cavalieri_011Articolo pubblicato su “Il Resto del Carlino” Ferrara del 23 marzo 2005 – pag.II

“IL MISTERO – La scoperta durante un restauro – Dodici Cavalieri armati e sepolti con la testa in giù. Erano Templari?   Spariti dopo il ritrovamento”  –  Articolo di Maristella Carbonin

“La terra e la storia li hanno nascosti alla vista e alla memoria fino a una decina di anni fa.   Quando, nella farmacia Sempreviva di piazza Trento Trieste, vennero eseguiti alcuni lavori di restauro che, come spesso accade, restituirono casualmente i segni del passato.   Tracce a volte inaspettate, come confermano dalla farmacia rilanciando una “voce” che da anni circola in città:  i lavori di scavo eseguiti nel retro del negozio portarono alla luce i resti ossei di alcuni cavalieri.
Forse dodici.  Riemersero dal tempo davanti agli occhi stupiti di proprietari e dipendenti della farmacia, degli operai del cantiere e, naturalmente, di fronte a chi venne incaricato dalla Soprintendenza ai beni archeologici di “sorvegliare” quelle opere.
Dodici cavalieri.  Dire qualcosa di più, stabilire una datazione, una provenienza, è difficile.
Perchè di ciò che la casualità, quella volta, restituì si è subito persa traccia, e l’eco di quel tesoro ritrovato ha finito per perdersi in una voce che rimbalza qua e là.
Misteriosa la loro origine, altrettanto misteriosa la successiva destinazione:  dopo il ritrovamento non se ne seppe più nulla.   Dove sono finiti?   Chi li ha portati via?
…………
“Non abbiamo mai saputo niente di questo ritrovamento” rispondono dal Museo archeologico.
Eppure il rinvenimento lo ricordano in molti.  E qualcuno intervenne.
Rimangono nella mente le immagini di chi, allora, vide riemergere “le ossa di tanti cavalieri, una dozzina, inumati con le loro armature e con i loro cavalli. Erano sepolti con la testa in giù.”
A catturare l’attenzione fu anche l’altezza (potevano arrivare a due metri) di questi uomini.
…………
Qualcuno poi tenta di fare qualche ipotesi, sull’identità dei cavalieri:  se fossero templari?
Non è del tutto convinto Paolo Sturla Avogadri, studioso di riferimento per la storia del nostro medioevo, rinascimento e in particolare proprio per le vicende dei templari: “E’ molto difficile ma non impossibile:  se si potessero vedere le armature o i finimenti dei cavalli – precisa – sarebbe facile localizzare la data con uno scarti di 50 anni.”

L'articolo di giornale

L’articolo di giornale

Pensando proprio all’altezza di quegli uomini, che ha colpito molto chi allora assistette al rinvenimento, Sturla Avogadri riflette:  “Se fossero templari, per la loro altezza sarebbero di origine francese.    Ma una seconda ipotesi – continua – è che si tratti di teutonici.”
Proprio questi ultimi, infatti, fecero due apparizioni nella nostra città:  “Quando nel 1333 ci fu la guerra contro il Papa Giovanni XXII alcune fonti riportano che ad affiancare gli Este scesero i teutonici, altri i trevigiani.”
…………
Che fossero templari o teutonici è difficile stabilirlo senza poter vedere ciò che il caso ha restituito e la mano del “destino” ha di nuovo sottratto.
La speranza, ora, è che il ventura di questi cavalieri li abbia portati nel magazzino di qualche museo, in attesa di essere catalogati o magari che siano già in bella mostra in una teca:   in tal caso la storia sarebbe a lieto fine.
L’altra ipotesi è che questi uomini, i loro cavalli e le loro armature siano finiti sul mercato antiquario.
Poterli rivedere, allora, sarebbe estremamente più difficile.”

Un ritrovamento estremamente importante, in un luogo centralissimo (siamo a pochi metri dall’abside della chiesa di San Romano), con numerosi testimoni!
Eppure tutto sparito, bocche “quasi” cucite e coltre di nebbia …

Perchè?

