Eagle_005Tratto dal libro “Il dilemma della forma transitoria” di Harun Yahya (Adnan Oktar). Editore Global Publishing – Istambul Turchia – www.harunyahya.com

L’impossibilità di qualsiasi transizione dalla terra al mare

Così si esprime al riguardo Henry Gee, redattore scientifico della rivista Nature :
“.. Gli intervalli di tempo che separano i fossili sono così enormi che non possiamo dire niente di definitivo sulle loro eventuali connessioni tra ascendenza e discendenza.”
Vi è una differenza generazionale di milioni di anni che separa i fossili che gli evoluzionisti affermano siano dei progenitori dei mammiferi marini. Anche in presenza di registrazioni documentarie, è molto difficile stabilire l’identità delle remote progenitrici degli uomini, e qualche volta è addirittura impossibile. Per questa ragione, l’affermazione che i fossili rappresentanti le “forme di transizione ” sono in una relazione di discendenza lineare diretta, non può essere altro che una supposizione.

Ed è pure sbagliato provare a costruire una linea diretta di discendenza, basandosi solo su poche similarità tra le specie. Le sorprendenti rassomiglianze tra gli organismi di oggi furono notate anche in epoche precedenti a quella di Darwin, ma venivano considerate come il risultato di un disegno comune. Suggerire che tali similitudini sono la prova dell’evoluzione, non è una deduzione scientifica.
Ed inoltre gli evoluzionisti devono spiegare come le specie viventi che loro affermano rappresentino le forme transitorie, si possano essere cambiate in esseri idealmente adatti alla vita in acqua – e con quali congegni ciò è successo.
Non basta solo affermare “le zampe anteriori sono diventate pinne, quelle posteriori sono scomparse, e così pure il pelo, ed il grasso è diventato ciccia.” Non vi è neanche una singola prova tra gli esseri viventi oggigiorno, che possa dimostrare come le zampe anteriori si siano trasformate in pinne o come un animale terrestre si sia potuto adattare perfettamente alla vita in acqua, cambiando totalmente la forma del suo corpo e la struttura delle sue ossa interne.

Nessun congegno in natura può riuscire ad effettuare i cambiamenti che gli evoluzionisti insistono abbiano avuto luogo.

manta_008Considerando gli infiniti adattamenti a cui ogni animale terrestre dovrebbe sottostare, per poter vivere in acqua, si può ben dire che anche la parola impossibile non è sufficiente a descrivere una tale transizione. L ’assenza di anche uno solo di questi adattamenti, che si afferma abbiano avuto luogo nell’immaginario processo evolutivo, renderebbe inattuabile la sopravvivenza di questi esseri.

La vera origine degli uccelli

Gli evoluzionisti hanno diversi scenari per la cosiddetta evoluzione degli uccelli, sebbene non abbiano alcuna prova scientifica per neanche uno di questi scenari. Secondo quello più in voga, si afferma che gli uccelli si sono evoluti da dinosauri carnivori conosciuti come Teropodi.
L’ornitologo Storrs L. Olson, dello Smithsonian Institution Museum of Natural History, definisce questa affermazione, che tra l’altro gli evoluzionisti non sono capaci di convalidare con alcuna prova, come “una delle più grandiose mistificazioni dei nostri tempi.”
Olson critica quelli che suggeriscono che gli uccelli si sono evoluti dai dinosauri, sebbene neanche lui possa offrire in alternativa una spiegazione evolutiva sull’origine degli uccelli.

Un animale terrestre, per acquisire la capacità di volare, dovrebbe passare attraverso una grande quantità di cambiamenti anatomici e fisiologici. La teoria dell’evoluzione non riesce a spiegare come questi cambiamenti possano aver avuto luogo, e neanche riesce a presentare alcuna prova, dalla documentazione sui fossili, che questi cambiamenti vi siano effettivamente stati.
Pertanto la teoria che “gli uccelli sono dei dinosauri pennuti ” è respinta da vari biologi e paleontologi, anche se questi comunque sostengono la teoria dell’evoluzione.
Ad esempio, Alan Feduccia della North Carolina University e Larry Dean Martin della Kansas Univerrsity, due dei più importanti ornitologi del mondo, non credono che gli uccelli possano essersi evoluti da un gruppo di dinosauri di cui si abbia conoscenza.

