Tempo fa ci siamo occupati diverse volte del mistero delle tecnologie “aerospaziali” tedesche, postando alcuni articoli fra i quali alcune immagini di strane aperture rinvenute in Antartide tramite l’ausilio di Google Earth.

Alcuni suppongono si possa trattare della famigerata base nazista polare di cui tanto si è parlato anche in rete.
La base in oggetto aveva un nome, si chiamava Base 211.

Base 211 è il codice che indicherebbe una installazione sotterranea, costruita segretamente ma con le sotterranee convivenze di alcuni governi, in Nuova Svevia ( Antartide).
Le voci intorno a questa misteriosa installazione iniziano a circolare dopo lo svolgimento dell’Operazione Paperclip, e subito dopo che alcuni U-boot partirono per l’ Antartide non facendo ritorno. L’operazione Paperclip era il nome codificato sotto il quale l’intelligence alleata e soprattutto americana portava gli scienziati tedeschi nelle proprie basi fra la fine e il dopo guerra.
Ma per iniziare dobbiamo parlare dell’operazione Nuova Svevia, fu una missione esplorativa finanziata dalla Germania e diretta verso le regioni antartiche, si svolse tra il 1938-1939 e venne affidata al comando di Alfred Ritscher.

The_SchwabenlandIn data 17/12/1938 la nave Scwabenland (una nave cargo utilizzata fin dal 1934 per consegne di posta transoceaniche) prende il largo da Amburgo, diretta verso l’Antartide; si trattava di un cargo attrezzato con catapulta per idrovolanti.
Era persino stato invitato come partecipante alla missione l’esploratore e poi in futuro, ammiraglio Richard e. Byrd.
Nel mese di Novembre del 1938 egli giunse ad Amburgo e presentò all’equipaggio e ad un pubblico selezionato di 84 persone la sua nuova documentazione cinematografica sull’Antartico nel teatro Urania di Amburgo.

Byrd, il primo uomo ad aver volato attraverso il Polo Sud nel 1929, era, già in quel tempo, una leggenda vivente, un eroe nazionale Americano e il massimo ricercatore polare. Nel 1938 era ancora un civile. Questo invito ha tutta l’aria di una tipica ironia della Storia, dato che circa dieci anni dopo, proprio Richard E.Byrd, nei ranghi di Ammiraglio della Marina degli Stati Uniti, ricevette istruzioni di distruggere la Base Segreta Antartica denominata “Nuova Berlino” o “Base 211”.
Lo staff dell’intera operazione si compone di 33 scienziati e 24 addetti fra equipaggio e tecnici.
A Gennaio del 1939 la nave raggiunge le terre rivendicate dai norvegesi e intitolate come Dronning Maud Land iniziandone la cartografia.
Nei giorni successivi i tedeschi iniziano a sorvloare la zona, producendo un quantitativo di materiale abbastanza imponente, carte geografiche per 600.000 MQ e oltre 16000 fotografie aeree dai due velivoli di bordo “Passat” e “Bora“.

La spedizione lascia lungo la costa tre bandiere tedesche e ne paracaduta almeno 13 all’interno, lo scopo è quello di rivendicare il territorio esplorato con il nome di Neu-Schwabenland; vengono inoltre effettuate escursioni per rivendicare colline e altri punti significativi.
Le antiche mappe Norvegesi di questi territori, risalenti al 1931, furono rinnovate in quanto le nuove immagini dimostrarono la loro inesattezza.
Quasi un quinto dell’intero continente Antartico fu in questo modo esaminato, documentato per la prima volta e nello stesso tempo preteso dai Tedeschi come territorio Germanico.

Per accentuare questa pretesa, i due velivoli sparsero diverse migliaia di ‘bandiere a caduta’, speciali paletti di metallo muniti di bandiera con il simbolo della svastica. L’intero territorio ricevette il nome, ancora valido, di “Neuschwabenland”, in riferimento alla regione meridionale della Germania.
E’ interessante notare che la spedizione sembrò aver scoperto zone di territorio libere dai ghiacci, laghi e piccoli segni di vegetazione  nel mezzo dell’Antartico. I geologi dissero che questo fenomeno era causato da sorgenti di acque calde nel terreno.

 schwarzenfels331La nave Schwabenland farà ritorno ad Amburgo nel 1939, al suo arrivo Ritscher trova già programmate altre due spedizioni in Antartide: la prima per l’estate 1939-40 e la seconda per quella 1940-41. Entrambe hanno come obiettivi l’individuazione di siti idonei all’impianto di basi baleniere e, più importante, di estendere la rivendicazione tedesca in Antartide.
La seconda in particolare aveva uno scopo più militare e prevedeva la costruzione di una base navale nei pressi del canale di Drake per il controllo del transito tra l’oceano Atlantico e quello Indiano.

