Drakkar-003Osservare, indagare, sondare, analizzare, capire.
Pelasgi, Troiani, Assiri, Egizi, Celti, Argonauti, Iperborei, Popoli del Mare.
Muovere la mente in uno spazio urbanistico non è impresa leggera.
Esistono luoghi in cui il passato persiste, in cui la Storia traspare appena oltre il sottile Velo Alchemico che disorienta gli umani e ne inibisce il pensiero.
La grande sfida, che accompagna la nostra esistenza, è questa:  oltrepassare la soglia insidiosa e compromettente dell’assuefazione psichica.

Ma come?

Come agire, come orientare il pensiero quando la mente è immersa nel caotico e assordante congegno occulto del “tempo immanente”?
Il tempo è una variabile?
Il tempo disorienta, ruba il pensiero, toglie le anime …… il tempo non è una variabile!
E’, forse, una costante perversa, un paradigma troppo evidente per destare interesse;   probabilmente il tempo è “IL” cavallo di Troia del pensiero caotico avversario.

La storia ha visto azioni magiche e operazioni occulte creatrici di sigilli ermetici, di barriere insondabili e inviolabili a protezione di fondamentali realtà;   realtà estremamente compromettenti per il buon funzionamento del grande apparato illusorio.
Gli equivoci si susseguono, gli errori e le interpretazioni distorte disorientano il ricercatore;  la grande sfida che accompagna, silenziosa, la nostra esistenza, è un conflitto interiore:   razionalità e intuizione devono muoversi lungo traettorie parallele.
Se la storia non convince, se i nostri presentimenti indicano chiaramente un percorso di indagine in cui il tempo può essere azzerato, allora è segno della volontà di ritrovare le proprie radici.

Venice-002Il nostro interesse preminente si concentra presso luoghi natii, attuali o remoti.
Luoghi carichi di storia e di storie;   storie di popoli, di uomini valorosi e di imprese leggendarie.
Imprese dimenticate, distrutte da tsunami innescati da fobìe a sfondo militare, politico o fanatico-religioso … ma le tradizioni, i nomi, i segni e i simboli, sottili o evidenti, permangono.

Il nostro impegno si concentra pertanto nei luoghi adriatici dell’Italia del nord, con incursioni nella grande e antichissima città straordinaria delle dolomiti, forse il luogo, per noi umani, più potente e impressionante del nostro pianeta.

Grande supporto, spesso morale, è arrivato, nel corso degli ultimi anni, da ricerche di eccezionale livello storico, condotte da tanti studiosi, evidentemente desiderosi di portare luce su questioni troppo trascurate, questioni storiche che non devono cadere nel vuoto e nelle oscure stanze della nostra mente.

Qui apriamo le porte del nostro “centro ricerche”, seguendo un tracciato che richiede pragmatismo, comprensione e complicità da parte del lettore e del ricercatore – è nostra intenzione adottare una tecnica di pubblicazione articoli seguendo una strategia a tasselli di mosaico, questo per consentire una migliore focalizzazione di azione sul Velo.
Siamo consapevoli dei rischi di “rigetto” da parte di chi troverà, qui, materiale coerente alle proprie indagini – confidiamo sempre su intelligenza e volontà di sondare l’ignoto con metodi coerenti ai principi dell’igiene mentale.

Le nostre ricerche sono sempre attive, quindi le porte degli esiti e delle interpretazioni sono costantemente aperte, questo è fondamentale.
Per forzare la nostra azione sul Velo, pubblicheremo studi e ricerche che non trovano dimostrabilità immediata, nel senso strettamente scientifico;   nulla a che fare con volontà egoiche o sterile spirito di protagonismo.
Gli algoritmi del Velo non sono vulnerabili ad azioni prevedibili, o ad azioni che non trovano riscontro nella realtà, sia essa presente o remota;   questa è la chiave di interpretazione delle nostre più “fantasiose ipotesi”.

Zeta pinch, Roraima, Butcher Bay

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