersi tutto d’un tratto.
Il fatto è, invece, che la documentazione sui fossili non è carente, come vorrebbero far credere gli evoluzionisti. Con gli scavi eseguiti finora, molti strati appartenenti all’ultima parte del Precambriano, ed al Cambriano stesso, sono stati individuati.

Ed i paleontologi si sono convinti che, se i progenitori degli esseri viventi nel Cambriano fossero esistiti nel Precambriano, allora se ne sarebbero già trovato i fossili. Secondo i paleontologi James W. Valentine della California University e Douglas Erwin dello Smithsonian Institute, la documentazione sui fossili del periodo Cambriano è completa come quella sui fossili degli strati più recenti, che presentano anche caratteristiche ed intervalli di tempo simili.
Ciononostante, comunque, Valentine ed Erwin arrivano alla conclusione che i progenitori delle forme transitorie sono sconosciuti. Dicono: “…L’esplosione è reale; ed è troppo vasta per essere dissimulata con la scusa di imperfezioni nella documentazione sui fossili”.
In un articolo del Febbraio 2000, i geologi britannici M.J.Benton, M.A.Wills e R.Hitchin, hanno scritto che: “…I fossili più datati sono adeguati a raccontare gli eventi importanti nella storia della vita”, rendendo noto così che non è il caso di usare come una scusa la presunta inadeguatezza della documentazione sui fossili.

La giustificazione evoluzionista che non vi sono fossili di esseri viventi minuscoli e con strutture del corpo non rigide.

Un’altra scusa, che gli evoluzionisti hanno fornito riguardo l’esplosione Cambriana – ed ugualmente invalida – è che esseri viventi minuscoli e con strutture del corpo non rigide non hanno lasciato dei fossili. Secondo questo ragionamento, i progenitori dei phyla animali non si trovano nel Precambriano dato che essi erano molto piccoli e mancanti di strutture corporali consistenti, e perciò non se ne trovano i fissili. Ma questo non è certamente il caso: vi sono numerosi fossili di organismi non rigidi.

Quasi tutti i fossili troavati nelle colline Ediacara in Australia, ad esempio, sono di esseri viventi di questo tipo. Nel suo libro del 1998 “The crucible of creation”, Simon Conway Morris scrive che: “.. Prima di tutto, negli organismi Ediacarani non vi è evidenza di parti scheletriche dure….I fossili Ediacarani danno l’impressione di essere veramente corpi molli”. Lo stesso risulta in alcuni fossili del periodo Cambriano. Ad esempio, vi è un certo numero di fossili di esseri viventi du questo tipo nel Burgess Shale. Secondo Conway Morris, “..questi fossili eccezionali rivelano non solo le loro sagome ma qualche volta anche i loro organi interni come l’intestino ed i muscoli”.
Perché sia chiaro che la fossilizzazione non è processo tanto difficoltoso, si ricordi che sono addirittura stati trovati dei fossili di batteri: dei micro-fossili di batteri sono stati scoperti in strati sedimentari di rocce datate più di tre miliardi di anni fa!

In breve, i progenitori evoluti delle forme di vita che emersero nell’esplosione Cambriana non sono stati trovati nel periodo Precambriano, ma non perché queste forme di vita avessero una struttura corporale non rigida.
In conclusione, gli evoluzionisti non sono stati capaci di trovare una qualunque scusa per l’esplosione Cambriana. Questa subitanea apparizione della vita sulla Terra è la prova che la teoria dell’evoluzione è sbagliata.

L’esplosione Cambriana è la prova di una creazione cosciente.