Entrambe le missioni saranno poi abbandonate per via dello scoppio della guerra, così si disse.
Tuttavia c’è da chiedersi quali furono le alternative militari e strategiche raggiunte da questa missione.
La questione Antartica, molto probabilmente non finì con il ritorno del Capitano Ritscher nel 1939 ma continuò durante lo svolgimento del conflitto.
L’interesse della Germania per la regione antartica risaliva a molto tempo prima della spedizione guidata da Alfred Ritscher; nel 1873 Sir Eduard Dallman grazie alla neonata Società Germanica di Ricerca Polare aveva scoperto nuove rotte con la nave Grönland e nei successivi 60 anni, altre due esplorazioni si mossero tra i ghiacci: la prima nel 1910 guidata da Wilhem Filchner con la nave Deutschland, e la seconda nel 1925 con la nave Meteor comandata da Albert Merz.
Quella che sembra essere una vera e propria ossessione tedesca diventa quasi una priorità per Hitler, ansioso di avere una posizione di predominio sull’ Antartide, non solo per la propaganda politica che ne sarebbe derivata ma soprattutto come ulteriore dimostrazione della superpotenza tedesca.
Questa continua ossessione si sarebbe presto tramutata in una occasione unica per proteggere esperimenti segreti e armi che nessuno doveva conoscere; ma quelle immense e deserte distese di ghiaccio erano già state scelte da altri come luoghi ideali per misteriose attività e qualcun altro stava già da tempo nascondendosi tra il bianco accecante degli immensi ghiacciai.

Quale era il vero interesse dei tedeschi?

Fonti documentate e documenti declassificati parlano sempre più spesso delle misteriose “macchine volanti” progettate dagli scienziati tedeschi, macchine che avrebbero stupito e colto di sorpresa il nemico; queste macchine non volarono mai se non per test di prova effettuati in gran segreto, ma la cosa più importante rimane quella di stabilire in che modo i nazisti riuscirono ad impossessarsi di una tecnologia e, soprattutto, di una idea che aveva numerosi quanto misteriosi precedenti? E’ possibile sospettare una complicità che andò oltre i confini tedeschi?
Poco prima della fine della Seconda Guerra Mondiale, circolarono con insistenza molte voci in merito a tre grosse imbarcazioni naziste dirette verso l’ Antartide con a bordo i pezzi di una nuova, sofisticata macchina da guerra.
Questo tipo di trasporto, curato nella più assoluta segretezza, doveva sicuramente avere come meta una base riparata, un luogo nascosto nel quale depositare il prezioso carico, un luogo sicuro.

Il 19 marzo del 1943 le forze Alleate denunciano movimenti sospetti in Antartide, operazioni clandestine che hanno come protagonisti i servizi tedeschi, oltre che un considerevole movimento di sottomarini nazisti in direzione sud atlantico.
In effetti nel 1938 la Germania nazista aveva inviato una spedizione in Antartide, ufficialmente per reclamare una parte di territorio, in realtà si cercava un luogo sicuro per una futura base che avrebbe ospitato gli Haunebu, i misteriosi “UFO nazisti” e forse alti gerarchi e lo stesso Hitler nel caso che il conflitto avrebbe riservato sgradite sorprese. La base in questione è conosciuta come Base 211 e la sua esistenza non è certo un parto della fantasia se gli alleati stessi si prodigarono in grande stile per individuarne l’esistenza, scomodando addirittura i più alti vertici della Marina Militare Americana.

