Dopo aver letto l’articolo inserito da Roraima “Videogiochi violenti: c’è un piano genocidi dietro la loro diffusione” ho pensato che, forse, videogiochi violenti e le prescrizioni di psicofarmaci ai bambini…potrebbero andare a braccetto…

“L’eccessiva prescrizione di psicofarmaci ai bambini: un flagello dei nostri tempi…
di Dr. Ronald Ricker e Dr. Venus NicolinoAl giorno d’oggi la somministrazione di farmaci psicoattivi (psicofarmaci) ai bambini, è troppo comune e cresce con una cadenza allarmante. Questi farmaci spesso causano l’effetto opposto a quanto si era inteso, e condannano il bambino ad una vita infelice e alla malattia. La loro prescrizione servirebbe a trattare gli “squilibri chimici” che, si dice, siano la causa di ADHD (Disturbo di Attenzione), depressione e disturbo bipolare, ma in realtà è proprio l’uso improprio di questi farmaci a causare diversi squilibri chimici, che a loro volta provocano disturbi mentali, molti dei quali sono sia permanenti che debilitanti.
In aggiunta è ormai evidente che stiamo di fatto diagnosticando come disturbi mentali il normale comportamento di bambini e adolescenti (ma i bambini non dovrebbero essere pieni di energia? e non è normale per un adolescente essere lunatico e distaccato?). Questa diagnosi non si basa solo su questa concezione di “squilibri chimici”, ma anche su un’idea generale e pervasiva che ogni comportamento non accettabile sia dovuto ad una malattia mentale. E per ultimo, ma certamente non meno importante, la prescrizione di questi farmaci da parte dei medici è basata su informazione fornita dalle autorità e dall’industria farmaceutica, informazione spesso sostenuta da studi fraudolenti, il cui fine è solo quello di fare soldi sulle teste dei nostri figli.

CHILDREN-111In una recente conferenza, il rispettabile giornalista, scrittore e candidato al Premio Nobel, Robert Whitaker (PBS, Boston, 15 giugno 2010) ha evidenziato non solo la non scientificità della metodologia utilizzata nello sviluppo, prescrizione e uso di psicofarmaci nei bambini in età scolare, ma anche come siano irrimediabilmente corrotti e fallimentari i sistemi che dovrebbero regolamentare la sicurezza dei medicinali in questo paese (USA).
Inevitabilmente, le aziende farmaceutiche esistono per creare profitto. Il loro successo non si basa dunque sull’utilità di un farmaco o la sicurezza dei suoi prodotti.
Il percorso per aumentare i profitti è semplice: trovare nuovi impieghi per i loro vecchi farmaci, inventarne di nuovi e trovare nuovi mercati per entrambi i farmaci, vecchi e nuovi. Purtroppo, i bambini sono il nuovo mercato di oggi.

Le autorità, per approvare un nuovo farmaco, richiedono uno studio che ne provi l’efficacia e la non pericolosità. “Studio” è spesso un termine improprio, dato che la parola implica una qualche imparzialità e un risultato a priori sconosciuto. Questi “studi” spesso sono più simili ad un procedere a tentativi: in uno di questi, corruzione e disonestà sono stati la regola.
I bambini che hanno risposto al placebo sono stati rimossi dai dati, considerandoli come se avessero risposto negativamente al farmaco vero e proprio. Ciò significava che gli unici bambini che sono rimasti nel gruppo di studio sono stati i cosiddetti “positivi alla reazione.” E, per di più, i ricercatori il cui “fondo di ricerca” era finanziato dal produttore del farmaco, decidevano quali fossero i soggetti che rispondevano ‘positivamente’ al trattamento. Questo, naturalmente, è un enorme conflitto di interessi in quanto ricercatori e industria farmaceutica hanno come unico obiettivo l’approvazione del farmaco da parte dell’autorità.

In un articolo pubblicato nel 2004 Lancet, forse la più prestigiosa rivista medica britannica, ha detto che gli studi utilizzati per fornire la prova dell’utilità di molti farmaci anti-depressivi nei bambini erano “niente altro che frodi.” In seguito a tale valutazione, l’uso su bambini di questi anti-depressivi è stato vietato in Gran Bretagna.
Il danno reale causato dall’uso di farmaci anti-depressivi conosciuti come SSRI (Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina: Prozac, Zoloft, Seroxat ecc.) su bambini in età scolare si trova solo in studi legittimi e più lunghi come quelli che continuano dai 17 mesi ai sei anni. In uno di questi studi, il 25 per cento dei bambini “bi-polari” che erano stati trattati con SSRI per tre anni, sono stati riesaminati e diagnosticati con un disturbo ben più grave della malattia Bi-polare. Questo numero è aumentato a 50 per cento dopo sei anni di uso del farmaco SSRI.