Feduccia_002Feduccia in particolare, nonostante creda nella evoluzione, mette in evidenza le differenze tra dinosauri ed uccelli, dando anche le prove di quanto considerevoli siano tali differenze, per arrivare alla conclusione che pertanto è impossibile che gli uccelli si siano evoluti dai primitivi dinosauri.
A dimostrazione del perché la teoria dell’evoluzione, quando si riferisce all’origine degli uccelli, non è altro che un terribile imbroglio, è bene ricordarsi di alcune delle differenze tra uccelli e rettili:

1)  Il polmone di un uccello possiede una struttura completamente diversa da quella di tutti gli altri vertebrati terrestri,inclusi i rettili. Nei polmoni degli uccelli,diversamente dai vertebrati terrestri, l’aria si muove in una sola direzione, permettendo così agli uccelli di inalare costantemente ossigeno, ed allo stesso tempo espellere il diossido di carbonio. È impossibile che questa struttura polmonare, unica tra gli uccelli, si sia potuta evolvere da un polmone di un vertebrato terrestre, dato che con un flusso di aria unidirezionale, ogni rettile-uccello di transizione non avrebbe mai potuto respirare.
2)  Nel 1992, uno studio comparativo condotto da Alan Feduccia e Julie Nowicki su embrioni di uccelli e rettili, ha dimostrato le enormi differenze tra le strutture dei piedi dei due gruppi, ed anche che è impossibile stabilire un qualsiasi legame evolutivo tra loro.
3)  Recenti comparazioni dei teschi dei due gruppi hanno portato alla stessa conclusione.
Come risultato di uno studio condotto nel 1999, Andrzej Elzanowski è arrivato alla conclusione che “le differenze sono la conseguenza di una riduzione filogenetica, piuttosto che di una variazione individuale.”
4)  I denti sono uno dei fattori che distinguono gli uccelli dai rettili. Si sa che in passato alcuni uccelli avevano dei denti nei loro becchi. Questa circostanza è stata a lungo rappresentata come la prova dell’evoluzione, anche se in seguito si capì che i denti degli uccelli erano davvero unici.

Feduccia ne scrive così al riguardo:
“..Forse la differenza che colpisce di più tra i teropodi e gli uccelli concerne la struttura dei denti e la natura del loro impianto … È stupefacente che non si sia prestata più attenzione alle straordinarie differenze tra i denti dei teropodi e quelli degli uccelli, specialmente se si considera che la base della paleontologia dei mammiferi coinvolge ampiamente la morfologia dei denti …
In breve, i denti degli uccelli (come visti negli Archaeopteryx, Hesperornis, Parahesperornis, Ichthyornis, Cathayornis, ed in tutti gli uccelli dentati del periodo Mesozoico) sono notevolmente simili e non sono come quelli dei teropodi …   Essenzialmente, non vi è alcuna condivisa o derivata relazione di nessun aspetto di morfologia dentale tra uccelli e teropodi, ivi incluso la forma dei denti, l ’impianto, o il rimpiazzo.”
5)  Gli uccelli sono a sangue caldo,ed i rettili a sangue freddo. Questo indica due metabolismi completamente differenti, e pertanto delle mutazioni casuali non possono aver compiuto alcuna transizione tra i due. (Pur di rimediare a questo dato di fatto, è stata fatta circolare la tesi che i dinosauri fossero in effetti animali a sangue caldo. Però un gran quantità di prove smentisce tale tesi, che d’altra parte non poteva avvalersi di alcuna prova a favore).
6)  I rettili hanno le squame, gli uccelli le piume – due strutture totalmente differenti.   È impossibile che delle piume evolvano dalle squame.
7)  I rettili hanno ossa pesanti, spesse e solide. Le ossa degli uccelli, invece, sono più sottili e cave. Le ossa più leggere permettono agli uccelli di volare con facilità.