Più si esamina l’esplosione Cambriana e più diventa evidente il grave dilemma che ciò rappresenta per la teoria dell’evoluzione. Recenti scoperte dimostrano che quasi tutti i phyla, le categoria alla base della vita animale, emersero d’un tratto durante il periodo Cambriano. Un articolo pubblicato sulla rivista Science (2001), afferma che: “..l’inizio del periodo Cambriano, circa 545 milioni di anni fa, vide la simultanea apparizione nella documentazione sui fossili di quasi tutti i principali tipi di animali (phyla) che dominano ancora oggi il biota”.
Nello stesso articolo si spiega anche che per poter giustificare forme di vita così diverse e complesse, in termini di teoria dell’evoluzione, bisogna trovare alvei fossili di periodi precedenti che rivelino uno sviluppo molto ricco e graduale. Ma questo è fuori questione: “…Questa evoluzione differenziale, ed anche dissipamento, deve aver richiesto una storia preliminare del gruppo per il quale non esiste una documentazione sui fossili”.
Lo scenario svelato dai fossili del periodo Cambriano, da una parte dimostra che le supposizioni della teoria dell’evoluzione sono false, mentre dall’altra costituisce una prova importante che gli esseri viventi ebbero origine per mezzo di una Creazione cosciente. Il biologo evoluzionista Douglas Futuyama espone così questo fatto: “..Gli organismi o apparvero sulla terra già completamente sviluppati, oppure no.

Se non erano ancora sviluppati, allora devono essersi sviluppati da specie preesistenti con qualche processo di modifica. Se apparvero invece in uno stato pienamente formato, devono essere stati creati da qualche onnipotente intelligenza”.

DILEMMA_001Come si è visto, la documentazione sui fossili dimostra che gli esseri viventi non seguirono una progressione da uno stato primitivo ad uno stato sviluppato, come ci vorrebbe far credere la teoria dell’evoluzione. Gli esseri viventi, invece, apparvero d’un tratto, e nel più perfetto stato. Questo, a sua volta, costituisce la prova che la vita ebbe origine non a causa di un processo naturale casuale, ma a mezzo di una creazione cosciente. Jeffrey S. Levinton, un professore di ecologia ed evoluzione
della New York University State, dichiara di accettare queste conclusioni, in un articolo che ha scritto per la rivista Scientific American, dal titolo “Il Big Bang della evoluzione animale”, dove dice: “… Pertanto qualcosa di speciale e di molto misterioso – qualche forza altamente creativa – esisteva allora”

L’improvvisa apparizione dei maggiori gruppi animali.

Gli evoluzionisti affermano che i pesci si sono evoluti da creature marine invertebrate come i pikaia; gli anfibi ed i pesci attuali da qualche pesce ancestrale; i rettili dagli anfibi, uccelli e mammiferi da gruppi separati di rettili ed anche, alla fine, che gli esseri umani e la scimmie di oggi si sono evoluti da un progenitore comune.
Al fine di dimostrare la veridicità di queste affermazioni, gli evoluzionisti devono essere capaci di mostrare dei fossili di creature di transizione che rappresentino un chiaro punto di svolta nello sviluppo di queste specie.

Come è già stato chiarito, comunque, non vi è la più piccola traccia di queste creature immaginarie. Per questa ragione, gli evoluzionisti persistono nelle loro distorte interpretazioni di alcuni fossili, suggerendo che questi rappresentano le forme transitorie. Ma questi obbligatori legami transitori sono il soggetto di molte controversie, proprio tra gli evoluzionisti stessi.

Neanche un solo cosiddetto legame transitorio è stato mai accettato senza riserve, anche perché in effetti questi non sono affatto legami transitori. Dato che però gli evoluzionisti si sentono in dovere di far vedere una qualche progressione di questo tipo, essi valutano alcuni dei fossili che hanno trovato come se fossero veramente le forme intermedie in discussione….
In questo capitolo saranno esaminate le prove scientifiche di come gli esseri viventi sono emersi sulla Terra indipendentemente, e non per evoluzione da uno all’altro, come affermano gli evoluzionisti.

La vera origine dei pesci.