Nove anni più tardi infatti, Richard E. Byrd, diventato nel frattempo ammiraglio della Marina Americana, e che in passato aveva offerto la propria consulenza per l’esplorazione antartica nazista, viene inviato in missione tra i ghiacci insieme alla più grande task force mai realizzata, al fine di localizzare e distruggere il segreto nazista.

La missione aveva il nome in codice di Highjump ed era principalmente di natura militare; 4.000 uomini tra americani, inglesi e australiani, partiti il 2 dicembre 1946 da Norfolk solo per trovare giacimenti di carbone?

A cosa si riferiva esattamente Byrd quando diceva che “…….bisogna affrontare l’amara realtà che un giorno gli Stati  Uniti possano essere attaccati da oggetti che potrebbero volare da polo a polo a velocità incredibile”?
Malgrado siano in tanti a rifiutare l’ipotesi di una Germania tecnologicamente evoluta è indiscutibile che i tedeschi, subito prima il secondo conflitto mondiale e durante, possedevano una conoscenza bellica troppo avanzata rispetto ai canoni degli altri paesi e non si può escludere che l’obiettivo della missione polare americana fosse proprio questo. Da dove proveniva questa tecnologia?

Sarebbe plausibile pensare, magari stravolgendo alcune cronologie care all’ufologia ufficiale, che i nazisti possedevano già tecnologia aliena ancor prima degli americani, che la fuga di cervelli negli Stati Uniti fosse un modo per impadronirsi di questa tecnologia così come lo fu l’Operazione Highjump, che l’incidente di Roswell sia stato di secondaria importanza rispetto a quello del 1938 al quale accenneremo più avanti e che, soltanto in seguito, caduto il potere nazista, si strinse un vero e proprio patto personale tra forze militari statunitensi e visitatori galattici già insediati nel nostro pianeta, un patto con una razza differente la quale, come si scoprirà in seguito, non aveva le stesse intenzioni di quella che collaborò con i nazisti.

Ma veniamo a questa possibilità e cioè che i tedeschi avessero già dei prototipi.

Anno 1938, località Czernica (Jielenia Gora); un UFO si schianta rovinosamente al suolo. Il disco verrà recuperato dai nazisti dopo l’invasione polacca, nel 1939; un altro UFO crash era avvenuto nel 1909 a ovest di Chicago, ma l’oggetto non venne mai ritrovata; presupponendo che i fatti si svolsero effettivamente come riportato dai giornali dell’epoca, l’evento del 1938 segnò la svolta per l’ingegneria tedesca.
L’incidente del 1938 non rovinò completamente i meccanismi di funzionamento dell’astronave (cosa che invece avvenne a Roswell), ciò permise ai nazisti di avvantaggiarsi in una ricerca che gli Stati Uniti avrebbero potuto condurre soltanto dopo il 1947.
Nel periodo compreso tra il 1939 e il 1945, sorgono in Germania quasi miracolosamente decine di piccole imprese impegnate nel campo aereonautico e in quello della progettazione militare; molti dei prototipi usciti da queste fabbriche vennero in seguito ricopiati dall’aereonautica americana, tra questi il “Flying Wing”.
Ma ritorniamo alla missione dell’ammiraglio Byrd; l’America doveva certo avere questioni molti gravi in sospeso se decise in tutta fretta di allestire una missione in un paio di settimane con destinazione Antartide.

Doveva di sicuro trattarsi di qualcosa che rivestiva la massima importanza, tanto che mobilitò quasi tutta la US Navy e richiamò in servizio un gran numero di riservisti, rischiando di lasciare esposto il fianco ad un improvviso attacco nemico.

Le istruzioni ufficiali rilasciate al capo della spedizione, Chester W. Nimitz furono nell’ordine:

  • Formazione del personale e addestramento ad operare con temperature artiche.
  • Consolidare ed estendere la sovranità americana.
  • Determinare la fattibilità relativa alla creazione di basi e installazioni in Antartide.
  • Indagare su basi già esistenti.
  • Sviluppare tecniche per il mantenimento di basi in loco, con particolare attenzione alla successiva applicazione di tale progetto in Groenlandia.