Queste sono solo alcune delle differenze tra i due vertebrati.
Un rettile dovrebbe sottostare ad innumerevoli mutazioni per acquisire le caratteristiche di un uccello.   Ad esempio, solo affinché le zampe anteriori di un rettile diventino ali, ci vorrebbero un gran numero di cambiamenti graduali. Ogni mutazione che influisce sui dati genetici di una zampa anteriore, deve portare certi minuscoli cambiamenti;  e con ognuno di questi, la zampa deve acquisire pian piano sempre più le caratteristiche di un’ala.
Ad esempio, perché le piume appaiano sulle zampe, devono svilupparsi gradualmente: prima deve spuntare il gambo, che sarà seguito poi dagli altri componenti.   Le dita dei piedi devono scomparire un po’ alla volta, ad ogni susseguente generazione, ed il piede deve somigliare sempre più ad un’ala.
Ed almeno qualcuno di questi molto lenti e graduali cambiamenti si dovrebbe poter osservare nella documentazione sui fossili.   Lo stesso vale per i cambiamenti ai polmoni, alla struttura dei denti, ed alle altre caratteristiche.

eagle-004Ma alle mutazioni manca la capacità di apportare tali graduali cambiamenti di così vasta portata.   Come è stato già fatto notare prima, le mutazioni sono quasi sempre dannose.
E poiché capitano in modo casuale, manca loro una qualsiasi progettazione ed organizzazione – e naturalmente anche l’intento cosciente di trasformare un organo in un altro, con gradualità ed accuratezza ad ogni stadio. (Per ulteriori e più dettagliate informazioni, si consulti il libro di Harun Yahya, Darwinism Refuted (Il Darwinismo Confutato), pubblicato a New Delhi dalla Goodword Books, nel novembre del 2002).
Se vi fosse veramente stata una evoluzione tra rettili ed uccelli, allora vi sarebbero milioni di fossili di transizione a provarne l ’esistenza. Finora, invece, neanche un singolo fossile mezzo-uccello/mezzo-rettile è stato mai trovato. Quei fossili che sono stati scoperti appartengono ad uccelli o a rettili estinti.
Le storielle sui dino-uccelli, che così frequentemente appaiono nei media, non sono altro che giochi di destrezza, come si vedrà in dettaglio più avanti.
Nessuno di questi è la connessione mancante nella cosiddetta evoluzione degli uccelli.

L’errore di credere che i rettili volanti siano i progenitori degli uccelli

Certe persone, che trovano la teoria dell’evoluzione credibile solo perché ne hanno una conoscenza limitata e di seconda mano, credono che i rettili volanti, come gli pterodattili, siano i progenitori degli uccelli.
La verità è che i rettili volanti non hanno alcun legame con gli uccelli, ed in effetti nessuna autorità evoluzionista sostiene che gli uccelli si siano evoluti da questi rettili altamente specializzati.
Questi rettili volanti sono di un gruppo estinto, lo pterosauro, la cui origine si presenta come un grande dilemma per la teoria dell’evoluzione. Come per tante altre specie nella documentazione sui fossili, questi rettili compaiono repentinamente e con tutte le loro uniche fattezze già completamente formate.
Carroll, una delle più eminenti autorità della paleontologia dei vertebrati, confessa quanto segue, malgrado le sue credenziali evoluzioniste:
“… Tutti gli pterosauri del Triassico erano altamente specializzati nel volo  …  Non esistono molte prove atte a determinare la loro precisa discendenza e non vi è prova di stadi precedenti nell’origine del volo.”
La struttura delle ali dei rettili volanti è particolarmente interessante:    Vi sono quattro dita sull’ala degli pterosauri, proprio come nelle zampe anteriori degli altri rettili.  Il quarto “piccolo ” dito, però, è circa 20 volte più lungo delle altre dita, e l ’ala vi si distende al disotto.

