Portale012Santa_Lucia_nuovaLe due chiese dedicate a Santa Lucia

Santa Lucia di Roncagallo, chiesa e monastero, sorgeva poco distante dall’attuale complesso di S.Cristoforo alla Certosa, ed era ubicata nell’area indicata nell’immagine 11 e 12.
La data di fondazione di questo edificio religioso è sconosciuta; i documenti storici attestano l’esistenza nel XIII° secolo, come riportato da G.A.Scalabrini in “Memorie istoriche delle chiese di Ferrara e dè suoi borghi”, Ferrara, 1773 – pag.122.
La seconda, e più recente chiesa, Santa Lucia Vergine e Martire, con annesso Monastero di Monache, edificata in Via Ariosto, è fondata nell’anno 1537. (3)

googleearth1

11 – Fotografia aerea di Ferrara con evidenziate distanze in cubiti

Due chiese dedicate a Santa Lucia, distanti poco più di 1000 metri, ed entrambe nell’area dell’addizione erculea; condizione singolare e degna di massima attenzione!
Demolita Santa Lucia di Roncagallo, la valutazione della distanza fra i due edifici religiosi è ottenuta mediante “ricostruzione” della posizione urbanistica della chiesa, sulla base di indicazioni fornite dalla “Pianta di Ferrara nell’anno 1597”, opera dell’Ing. Filippo Borgatti, composta nel 1892, e dalla Carta topografica della città di Ferrara ricavata dal catasto pontificio del 1842.

12 - Stralcio planimetria Ferrara di Borgatti

12 – Stralcio planimetria Ferrara di Borgatti

13 - Stralcio carta topografica di Ferrara dal catasto pontificio del 1842

13 – Stralcio carta topografica di Ferrara dal catasto pontificio del 1842

 

In assenza di scavi archeologici, la nostra ricostruzione, per ovvi motivi, è attendibile con buona approssimazione ma, in questa indagine, abbiamo alcuni elementi a supporto per la nostra “teoria”: le porte di ingresso alle due chiese erano distanti 2000 cubiti reali egizi: 2000 = 1000 +1000 cubiti reali egizi, ovvero 524 + 524 metri = 1048 metri.

Quesiti

In primo luogo: perchè il ruolo fondamentale di “indicatore simbolico” è affidato a due edifici religiosi, riferiti ad un soggetto femminile, il cui valore storico-esoterico trascende ampiamente gli esili confini narrativi forniti dalla religione cattolica?
E’ quindi necessario ricercare un percorso interpretativo in un contesto di forma esoterica: Lucia = luminosa, splendente, associata agli occhi; occhi intesi quali portatori di luce alla mente e luce intesa quale sapienza e conoscenza.
Il nostro sospetto è conseguenza del particolare numero associato alla distanza fra le due porte di ingresso: si tratta di un linguaggio simbolico, non particolarmente complesso.
Le due porte di ingresso, situate a 2000 cubiti, quindi mille più mille, evidenziano il punto intermedio, anch’esso associato ad una porta di ingresso, ora scomparsa.

In secondo luogo: se il punto medio del segmento analizzato identifica la posizione di una porta, significa che, anticamente, esisteva un edificio e quindi, simbolicamente, le due chiese dedicate a Santa Lucia acquisivano un valore che trascendeva la propria funzione primaria di luoghi di culto religioso, divenendo portatrici di un messaggio archeologico forzosamente esoterico ed occulto.

Straordinaria conferma: posta di fronte alla chiesa di Santa Lucia Vergine e Martire, in via Ariosto, sorge una palazzina, la cui facciata esprime anch’essa un linguaggio simbolico singolare e confortante, associato al linguaggio geometrico del 1000 + 1000 cubiti reali egizi.

14 – Prospetto palazzina di Via Ariosto

La facciata della palazzina è simmetrica, con porta di ingresso al centro e fascia inferiore destra e sinistra con “incastonati” 5 + 5 diamanti, simili ai diamanti di rivestimento del noto palazzo in corso Ercole I° d’Este, posti in modo da formare due “M”; quindi una “M” + porta di ingresso + “M”, a conferma e rafforzamento del linguaggio espresso dalle due chiese dedicate a Santa Lucia.