Nessuna informazione, oltre a quelle appena riportate, trapelò all’esterno; il capo delle operazioni navali aveva il preciso ordine di trattare solo con le agenzie governative, tutti gli osservatori stranieri e le agenzie di stampa vennero infatti diplomaticamente estromesse dal progetto.
Nonostante ciò, sia grazie a numerose indiscrezioni, sia per la declassificazione di alcuni documenti, esistono forti dubbi in merito allo scopo finale di questa missione.
Come giustificare infatti l’impiego di mezzi militari altamente attrezzati se alla fine si trattava soltanto di mappare una zona, cercare nuovi giacimenti e fare rilevamenti fotografici?
E che dire dei numerosi e sofisticati magnetometri usati per trovare, come affermò l’ammiraglio Byrd “…..posti vuoti sotto la superficie di ghiaccio o di terra…..”; durante una di queste ricognizioni, l’ammiraglio mancò all’appello per circa tre ore; ufficialmente si parlò di avarie al motore ma nessuno ha mai dato una spiegazione adeguata a questa improvvisa scomparsa.

Se in quelle tre ore avvenne un incontro segreto, questo segnò l’inizio di una nuova era ma anche la fine del sogno nazista; la verità è ancora celata tra i ghiacci!
Sfortunatamente a questo punto però ogni valida informazione scompare. Rimane un confuso puzzle di tracce, affermazioni e voci che portano agli anni ’50 e che è possibile verificare solo parzialmente.

Il logo della spedizione

Il logo della spedizione

Se i Tedeschi furono in grado di costruire una base sotterranea Antartica sui risultati della spedizione di Ritscher, si tratterebbe di uno dei segreti più occultati nella storia moderna.
Di fatto, l’enorme stabilimento sotterraneo di Nordhausen nelle montagne Harz, come il complesso di Kahla a Thuumlringen dimostrano la capacità e la perizia degli ingegneri del Reich di costruire grandi e complesse strutture sotterranee.
Le sorprendenti informazioni fornite dalla spedizione del 1938 avrebbero potuto effettivamente essere le basi per la realizzazione del manifestato progetto Tedesco di fare dell’Antartico un baluardo della potenza Nazista.
Tenteremo così di ricostruire una successione cronologica degli eventi e delle loro conclusioni, per quanto sono oggi a nostra conoscenza. Tutto ciò conduce alla costituzione della Base Antartica 211 alla fine della guerra, per mezzo dei sottomarini  Tedeschi e dei mezzi volanti a propulsione anti-gravitazionale, e al fallito tentativo di distruggerla da parte della Marina degli Stati Uniti nel 1947.

1936: Valutazione, nell’estate del 1936, della propulsione anti-gravitazionale di un primo disco volante pienamente funzionale. Un’ipotesi alternativa indica il possibile sviluppo di tale propulsione dagli esperimenti sull’anti-gravità di Viktor Schauberger.

1938: Primo volo senza equipaggio con la nuova propulsione. Il progetto era destinato alla costruzione di caccia e trasportatori di truppe a propulsione antigravitazionale.
Il progetto viene chiamato “Hanebu” o “Vril”. Nei primi anni il progetto subisce molte battute d’arresto a causa dei massici disturbi elettromagnetici e la loro interazione con i componenti elettrici convenzionali.
Sebbene questo tipo di propulsione possa essere utilizzato in modo primario sembra quasi impossibile guidare questi prototipi in angoli minori di 90°, rendendoli inadatti come caccia. Inoltre i normali sistemi di navigazione relativi ai campi magnetici erano completamente inutili e fu progettata una strumentazione di navigazione speciale, indipendente dai campi magnetici, i sistemi di guida celeste “”Meisterkompass” e “Peiltochterkompass”.

1940: Ulteriori spedizioni segrete Tedesche dopo la Neuschwabenland del 1938. Come punti di sbarco potrebbero essere stati usate due delle tre baie di sbarco già documentate dalla spedizione di Ritscher.

1942/1943:  Inizio della costruzione della Base Antartica 211. Contemporaneamente viene costruita una seconda base segreta su un altopiano Andino del Sud America, forse in Argentina.

1942/1945:  Materiale necessario per la costruzione delle basi segrete viene continuamente trasportato per mezzo di sottomarini.
I comandanti dei sottomarini Tedeschi hanno grande esperienza di acque artiche a causa della necessità di  trasferire materiale e persone alle basi Artiche Tedesche e alle stazioni di ricerca civile. Almeno 20 operazioni artiche documentate di sottomarini hanno avuto luogo fino al 1945.