archeopterix_fossile_003Se i rettili volanti si fossero evoluti da altri rettili terrestri, questo quarto dito avrebbe dovuto crescere molto gradualmente, ed in vari stadi. Ma non vi è alcuna prova di ciò nella documentazione sui fossili, ed una simile crescita non la si può spiegare neanche in termini di congegni di selezione naturale e di mutazioni, dato che durante gli stadi delle graduali forme transitorie la mano non sarebbe stata funzionale, e non avrebbe consentito al rettile di volare.
È un grave errore ascrivere una relazione evolutiva tra uccelli e rettili volanti, basandosi solo sulle loro strutture alari tanto diverse.   Così come sarebbe da inesperti affermare l’esistenza di una relazione evolutiva tra mosche o pipistrelli (mammiferi) e storni, solo perché hanno tutti le ali, è sbagliato allo stesso modo presupporre una relazione tra rettili volanti ed uccelli.

Le storielle dei Dinosauri con le piume

Negli ultimi dieci anni, i dinosauri con le piume o “dino-uccelli ” sono stati uno degli strumenti propagandistici più importanti usati nei mezzi d’informazione Darwinisti.
Titoli in prima pagina su immaginari dino-uccelli sono apparsi uno dietro l’altro, e ricostruzioni ed affermazioni, date per certe da “esperti ”, sono state usate per convincere la gente che degli esseri mezzo-uccelli e mezzo-rettili un tempo gironzolavano sulla Terra.

Ma non vi è uno straccio di prova di tutto questo.
Alan Feduccia, del Dipartimento di Biologia della North Carolina University è una delle più importanti Autorità nel mondo sull’origine degli uccelli, ed il suo nome appare sempre nell’elenco dei cinque più famosi ornitologi del mondo.

Il Dr. Feduccia crede nella teoria dell’evoluzione, ed anche che gli uccelli stessi si siano evoluti.
Ma quello che lo distingue, tra i sostenitori dei dino-uccelli e certi fanatici evoluzionisti, è che egli ammette l’incertezza della teoria dell’evoluzione su questo argomento, e non crede allo scenario dei dino-uccelli, dato che è privo di qualsiasi fondamento.
La rivista The Auk è pubblicata dall’Unione degli Ornitologi Americani, ed è considerata la sede più appropriata dove ospitare i dibattiti ornitologici più tecnici. Nella sua edizione dell’ottobre 2002, l’articolo del Dr. Feduccia “Birds Are Dinosaurs: Simple Answer to a Complex Problem” (Gli Uccelli sono Dinosauri: Una risposta semplice ad un Problema Complesso), fornisce delle importanti informazioni.

Viene descritto dettagliatamente come la teoria che gli uccelli si siano evoluti dai dinosauri, proposta negli anni ’70 da John Ostrom, e da allora difesa con accanimento, non è confortata da alcuna prova – e vi si spiega anche il perché una simile evoluzione sia stata impossibile.
Il Dr. Feduccia non è l’unico a pensarla così.   L’evoluzionista Peter Dodson, professore di anatomia alla Pennsylvania University, negli USA, dichiara anche lui di guardare con sospetto all’affermazione che gli uccelli si siano evoluti da dinosauri teropodi.   Feduccia discute un fatto importante sui “dino-uccelli ” scoperti in Cina.
Anche se apparentemente delle piume rudimentali sono state trovate su rettili fossilizzati che sono presentati come dinosauri piumati, non è per niente certo che queste piume siano piume d’uccello.

sinosauropteryx-010Anzi, vi sono considerevoli prove che queste tracce fossili, note come “dino-peluria ”, non hanno niente a che fare con le piume degli uccelli. Feduccia ne scrive così:
“… Il cosiddetto “diavolo peloso ” pterosauro Sordes ((dai sedimenti lacustri del Primo Periodo Giurassico, nel Kazakistan) si è conservato in sedimenti lacustri similari e conserva delle strutture eccezionalmente simili, se non identiche, alla “dino-peluria ” (Wellnhofer, 1991)).
Eppure, il calcare litografico dalla finissima struttura granulare degli alvei Solnhofen, che ospitavano l’Archaeopteryx (Archeopterige), non conserva alcuna dino-peluria sul piccolo celurosauro Compsognathus , un assiduo compagno del primitivo Cretaceo Cinese Sinosauropteryx , che mostra un alone di tale materiale.”

