collider-02Articolo pubblicato il 10 Settembre 2008 sul sito “www.holoscience.com”.
Titolo originale:   “The $ 6 Bilion LHC Circus”

La scienza è diventata un grande circo.

Dopo 30 anni di sviluppo e 6 Miliardi di dollari, è stato avviato il Large Hadron Collider, il più grande e potente acceleratore di particelle mai costruito.
In questo circo gli scienziati indossano i panni dei clown ed intrattengono il pubblico, raccontando storie fantastiche sull’origine dell’Universo e sulla composizione della materia.
Ma perché dovremmo prendere sul serio questi pagliacci?

Il Professor Higgs al CERN, all'interno dell'L.H.C.

Il Professor Higgs al CERN, all’interno dell’L.H.C.

Il Large Hadron Collider è un acceleratore di particelle, il suo compito è di portare a velocità prossima a quella della luce fasci di protoni, lanciandoli poi in direzioni opposte per farli collidere gli uni contro gli altri.
E’ praticamente un anello interrato della lunghezza di 27 Km, e si trova presso la città di Ginevra in Svizzera. Questo nuovissimo strumento di ricerca permette di raggiungere l’energia necessaria ad accelerare le particelle, ad un livello sette volte superiore a quella degli attuali acceleratori.

L’intensità energetica raggiungibile durante gli esperimenti dovrebbe, secondo i ricercatori, simulare i primissimi momenti del Big Bang, ovvero l’origine dell’Universo.
Gli scienziati coinvolti negli esperimenti, sono alla ricerca di quella che è stata definita “la particella di Dio”. Al riguardo il Times in un articolo dell’8 Aprile scorso scrive:
“…Il misterioso bosone di Higgs, postulato dal Professore dell’Università di Edimburgo, è diventato così fondamentale per la fisica che spesso è sopranominato “la particella di Dio”.   Dopo più di 40 anni di ricerca, e miliardi di sterline, gli scienziati devono ancora dimostrare che è vero.    Ma il Professor Higgs, 78 anni, ora crede che la ricerca sia quasi finita.”

La “particella di Dio” o bosone di Higgs è stata teorizzata dal Professor Peter Higgs per dimostrare perché le altre particelle manifestano massa.   Higgs ha ipotizzato l’esistenza di una particella dotata solo di massa, e nessun’altra caratteristica, come ad esempio la carica elettrica.
Evidentemente, così teorizzata, la particella di Higgs non ha riscontri nella realtà fisica dettata dalla nostra esperienza, dal momento che tutta la materia, è composta da cariche elettriche in grado di rispondere alle influenze elettromagnetiche.

collider-04Osservazioni ed esperimenti provano che la massa di una particella carica subatomica, si altera quando si applicano delle forze elettromagnetiche.
Questo indica semplicemente che la massa è legata alla quantità di energia immagazzinata all’interno della particella, nell’ambito di un sistema di cariche elettriche, in sintonia con E=mc2, cioè la formula che indica l’equivalenza tra massa ed energia.
Allora come può una particella avere massa, senza avere carica elettrica come propone il Professor Higgs ? Siamo in assoluta contraddizione con E=mc2 !
Il problema è molto grave, la Fisica lasciata in mano ai matematici, manifesta sempre una vistosa disconnessione tra teoria e realtà.

L’idea che le particelle subatomiche manifestino massa a seguito della loro interazione con le immaginarie particelle di Higgs, le quali occuperebbero tutto lo spazio vuoto come una sorta di melassa, dovrebbe già aver scatenato un’ondata di scetticismo, se non fosse per la terribile apatia del pubblico verso queste sciocchezze.

La “annichilazione” e la “creazione” di materia, sono evocate quando le particelle nascono da “campi” estesi in particolari punti sopra lo spazio-tempo. Higgs ha trovato che i parametri nelle equazioni di campo associato, permettono di scegliere la sua ipotetica particella in modo tale che lo stato di energia più basso di quel campo (spazio vuoto) non è zero.
Con l’energia di campo nel vuoto diversa da zero, tutte le particelle che possono interagire con la particella di Higgs, acquisiranno massa attraverso l’interazione.

Questa spiegazione sull’origine della massa dei corpi avrebbe già dovuto essere abortita  dalla comunità stessa dei fisici, in virtù dell’esistenza del “comune senso del pudore”.

Per cominciare, l’annichilazione e la creazione della materia, contraddicono un ben noto principio della fisica.
Sostenere il contrario equivale ad elevare la magia al rango di scienza.
In secondo luogo, la teoria di campo è un costrutto puramente immaginario, che può o non può avere significato fisico.
E terzo, non si spiega come la particella di Higgs possa avere massa intrinseca ma nessuna carica, e nonostante ciò interagire con la materia, che è carica, ma si dice non avere massa intrinseca.
Così posta la teoria di Higgs, confonde le idee e complica il problema, che a mio avviso invece, dovrebbe approfondire il concetto di massa di un corpo.
La caratteristica più sorprendente di questo progetto da 6 miliardi di dollari è il pensiero confuso ed illogico che ne sta alla base.

La filosofia che ha ispirato la ricerca del Bosone di Higgs, è la meccanica quantistica; che però ha un difetto fondamentale – consente effetti senza cause.
Ad esempio, il decadimento radioattivo è imprevedibile.
Non sappiamo che cosa induca un atomo a decadere spontaneamente.

R-Feynman-1Il premio Nobel per la Fisica, Richard Feynman scrisse nel suo libro – The character of physical law, 1965 : “…Credo di poter tranquillamente affermare che nessuno capisce la meccanica quantistica.  ” La meccanica quantistica quindi, paradossalmente, non ha come scopo la comprensione dei fenomeni fisici!