CHILDREN-117L’uso a lungo termine di nuovi anti-psicotici può portare a problemi molto più gravi rispetto alla malattia iniziale; diabete, obesità e morte prematura sono stati tutti legati all’uso di questi farmaci.

Il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani consiglia di informarsi attentamente sugli effetti dei farmaci antidepressivi. Avvertenze su questi e altri psicofarmaci sia per adulti che per bambini è possibile trovarli anche consultando il sito dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA).”

Fonte:   http://www.altrogiornale.org/news.php?extend.6369.11

Un tempo ricordo che i bambini (io stessa una di loro) non avevano bisogno di prendere «strane medicine a forma di orsetto» perchè troppo iperattivi. La nonna li portava giù in cortile e quando tornavano in casa mangiavano come lupi tutto quello che veniva proposto (anche le verdure verdi!) e dopo il carosello tutti a letto.
Oggi invece che succede? La moda di scendere in cortile a giocare è passata perché adesso i bambini sono obbligati a praticare uno sport “vero” (il calcio dietro casa non è uno sport) la maggior parte delle volte in palestre con un dubbio ricircolo d’aria. Pochi bambini hanno la possibilità di ritrovarsi in qualche parco, molti il sabato o la domenica si ritrovano in centri per famiglie, al chiuso, con animatori che li tengono impegnati in lavoretti e passatempi mentre i genitori si allungano al bar per un caffè.
L’obbligo di dover presenziare quasi tutti i weekend a compleanni di compagni di scuola o amichetti, per non passare per maleducati. Tre volte a settimana il rientro a scuola fino le 16.30.
Nient’altro?
Ma sto ancora parlando di bambini? Perché forse mi sono persa…
Questa è oggi la vita di un bambino, più impegnata e stressante di quella di un adulto.
E dopo aver terminato la loro “giornata lavorativa” questi bimbi a casa che fanno? Giocano con la Play Station e col Nintendo ds.
E dopo ci si meraviglia perché nel 2003 il Ritalin (noto psicofarmaco con 2900 controindicazioni) è magicamente diventato un farmaco per la cura dell’iperattività infantile!
Come abbiamo letto nell’articolo “ma i bambini non dovrebbero essere pieni di energia? e non è normale per un adolescente essere lunatico e distaccato?” eh certo che lo devono essere! O li vogliamo come adulti in miniatura inamidati che quando tornano da scuola si siedono a tavola aprendo il giornale alla pagina dell’alta finanzia e magari ci inveiscono contro dicendo –mamma! Ti avevo detto di giocare in borsa presso quel marchio! Vedi che è in rialzo! È proprio vero che se vuoi le cose fatte bene te le devi fare da solo!- e la mamma lì con il mestolo in mano che guarda il suo bimbo di otto anni scuotere il capo amareggiato…
Questa scenetta è agghiacciante ma se vi è capitato di vederlo in tv come pubblicità hanno fatto uno scatch simile poco tempo fa!

Citando il Ritalin, come un esempio dei tanti psicofarmaci somministrati ai bambini, ho trovato un articolo interessante

CHILDREN-115“Cos’è il Metilfenidato (Ritalin)
E’ una vera e propria droga con effetti praticamente uguali a quelli della cocaina e delle anfetamine, ma con danni alla salute mentale e fisica ancora più gravi.
In uno studio della DEA (ente governativo USA) si legge: “All’uso prolungato di metilfenidato sono stati associati episodi psicotici, illusioni paranoiche, allucinazioni e comportamenti anomali, simili alla tipica tossicità delle anfetamine. Sono state riportate gravi conseguenze fisiche e la possibilità di morte”.1
Anche senza abusi di somministrazione, gli effetti collaterali includono: “cambiamenti di pressione sanguigna, angina pectoris, perdita di peso, psicosi tossica. Durante la fase di astinenza c’è la possibilità di suicidio”.
Non sto rivelando dei segreti gelosamente custoditi nelle casseforti delle multinazionali o delle associazioni psichiatriche. Oltre che nei documenti citati, trovate questi e altri dati nella “Guida all’uso dei farmaci per i bambini”, distribuita largamente dal Ministero della Salute, Direzione generale della valutazione dei medicinali e della farmacovigilanza. Ve ne riportiamo l’articolo sul metilfenidato e una dichiarazione del Ministero della Salute.
Quale malattia dovrebbe curare.
La pratica psichiatrica si basa sul “Manuale diagnostico e statistico per malattie mentali” (DSM). Pubblicato per la prima volta nel 1952, conteneva 112 malattie mentali. Oggi, nell’ultima edizione, che risale al 1994, ne contiene 374 (!). Ma ciò che è più interessante sapere è il modo con cui vengono “scoperte” queste malattie. Ricerche? Test di laboratorio? Scoperte scientifiche? Nooo!… Votazioni a maggioranza (!). Via, non sto scherzando! I “migliori” strizzacervelli del pianeta si riuniscono di tanto in tanto. Poi uno di loro si alza e dice: “Io propongo di mettere questa nuova malattia nel manuale. Che ne dite?” “Mhm… interessante, gustosa direi. Mettiamola ai voti”. Se la maggioranza è d’accordo, abbiamo una malattia nuova di zecca. Semplice, no? E poi è un metodo così democratico!…
Ad esempio, nel 1973 decisero (sempre a maggioranza, ben s’intende) di smettere di definire l’omosessualità una malattia mentale (dato che sotto le finestre del congresso c’era una manifestazione di attivisti gay inferociti). In compenso ne aggiunsero molte altre; così nell’edizione del DSM del 1980 apparvero 32 nuove malattie dell’infanzia e dell’adolescenza, tra cui la famigerata ADHD, che dovrebbe essere “curata” con il metilfenidato.
Cos’è l’ADHD.