A seguito di tale analisi, Feduccia afferma che alcuni paleontologi stanno agendo in un modo prevenuto al riguardo:
… condiviso da molti paleontologi: gli uccelli sono dinosauri; pertanto ogni materiale filamentoso preservato nei dromeosauri deve per forza essere un piumaggio.
Secondo Feduccia, uno dei fattori che invalidano questo preconcetto sono le tracce di dino-peluria, che non hanno niente a che vedere con le piume degli uccelli:
“…Ancora più importante, la dino-peluria si sta ora scoprendo in un certo numero di taxa (categorie animali), qualcuna ancora inedita, ma particolarmente in un pterosauro Cinese (Wang ed altri, 2002) ed in un terizinosauro, che ha dei denti come quelli del prosauropodo.

Ed ancora più sorprendente, delle fibre epidermiche molto somiglianti alla dino-peluria sono state scoperte in un ittiosauro del Giurassico e descritte dettagliatamente (da Lingham-Soliar 1999, 2001).
Alcune di queste fibre ramificate sono eccezionalmente simili in morfologia alle cosiddette protopiume ramificate (“Prum Protofeathers”) descritte da Xu ed altri.”
Feduccia fa presente che in passato certe strutture furono trovate in prossimità di fossili, ed all’inizio si era pensato che appartenessero a tali fossili – ma che erano poi state identificate come sostanze inorganiche:
“…Vengono alla mente i famosi segni a forma di felce sui fossili del Solnhofen, conosciuti come dendriti. Malgrado i loro contorni simili a quelli di una pianta, adesso si sa che erano strutture inorganiche causate da soluzioni di manganese provenienti dall’interno degli alvei, e che erano di nuovo precipitate come ossidi tra le fessure o lungo le ossa dei fossili.”

Pertanto, anche se dei dinosauri piumati sono esistiti una volta, questo non costituisce alcuna prova che gli uccelli si siano evoluti dai dinosauri. Le “piume”, che si afferma siano state presenti sui dinosauri in oggetto, non hanno alcuna rassomiglianza con le piume degli uccelli, e
con le loro caratteristiche uniche, di struttura, disegno e biochimiche.

Su questi rettili non vi è alcuna struttura che somigli a delle piume di uccello.   Secondo il Professor Alan H. Brush, della  Connecticut University :
“….per quanto concerne sviluppo,morfogenesi, struttura dei geni, forma e sequenza delle proteine, formazione e struttura dei filamenti, le piume sono differenti.”
Ed inoltre, dato che le piume degli uccelli sono così straordinariamente complesse, dovrebbero esservi molte forme di transizione a dimostrazione dell’evoluzione di una tale struttura. Ma non ne esiste neanche una.
Sulla rivista Nature questo fatto viene ammesso:
“..Le piume sono strutture complesse. È stato difficile spiegare la loro repentina apparizione, nella documentazione sui fossili degli uccelli, dato che non vi sono delle strutture intermedie preservate nelle relative taxa teropodi.”

E pertanto, anche se si fosse trovato un dinosauro piumato, questo non potrebbe mai essere preso come prova che gli uccelli si siano evoluti dai dinosauri, dato che le piume degli uccelli hanno una struttura unica, e non vi è prova che possa suggerire che essi si siano evoluti da qualsiasi altro essere.
E c’è anche da notare che tutti i fossili esibiti come “dinosauri piumati ” furono trovati in Cina.
Come mai solo in Cina ed in nessuna altra parte del mondo? Gli alvei dei fossili Cinesi sono capaci di preservare non solo delle strutture incerte come la dino-peluria, ma anche delle piume di uccello.

Velociraptor-011Feduccia esprime un quesito anche su questo:
“… Si deve anche spiegare come mai in tutti i teropodi e gli altri dinosauri scoperti in altri sedimenti dove viene preservato il tegumento non si riscontra dino-peluria, ma della vera pelle di serpente, priva di qualsiasi cosa simile alle piume, ed anche perché i dromasauri tipicamente Cinesi che preservano la dino-peluria, di solito non preservano le piume, quando, nel caso fosse stata presente, una rachide indurita sarebbe stata preservata più facilmente.”
Ed allora cosa sono tutti questi cosiddetti “dinosauri piumati ” trovati in Cina? Qual è la vera identità di questi esseri prospettati come le forme di transizione tra i rettili e gli uccelli?