15 - Dettaglio basamento

15 – Dettaglio basamento

16 - Prospetto su Via Ariosto

16 – Prospetto su Via Ariosto

Un semplice esempio del metodo di indagine archeometrica utilizzato dal nostro gruppo di studio: la posizione urbanistica della chiesa dedicata a Santa Monica, edificata nel 1517 (incrocio Via Montebello e Via Monsignor Ruggero Bovelli), è associabile alla demolita chiesa di Santa Lucia di Roncagallo; vediamo come.
Le porte di ingresso alle due chiese, Santa Lucia e Santa Monica, distano 1000 cubiti egizi (524 metri), ed il segmento di 1000 cubiti è perpendicolare, con angolo di 90° estremamente preciso, alla retta che identifica l’asse Via Arianuova-Via Guarini (anticamente detta Strada di Santa Caterina da Siena, nome attribuito dalla presenza, in questa strada, dell’omonima chiesa).
Questo messaggio simbolico conferma la posizione, da noi identificata, della chiesa di Santa Lucia di Roncagallo e fornisce ulteriore messaggio archeometrico, associato alla presenza di una strada molto antica (l’attuale asse Via Arianuova-Via Guarini).

17 - Chiesa di Santa Monica

17 – Chiesa di Santa Monica

Inoltre la chiesa di Santa Monica (4) custodisce due statue, poste ai lati dell’Altare Maggiore, raffiguranti Santa Rosa e Santa Caterina da Siena; la presenza di quest’ultima costituisce conferma dell’associazione Santa Monica-Santa Lucia-Santa Caterina da Siena.

Ulteriore conferma: a breve distanza dal punto medio, compreso fra le due chiese di Santa Lucia, è posto il magnifico portale di palazzo Prosperi Sacrati.
Portale la cui attribuzione, incerta e controversa, ricondurrebbe alla cerchia di artisti scultori attivi a Venezia nei primi anni del ‘500.

I medaglioni di palazzo Prosperi Sacrati

Da catalogo mostra “Un Palazzo, un Museo”, la pinacoteca nazionale di palazzo dei diamanti – Ministero per i beni culturali e ambientali – Collana “Rapporto della Soprintendenza per i beni artistici e storici per le province di Bologna, Ferrara, Forlì e Ravenna”, n°26, Edizioni ALFA Bologna, 1981, p.110:
“La storia dei medaglioni, l’autore e il fonditore, sarebbero legati alle vicende del celebre portale dei Sacrati che tutta la storiografia ferrarese ottocentesca e novecentesca riconosce come il più grandioso fra quanti ornano i palazzi della città.
Questione delicatissima, affrontata anche se parzialmente da Zevi, è l’attribuzione del portale, dapprima riferito al Peruzzi, poi al mitico Ercole Grandi, indi a Ercole Roberti e a Cristoforo da Milano, per finire nel 1909 con la proposta attributiva ad Antonio Lombardi attivo a Ferrara per il duca d’Este nel 1506, avanzata dall’Agnelli.

18 - Portale palazzo Prosperi-Sacrati

18 – Portale palazzo Prosperi-Sacrati

Confutata anche questa tesi dal Padovani (Architetti Ferraresi, Ferrara 1955, p.65) che limita l’intervento del Lombardi alla sola parte scultorea con l’aiuto del figlio Aurelio, assegnando il disegno architettonico al Rossetti, resta il fatto che la <Bella Porta>, come l’ebbe a definire il Lanzi, presenta caratteri ambigui di congiunzione fra Ferrara e Venezia, caso poi non stupefacente dati i contatti stretti fra le città.

Anche le decorazioni ad altorilievo, le statue sulla balconata e i medaglioni nei pilastri dell’arcata, rimandano ai monumenti Vendramin e Marcello a Venezia o alla porta di S.Marco, senza con ciò costituire elementi estranei alla cultura estense che ne fa ampio uso nell’architettura d’ambiente dipinta nelle tavole fra quattro e cinquecento.

Occorre precisare che le due sculture a soggetto mitologico sono oggi copie delle autentiche, da quando cioè il conte Fausto Prosperi, prima dell’agosto 1894, alienò abusivamente gli originali ad un museo straniero sostituendoli con copie.
Originali sono invece le teste in stagno, raffiguranti uno il profilo dell’imperatore Nerone, l’altro quello di Vespasiano.”

 

 

19 - Giudizio di Paride, bassorilievo in bronzo, diametro 44 cm.

19 – Giudizio di Paride, bassorilievo in bronzo, diametro 44 cm.

20 - Scena di battaglia, bassorilievo in bronzo, diametro 44 cm.

20 – Scena di battaglia, bassorilievo in bronzo, diametro 44 cm.

21 - Testa dell'imperatore Nerone, bassorilievo in stagno, diametro 31 cm.

21 – Testa dell’imperatore Nerone, bassorilievo in stagno, diametro 31 cm.

22 - Testa dell'imperatore Vespasiano, bassorilievo in stagno, diametro 31 cm.