I fisici delle particelle farebbero bene a studiare la chimica e la “London Force” tra sistemi di atomi elettricamente neutri.
La “London Force”, è una forza debole sufficiente a formare solidi e liquidi, ed ha molte analogie con la gravità.     L’estrema debolezza della forza di gravità può essere intesa come il risultato di minuscole distorsioni orbitali di carica all’interno dei sistemi, protone-neutrone ed elettrone-neutrino.

Attualmente i fisici delle particelle operano, studiando i fenomeni che si generano a seguito delle violente collisioni tra atomi all’interno degli acceleratori.   Ma se la materia, normalmente, è costituita da subunità di carica in equilibrio all’interno di uno stato di risonanza, ovviamente facendole colliderle tra loro e disintegrandole, si generano instabilità (di breve durata) nei sistemi di risonanza di carica, che saranno interpretate come “nuove particelle” di questo strano e bizzarro zoo creato dai fisici.
L’L.H.C. non potrà mai fare nulla più di questo!
E poiché Big Bang e Buchi Neri sono il risultato di una illogica ed errata applicazione della matematica al modello di gravitazione universale, continuare a  studiare questi due ipotetici concetti non porterà mai da nessuna parte.

L’ironia di questo esperimento è che l’L.H.C. utilizza 120 megawatt di energia elettrica per ricreare in uno spazio minuscolo le presumibili condizioni che esistevano subito dopo il Big Bang.
Ma gli astrofisici non riconoscono gli evidenti segni dell’energia elettrica che domina l’Universo.
Si evidenzia un profondo scollamento tra la “specializzazione” della  fisica teorica ed i principi base dell’ingegneria elettrica, indispensabili questi ultimi per comprendere la dinamica dell’Universo.
Nel frattempo si costruiscono e progettano altre dispendiose ed inutili “cattedrali tecnologiche”, radiotelescopi per cercare onde gravitazionali, materia oscura, ed energia oscura che non esistono se non nella fantasia e nei supercomputer dei ricercatori.

“…Per Hannes Alfvèn, il Big Bang era una favola – una favola ideata per spiegare la Creazione.   “Ero presente, quando l’abate Georges Lamaitre, fece la prima proposta di questa teoria”, ha ricordato. Lamaitre era al contempo, un astrofisico ed un membro importante della gerarchia Cattolica.
In privato, Lamaitre diceva che la teoria del Big Bang era un modo per riconciliare la scienza con San Tommaso d’Aquino e la sua visione teologica della creazione dell’Universo dal nulla o ex nihilo creatio. – Anthony L. Peratt “The world & I” Maggio 1988 , pp 190-197.”

Non esistono modelli fisici per spiegare la creazione dell’Universo, semplicemente perché la Creazione è un concetto metafisico.
Attualmente vi è abbondanza di prove contrarie alla teoria del Big Bang, una delle più importanti (emersa dalle osservazioni dei “redshift galattici) dice che l’Universo non si sta espandendo.

collider-01E’ irrazionale ignorare gli elementi di prova contrari alla teoria del Big Bang, e spiegare quest’ultimo ricorrendo alla materia oscura, all’energia oscura o ai buchi neri.
I ricercatori hanno comunque tranquillizzato l’opinione pubblica, circa la possibilità che si crei un mini buco nero durante l’esperimento, più precisamente al momento del raggiungimento della massima potenza d’esercizio dell’acceleratore.    E’ bene precisare che i livelli di energia raggiungibili dall’L.H.C. dovrebbero simulare i primi istanti di vita del Big Bang, ma visto che i normali raggi cosmici che investono quotidianamente la Terra, hanno livelli energetici maggiori di quelli dell’L.H.C. , i ricercatori del CERN dovrebbero essere consapevoli che così operando non raggiungeranno mai nessun risultato.

Ma è l’ostinata ricerca della “particella di Dio” per spiegare la gravità, che rivela l’irrazionalità dell’impresa.
L’equazione della gravità, legata al bosone di Higgs , deriva dalla convinzione che sia la gravità a controllare l’Universo, ma tutto ciò si revela in fondo, solo una credenza religiosa.
L’alternativa, ovviamente, non può essere che la cosmologia del plasma ed il suo modello di un Universo Elettrico non gravitazionale.    E’ inquietante scoprire come gli scienziati coinvolti nell’esperimento LHC, non abbiano alcuna idea reale di ciò che stanno facendo, addirittura qualcuno di loro arriva ad affermare che:
“..la scienza è ciò che si fa, quando non sai cosa stai facendo”.
L’LHC è una gigantesca impresa tecnologica di ingegneria che spero in un futuro quanto mai prossimo sarà ricordato come l’estrema impresa della follia umana.

Senza dubbio questa “moderna era dellla fisica” sarà presto ricordata come “l’età oscura della scienza”, lo stesso linguaggio usato dagli astrofisici, “buco nero”, “materia ed energia oscure”, preannuncia la fine di questa triste e pazza era.
Oggi gli scienziati sono riuniti in grandi ed impenetrabili istituzioni, alcuni di loro però, stanno ostinatamente cercando di far riconoscere alla comunità scientifica l’esistenza di una vera e propria “crisi in cosmologia”, per poter tornare ad una reale ricerca scientifica.

Le iperspecializzate branche della scienza si sollecitano l’un l’altra alla disperata ricerca di prestazioni sempre più assurde. Le teorie errate che sono alla base della fisica e dell’astrofisica moderne, stanno facendo pagare a caro prezzo, a noi tutti, le loro inconcludenti ricerche.
Quando l’LHC non avrà trovato nulla, sarà il momento di spazzare dalla pista centrale il letame e chiudere il circo.

Articolo curato per Metamorfosi Aliene da Marco Saccenti
Consulente per la traduzione Daniela Bonazzi

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