Feduccia spiega che alcuni degli animali presentati come “dinosauri piumati ” sono dei rettili estinti con della dino-peluria, e che gli altri invece sono dei veri uccelli:
“…Vi sono chiaramente due differenti fenomeni tafonomici nei primitivi sedimenti lacustri Cretacei delle formazioni Yixian e Jiufotang in Cina, uno che preserva filamenti di dino-peluria, come i primi scoperti, chiamati “dinosauri piumati ” Sinosauropteryx (un compsognato), ed uno che preserva delle vere piume aviarie, come quei dinosauri piumati visti sulla copertina della rivista Nature, ma che poi si è scoperto essere solo degli uccelli incapaci di volare.”
In altre parole, tutti i fossili presentati al mondo intero come dinosauri piumati o come dino-uccelli, appartengono o a vari tipi di uccelli incapaci di volare, oppure a rettili in possesso di un materiale organico noto come dino-peluria, che non ha niente a che vedere con le vere piume d’uccello.
Neanche un solo singolo fossile rappresenta una qualsiasi forma di transizione tra uccelli e rettili.

La questione dell’età e l’errore Cladistico

In tutte le pubblicazioni evoluzioniste che sostengono il concetto dei dino-uccelli, viene ignorato, o addirittura occultato, un importante fattore: Le età dei fossili, che con l’inganno vengono fatti passare per dino-uccelli o per dinosauri piumati, non superano i 130 milioni di anni. Eppure un vero uccello, l’Archeopterige, è di almeno 20 milioni di anni più vecchio degli esseri che gli evoluzionisti cercano di descrivere come “semi-uccelli”.

L’Archeopterige è noto per essere un vero uccello, ed il più vecchio del mondo, con dei muscoli perfetti per volare, delle piume adatte al volo, un autentico scheletro di uccello, che si librava nei cieli di 150 milioni di anni fa. Stando così le cose, rappresentare degli esseri, che vissero tanto tempo dopo l’Archeopterige, come se fossero i progenitori degli uccelli, è un vero nonsenso.
Gli evoluzionisti, però, hanno trovato un modo per difendere questo nonsenso: il cosiddetto metodo cladistico.
Si tratta di un nuovo metodo di interpretazione dei fossili, di cui si è sentito molto parlare, nel mondo della paleontologia, negli ultimi 20 o 30 anni.
I proponenti del metodo cladistico raccomandano, semplicemente, di ignorare l’età dei fossili, e propongono di limitarsi al confronto delle caratteristiche dei fossili già disponibili – e di costruire un albero dell’evoluzione alla luce delle similitudini che emergono come risultato di tale confronto.

In uno dei siti web degli evoluzionisti, quelli che sostengono questo metodo arrivano addirittura a spiegare che è logico (!) considerare il Velociraptor , un dinosauro molto più giovane dell’Archeopterige, come il suo progenitore.

Caudipteryx-006E lo spiegano così:
“…Ed ora possiamo chiederci, “come può il Velociraptor essere il progenitore dell’Archeopterige, se questi è venuto dopo di lui? …  A causa dei tanti spazi di tempo vuoti nella documentazione sui fossili, i fossili non sempre sono stati registrati “puntualmente.”  Ad esempio un fossile parziale dal tardo periodo Cretaceo nel Madagascar e recentemente scoperto, il Rahonavis, sembra essere un incrocio tra gli uccelli e qualcosa come il Velociraptor, ma appare 60 milioni di anni troppo tardi.
Nessuno, comunque, dice che la sua tardiva apparizione è la prova che esso non sia il legame mancante, in quanto potrebbe aver durato un lungo periodo di tempo (senza estinguersi).