Come accade spesso, i ritrovamenti archeologici databili in epoca medievale, specie se avvengono in territorio Ferrarese, passano automaticamente nel dimenticatoio – mentre gli oggetti ritrovati intraprendono percorsi e destinazioni tali da far impallidire l’agente 007.
Nel campo delle ipotesi possiamo azzardare qualcosa anche noi:  cavalieri uomini o donne?

Il chiostro dell'ex monastero di San Romano

Il chiostro dell’ex monastero di San Romano

Se i resti ossei sono scomparsi evidentemente il motivo esiste!
E dato che noi Ricercatori di Metamorfosi conosciamo la storia “VERA” di Ferrara meglio delle nostre vite, siamo autorizzati dalla storia ad avanzare ipotesi importanti e realistiche:
se i cavalieri erano donne, potevano appartenere ad una classe di guerrieri quasi sconosciuti alla storia – i resti ossei avrebbero confermato il sesso dei cavalieri e le armature, comprese le armature dei cavalli, avrebbero mostrato segni, simboli e forme eloquenti, probabilmente appartenenti ad una tradizione marziale di origini nordiche.
Come ha dimostrato recentemente il Prof. Giovanni Carnevale, la Francia di Carlomagno era in Val di Chienti, e quindi era possibile incontrare cavalieri francesi a Ferrara, tra l’altro città conosciuta e frequentata da Carlo Magno e da vari Imperatori in epoca medievale.
Ma forse l’aspetto più “intrigante” è dato dalla posizione di sepoltura dei cavalieri.
La sepoltura a testa in giù assume significati molteplici in relazione all’epoca e alla civiltà che adotta questo metodo.
Sepoltura a testa in giù può significare “umiliazione” per chi subisce la sepoltura:

Nei tempi antichi, seppellire un morto a testa in giù, secondo una nuova ricerca, era una pratica intenzionale e diffusa, utilizzata per insultare od umiliare il defunto.
Caroline Arcini, dell’Ufficio Nazionale del Patrimonio culturale della Svezia, ha individuato un filo conduttore comune nelle sepolture che le è capitato di studiare. Era, sostanzialmente, la comunità alla quale il defunto apparteneva a decidere se un comportamento in vita doveva sanzionarsi con questo particolare rituale.
La Arcini ha trovato le descrizioni di più di 600 corpi sepolti a faccia in giù in 215 luoghi di sepoltura, dal Perù al Sud Corea, databili a partire da 26.000 anni fa fino alla prima guerra mondiale. Queste sepolture “prone” includono gli uomini, le donne ed i bambini, anche se in maggioranza appartengono ad individui di sesso maschile. Alcuni corpi avevano mani e piedi legati insieme, probabilmente doveva trattarsi di prigionieri di guerra o criminali. Altre sepolture fanno pensare che la pratica fosse collegata alla condizione sociale. E’ questo il caso di 80 corpi trovati in un cimitero messicano risalente ad un periodo tra il 1150 e l’850 a.C., dove sei uomini sono seduti nelle loro sepolture mentre altri 74 sono in posizione prona. La Arcini pensa che i personaggi seduti fossero stati, in vita, alti sacerdoti e quelli proni, invece, uomini di rango inferiore.
La più alta frequenza di sepolture a testa in giù in Svezia è databile all’epoca dei Vichinghi, quando il Cristianesimo arrivò anche in questa regione. I Vichinghi, pagani, non accettavano che dei loro compatrioti si convertissero alla nuova religione e, pertanto, ne seppellivano i corpi in modo tale che fosse ben chiara la loro avversione.

La lunetta della chiesa di San Romano

La lunetta della chiesa di San Romano

Fonte:   http://oltrelanotte.splinder.com/post/20903021/disprezzo-fin-nella-tomba

Sepoltura a testa in giù, in determinate situazioni, poteva assumere una connotazione inquietante, non priva di interesse storico;   questo tipo di sepoltura era riservata a Stregoni e Vampiri.

Cavalieri uomini, Templari e “stregoni”:   probabilmente questo ha una valenza storica.

Cavalieri donne, di stirpe nordica e “vampiresca”:    se dovesse riapparire, ai giorni nostri, un patrimonio archeologico di questa portata beh, allora … meglio nascondere tutto quanto e negare ogni cosa.

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