Estate del 1944: La serie “Hanebu” lascia lo stadio di prototipo e sono costruiti da 19 a 25 navi in 2 o forse 3 dimensioni.  Hanebu I è una piccola nave, Hanebu II è un modello più grande. Alcuni rapporti accennano anche ad un Hanebu III, progettato per essere una nave madre. Ciò nonostante le capacità di trasporto sono ancora molto limitate, a causa del piccolo diametro dei dischi.
Inoltre la produzione dei questi velivoli diviene sempre più difficile perché gli Alleati riescono a ridurre  sempre più i materiali di costruzione necessari.

Inverno 1944/45: L’enorme pressione esercitata dagli Alleati forza i Tedeschi ad abbandonare i grandi progetti di strutture sotterranee nella Germania Orientale.
Gli stessi Alleati sembrano ben informati sull’esistenza di queste strutture e sono del tutto intenzionati ad espugnarle.
I Tedeschi fuggono da queste strutture e viene lasciato molto materiale riguardante il progetto Hanebu.
Il tentativo di ricostituire le zone di costruzione nella Germania Centrale fallisce.
La guerra sta per terminare.

Aprile 1945: un ultimo convoglio di sottomarini lascia i porti Tedeschi diretti in Sud America e in Antartico. Nell’ultimo convoglio vi sono anche i sottomarini U530 e U977.

Maggio 1945: Capitolazione della Germania.

17 Agosto 1945: Alcuni equipaggi di sottomarini raggiungono l’Argentina consegnando i loro sottomarini completamente vuoti.  Tra questi vi sono i casi documentati dei sottomarini U530 e U977.
Alti Ufficiali della Marina degli Stati Uniti si recano immediatamente in Argentina per sottoporre gli equipaggi Tedeschi a severi interrogatori. Sebbene essi rifiutarono ripetutamente di rivelare il carico trasportato e il luogo di destinazione del loro ultimo viaggio è possibile che da questi interrogatori siano emersi importanti informazioni riguardo la locazione della base segreta.

Gennaio 1947: La Marina degli Stati Uniti cerca di distruggere la Base Tedesca che non si arrende al termine della guerra.
L’operazione è un disastro. La base rimane funzionante.
Più di un anno dopo la resa del sommergibile U977, gli Stati Uniti lanciano la più grande operazione militare in Antartico  sotto il comando dell’Ammiraglio Richard E.Byrd.  L’operazione denominata “Highjump” include 13 navi, una portaerei, 2 idrovolanti e 4000 uomini. Lo scopo ufficiale è quello di testare nuovo materiale nelle condizioni estreme dell’Antartico.
Ufficialmente l’operazione ha un grande successo ma c’è da chiedersi quale fosse la necessità di muovere una forza militare del genere per dei semplici test su materiali e perché Byrd fece ritorno negli Stati Uniti solo un mese dopo quando la spedizione era programmata per un periodo di 6-8 mesi.

Febbraio 1947: Al suo ritorno negli Stati Uniti, Byrd in un’intervista (spesso citata ma mai convalidata) affermò che fu “necessario per gli Stati Uniti intraprendere azioni difensive contro caccia aerei nemici che giunsero dalle regioni polari” e che in caso di un nuova guerra, gli Stati Uniti sarebbero stati attaccati da “caccia in grado di volare da un polo all’altro con incredibile velocità”.  Byrd dovette affrontare un segreto contro-interrogatorio da parte delle autorità Americane. Gli Stati Uniti si ritirano dall’Antartico per quasi una decade.

Dal 1953 in poi: Avvistamenti di UFO in tutto il mondo. Dagli anni ’70 diviene sempre più ovvio che molti di questi oggetti avvistati sono, in diversi dettagli tecnici, identici alla serie Hanebu.

1957: Inizia l’Anno Internazionale Antartico con l’avvio di grandi programmi di ricerca civile. Il risultato è il Trattato Antartico nel quale tutti i partecipanti si accordano nell’evitare qualsiasi operazione militare in questa regione per i tempi futuri.

Il trattato finisce all’incirca nell’anno 2000.

Maude3

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