Questi esempi sono chiamati “discendenze fantasma”;  noi ipotizziamo che questi animali siano esistiti prima del periodo di cui noi disponiamo di fossili dei probabili loro vecchi progenitori, di molto tempo indietro, e forse anche di probabili discendenti di quel periodo.”
Questo resoconto è un eccellente sommario del metodo cladistico, e rivela quale grave travisamento dei fatti esso in effetti è.
Gli evoluzionisti alterano apertamente i risultati ottenuti con la documentazione sui fossili, secondo quanto è necessario per convalidare le loro stesse teorie.   Non vi è alcun significato valido in un travisamento che ipotizza che una specie fossile vecchia di 70 milioni di anni, in effetti sia invece esistita 170 milioni di anni prima, per poi costruirci sopra un grado di parentela.

Peter Dodson, professore di anatomia alla Pennsylvania University, afferma che l’apparizione dei cosiddetti dino-uccelli dopo la presenza dei veri primi uccelli, è in effetti un serio problema, e che la soluzione offerta dal metodo cladistico è una soluzione forzata, escogitata per rimediarvi:
“…Io continuo a trovare problematico che la maggioranza dei teropodi maniraptorani con sembianze di uccelli si sono trovati da 25 a 75 milioni di anni dopo l’origine degli uccelli?   Le discendenze fantasma sono francamente una soluzione artefatta, un deus ex machina reso necessario dal metodo cladistico.
Naturalmente si ammette che i maniraptorani del tardo periodo Cretaceo non siano i veri progenitori degli uccelli, ma solo una “categoria sorella ”. Ma ci si chiede forse di credere che un gruppo di maniraptorani, derivati al massimo grado ed in rapida evoluzione nel periodo Giurassico abbiano dato origine agli uccelli, come si evince dall’Archeopterige, e che poi questa discendenza molto progressiva sia entrata in una stasi dell’evoluzione ed è continuata così, senza variazioni nelle sue caratteristiche essenziali per milioni di anni?”

Il metodo cladistico in effetti è una velata ammissione della sconfitta della teoria dell’evoluzione a cospetto della documentazione sui fossili. Per ricapitolare:
1)  Darwin ha prospettato che una volta che la documentazione sui fossili fosse stata esaminata dettagliatamente, si sarebbero trovate le forme transitorie a riempimento degli spazi vuoti tra tutte le specie conosciute. Questo è quanto lui si aspettava.
2)  I migliori sforzi della paleontologia durante gli ultimi 150 anni, però, non hanno rivelato alcuna forma di transizione, e neanche una traccia di tali esseri. E questa è stata una grande sconfitta per la sua teoria.
3)  Come per il mancato ritrovamento delle forme di transizione, la teoria viene contraddetta anche dall’età degli esseri che, solo in base a delle similitudini, sono stati presentati come
progenitori uno dell’altro. Una creatura che sembra essere più primitiva, secondo gli evoluzionisti, emerge dopo una che appare ben più matura. Questo ultimo punto ha costretto gli evoluzionisti a sviluppare l’incoerente metodo cladistico. Con la cladistica il Darwinismo dimostra chiaramente di non essere una teoria basata su scoperte scientifiche, ma piuttosto un dogma che travisa delle realtà scientifiche per cambiarle a piacimento secondo le proprie errate supposizioni.

L’origine delle piume degli uccelli

Gli evoluzionisti sostengono che le piume – una caratteristica degli uccelli unica nel suo genere, e di una straordinaria complessità strutturale – si siano evolute dalle squame dei rettili.
Come tutte le altre peculiari caratteristiche degli uccelli, però, nella documentazione sui fossili non esiste alcuna forma transitoria che dimostri come le piume si siano evolute in un processo graduale. Nella documentazione sui fossili vi sono preservate squame di rettili,piume di uccelli, ed anche pelo e pelle di mammiferi, ma non è stato mai trovato un essere con una struttura, in parte a squame ed in parte con piume, che possa provare vi sia stata una continua, graduale transizione fino ad arrivare a delle piume completamente rifinite.
Qualche evoluzionista sostiene che non vi possono essere dei fossili di uccelli ben preservati, dato che le loro ossa sono fragili e cave all’interno.
Ma questo non è assolutamente vero. Vi sono eccellenti fossili di uccelli e delle loro piume, trovati spesso specialmente in zone un tempo costellate da laghi, baie interne ed acque poco profonde.
Così come nella documentazione sui fossili non sono mai state rinvenute strutture con metà piume e metà squame, o metà pelle e metà piume, neanche si sono mai visti uccelli con meno piume di quelli che esistono oggi.
In un articolo sulla rivista American Zoology , Larry Dean Martin, e Stephen. A. Czerkas, direttore del Blanding Dinosaur Museum, hanno scritto:
“Le piume più vecchie conosciute … erano già moderne nella forma e nei dettagli microscopici.”