Secondo le affermazioni degli evoluzionisti, gli invertebrati furono i progenitori dei primi pesci vertebrati. Ma come hanno fatto questi esseri – che in qualche caso avevano solo un guscio duro, e niente ossa o spina dorsale – a trasformarsi in vertebrati ? Questo è un quesito a cui gli evoluzionisti non sono capaci di rispondere, e per il quale non possono trovare alcuna prova. E ciò perché, se questa trasformazione si fosse verificata, questi esseri viventi avrebbero dovuto subire dei cambiamenti talmente enormi al punto che mentre i loro gusci diventavano vestigiali all’esterno, all’interno gli si veniva formando uno scheletro. Affinché una tale enorme trasformazione si completasse, vi sarebbero dovuto essere nel frattempo un enorme numero di forme intermedie tra i due estremi. Il fatto è, invece, che non esiste neanche un solo fossile che gli evoluzionisti possano presentare come una forma di vita di transizione tra invertebrati e vertebrati.

DILEMMA_002La teoria dell’evoluzione ipotizza che i primi cordati, come i pikaia, si sono gradualmente trasformati in pesci. Questa affermazione è stata frequentemente ripetuta dagli evoluzionisti negli anni ’90. Stephen Jay Gould, uno dei più autorevoli interpreti contemporanei del darwinismo, ha dichiarato che i pikaia sono “i progenitori di noi tutti”.           Questa sua affermazione si basa sulla supposizione che durante il periodo Cambriano non esistessero dei vertebrati.   Il descrivere il pikaia, il cordato più vecchio conosciuto – cioè un animale con un sistema nervoso centrale, che emerse durante il periodo Cambriano – come il progenitore di tutti i pesci identificati nei periodi cha seguirono, appariva al momento del tutto compatibile con la documentazione sui fossili.
Ma una scoperta effettuata nel 1999 in Cina, ha scardinato questa tesi evoluzionista sul periodo Cambriano, fornendo la prova che in effetti esistevano già dei pesci, durante lo stesso periodo dei pikaia, questi presunti progenitori di tutti i pesci.
Dei paleontologi, nel compier degli scavi nella regione dello Yunnan, hanno trovato dei fossili di pesci vecchi di 530 milioni di anni.

Nella sua relazione dal titolo “Waking up to the down of vertebrates” il paleontologo Richard Monastersky ha rilasciato la seguente dichiarazione su queste due differenti specie di pesci, la Haikouichthys eraicunensis e la Myllokunmingia fengijaoa:
“..i paleontologi hanno da tempo considerato i vertebrati come dei ritardatari rimasti indietro nella storia dell’evoluzione, dopo che buona parte della furia e del rumore iniziali erano finiti nel nulla. I paleontologi cinesi, però, hanno scoperto i fossili di due pesci che portano l’origine dei vertebrati indietro al tempo del turbolento impatto biologico iniziale, quando quasi tutti i gruppi animali emersero nella documentazione biologica.

Preservare nelle rocce vecchie di 530 milioni di anni della provincia dello Yunnan, delle impronte grandi come una graffetta registrano l’esistenza dei primi pesci conosciuti, in vita almeno 30 milioni di anni prima della venuta dei più vecchi vertebrati che li hanno seguiti”
Una volta riconosciuta l’esistenza dei vertebrati nel periodo Cambriano, la metafora della teoria “dell’albero della vita” dell’evoluzione ha perso ogni credibilità. Tutte le categorie di base della vita , ivi inclusi i vertebrati, emersero durante lo stesso periodo geologico, il che rende evidente che non vi è stata alcuna “evoluzione” da un progenitore comune.
La circostanza che i pesci apparvero esattamente allo stesso tempo di tutti gli altri gruppi complessi , dimostra che i pesci non si sono evoluti da nessuna altra specie, ma che invece furono creati. Ed infatti, dopo il periodo Cambriano, tutte le altre differenti categorie di pesci apparvero d’un tratto nella documentazione sui fossili, e senza alcun progenitore precedente.

Fine parte seconda   –   Continua

Articolo curato per Metamorfosi Aliene da Marco Saccenti

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