ADHD sono le iniziali delle parole di un’espressione inglese che significa “Malattia da deficienza di attenzione e iperattività”. Vostro figlio di 6 anni è pieno di energia e non sta mai fermo? Ha l’ADHD. Preferisce giocare invece di fare i compiti di scuola? Ha l’ADHD. Si intromette nelle vostre conversazioni? Ha l’ADHD. Ma non crediate che la diagnosi sia così facile. Ci vuole qualcosa di serio: ci vuole un test. Se prima vi eravate preoccupati, ora vi sentite già più tranquilli, vero? Un test è una cosa seria, scientifica… Bene! Eccovi questa cosa seria e scientifica.
Dopo aver letto il test, immagino che vi starete chiedendo in che mondo viviamo e in che mani siamo. Praticamente tutti i bambini (tranne quelli che stanno veramente male) potrebbero essere considerati malati di ADHD (punteggio uguale o superiore a 14). Forse penserete che è un test assolutamente idiota. No; è molto “furbo”, anche se criminale. Con uno strumento così nelle mani della psichiatria e con una legge adatta si possono fare molti, molti, molti milioni di euro drogando praticamente tutti i bambini.
…”

Fonte:    http://www.disinformazione.it/adhd5.htm

Nel 2009 l’EMEA ha dichiarato che il Ritalin, il cui principio attivo di base è la metenfetamina, bene non fa, visto che può causare aritmie cardiache e ischemie, e che c’è persino “qualche segnalazione di morte improvvisa”, ma può comunque essere venduto.
Enormi critiche emersero, soprattutto dopo svariati accertamenti negativi, in America, nell’uso di tale farmaco.
Fatti tutti i test, studiate tutte le controindicazioni, esaminate statistiche in tutta Europa e America, l’Agenzia EMEA ha cocluso che il rapporto rischi/benefici di prodotti contenenti metilfenidato per il trattamento dei bambini dai sei anni in su è favorevole. Sottolineando però che sono stati riscontrati rischi derivanti da un uso off-label, quindi un uso improprio del prodotto.

Lascio uno stralcio (trovato su una rivista medica) di ciò che pensa di questa faccenda il giornalista Luca Poma.

CHILDREN-114“Luca Poma, giornalista e portavoce di Giù le mani dai bambini non accoglie certo con favore la decisione dell’Emea: “Delle due l’una: o non riconosceva i rischi del metilfenidato, o se li riconosceva – e li ha riconosciuti chiaramente – avrebbe dovuto bloccarne la commercializzazione o comunque assumere determinazioni ben più drastiche che non delle semplici modifiche al foglio illustrativo. Questa vicenda ci chiarisce una volta di più, se mai fosse necessario, chi mira a tutelare l’Agenzia europea del farmaco, che dipende stranamente dalla Direzione Industria e non dalla Direzione Sanità e che è continuamente bersaglio delle
potenti lobby farmaceutiche: in questo caso tutela le aziende ed i loro interessi finanziari, non certamente i piccoli pazienti”.Il Ritalin, sottolinea Giù le mani dai bambini nella sua nota, prodotto dalla multinazionale Novartis, in questi anni è stato un vero e proprio ‘blockbuster’: un basso costo per confezione ha permesso la sua diffusione massiccia nel mondo, con oltre 20 milioni di prescrizioni all’anno per sedare comportamenti ‘difficili’ di bambini ed adolescenti e per migliorarne le performance scolastiche.”

Angel

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