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Adnan Oktar, noto anche con lo pseudonimo di Harun Yahya

Ad esempio, l’Archeopterige è l’uccello più vecchio conosciuto.   Malgrado avesse una particolare struttura, differente da quella degli uccelli d’oggi, aveva comunque delle piume esattamente uguali a questi.
L’analisi delle piume dell’Archeopterige, perfettamente conservate da 150 milioni di anni fa, ha portato alla conclusione che queste piume erano, in ogni dettaglio, come quelle degli uccelli  d’oggi.
Già nel 1910, il famoso ornitologo e scrittore di storia naturale W.P. Pycraft ha affermato che le piume dell’Archeopterige non erano, sotto alcun aspetto, differenti da quelle conosciute come sviluppatesi fino al giorno d’oggi.
I ricchi ritrovamenti fossili effettuati da allora, non hanno modificato l’essenza di quel suo parere.
Ed inoltre adesso sono disponibili molte più informazioni sulle pelli dei dinosauri.
Secondo le conclusioni a cui si è arrivati, dopo una loro analisi, “Ora che si conoscono le caratteristiche delle pelli di una grande varietà di dinosauri, è inverosimile che da queste pelli si sia arrivati ad un tegumento (tessuto di rivestimento di organi) piumato.

L’affermazione degli evoluzionisti su come le piume degli uccelli si siano evolute, ha portato a delle teorie che si contraddicono tra loro. I vecchi libri di testo sull’evoluzione parlano di immaginarie forme transitorie delle piume d’uccello, e suggeriscono che presto se ne sarebbero trovate nella documentazione sui fossili.
Ma finora nessuna di queste è stata rinvenuta. Ciò nondimeno gli evoluzionisti ancora continuano ad affermare che le piume degli uccelli si sono evolute dalle squame dei rettili.
Secondo queste affermazioni, le squame si sono gradualmente allungate, hanno fatto crescere delle fronde, e lentamente hanno assunto una forma capace di sostenere un uccello in modo da renderlo poi capace di volare.

Tutto questo, comunque, non è altro che una fantasiosa illazione, scevra di una qualsiasi prova scientifica.
In effetti, dato che vi sono così tante rilevanti diversità, tra le piume d’uccello e le squame dei rettili, tra loro vi sarebbero dovute essere una gran quantità di forme transitorie.
Ma nessun fossile di questo tipo appare nella documentazione sui fossili.

Piume di uccelli nell’ambra

Una delle più vecchie piume d’uccello mai conosciute fu trovata in un’ambra del Periodo Cretaceo (da 144 a 165 milioni di anni fa, alla fine del Periodo Mesozoico). Il gambo e le fibre della piuma erano perfettamente conservate, e si riuscì persino a stabilire a quale specie d’uccello la piuma appartenesse.
Malgrado la scoperta di una piuma vecchia di 165 milioni di anni, non vi è comunque ancora una prova, nella documentazione sui fossili, della presunta evoluzione delle piume.
Come afferma un biologo della Columbia University:
“…non abbiamo alcun fossile degli stadi intermedi tra le squame dei rettili e le piume più primitive.”
Un gran numero di fossili d’uccello sono stati rinvenuti nella documentazione sui fossili, e tutti con delle piume perfette. Per questa ragione, l’origine delle piume rappresenta ancora un gran punto interrogativo per i Darwinisti.

Fine parte quarta – Continua

Articolo curato per Metamorfosi Aliene da Marco Saccenti

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