22 – Testa dell’imperatore Vespasiano, bassorilievo in stagno, diametro 31 cm.

Utilizzando questi elementi simbolici e metodi di indagine tipici dal reverse engineering, abbiamo riportato alla luce, grazie a S.Lucia, un’operazione archeologica condotta in epoca Rinascimentale.
Incontreremo altri elementi archeologico-geometrici fondati sull’utilizzo del cubito reale egizio, a supporto di questo inconsueto metodo progettuale utilizzato a Ferrara nei sec. XVI° e XVII°.
L’adozione di un linguaggio esoterico associato ad opere architettoniche e urbanistiche, linguaggio portatore di messaggi archeologici, assume una connotazione estesa, molto “forte”, in quanto rappresentativo di opere di una civiltà oscura, vissuta nell’area in cui sorge Ferrara.

Note

3. G.A.Scalabrini – “Memorie istoriche delle chiese di Ferrara e dè suoi borghi”, Ferrara, 1773, pag.104
4. G.A.Scalabrini – Op. citata, pag. 162

23 – Parco Massari, evidenziata ubicazione punto intermedio fra le due chiese di Santa Lucia.

4 Risposte

  1. Butcher

    Infatti le nostre Ricerche si muovono su due livelli: il primo livello è nel presente e nel passato della nostra realtà, la realtà umana, mentre il secondo livello riguarda l’individuazion e e l’analisi di “impronte” lasciate da civiltà scarsamente conosciute, non umane, e che, in qualche modo, si intrecciano con la nostra storia.
    Queste Ricerche nascono da concetti di base estremamente semplici in quanto sviluppano osservazioni nate da elementari “reset” di pensiero.
    Questo concetto fondamentale ha implicazioni profonde.

    Il pensiero umano nasce nel cuore e nel sangue, mentre nella mente nascono forme pensiero governate dalla Matrice, quindi cloni deformati del reale pensiero umano.
    In questo perverso meccanismo diabolico, nel senso pieno del termine, gioca un ruolo fondamentale l’elemento tossicologico dovuto alla presenza forzata, nel corpo umano, di massicce dosi di metalli pesanti e di altri elementi che rivestono ruoli psicotropi all’interno degli usuali cicli metabolici dell’organismo.
    Non è necessario bucarsi o tirare di coca per assumere i comportamenti tipici dei soggetti mentalmente manipolati, governati da misteriosi, ma non troppo, cibernauti, mossi da logiche operative marziali aliene.

    Il primo passo, non trascurabile, irrinunciabile, per affrontare ricerche che prendono le mosse da un foglio bianco è dunque finalizzato alla depurazione dell’organismo; depurazione e disintossicazio ne che, per ovvi motivi, non raggiungerà mai gli obiettivi prefissati, date le caratteristiche dell’ambiente in cui viviamo.
    Ciò che conta, oltre ad ottenere buoni risultati su questo fronte, è “dimostrare” la nostra ferma volontà di procedere in direzione coerente e idonea ad ottenere un riassetto del pensiero secondo modalità naturali.

    Questa semplice direzione (non richiede particolari doti intellettuali: se sono sporco sento la necessità di lavarmi per poi sentirmi meglio) crea problemi al misterioso cibernauta in quanto il lato deforme della Matrice (rete algoritmica-sim bolica governata da macchine-comput er) ha difficoltà ad aggregare la mente dell’umano detossicato e pienamente consapevole del proprio ruolo.
    I processi operativi che nascono durante lo svolgimento di questo fondamentale percorso esistenziale, conducono l’individuo verso i margini della rete; questo è abbastanza ovvio!
    Un individuo sano, in una struttura virale, viene riconosciuto quale elemento virale per il sistema, e come tale il sistema tenterà di sbarazzarsi di questo “virus”; quindi è il sistema stesso ad offrire, suo malgrado, le opportunità all’umano “virus” di utilizzare i canali di pensiero estranei al sistema, ovvero i canali per uscire dal sistema.

    Questa procedura mostra i lati deboli della Matrice: in sintesi, nell’arte della guerra, l’avversario che offre incautamente gli elementi per la propria sconfitta è necessariamente un guerriero dilettante, sprovveduto, impreparato ad affrontare situazioni anomale, estranee agli schemi di pensiero cui è “abituato”.
    E’ questa la sottile differenza che separa il “prevedibile” da ciò che non lo è affatto!

    Ecco quindi il senso di questa indispensabile premessa: non è possibile muovere il proprio pensiero, nel contesto della rete di controllo mentale in cui siamo fisicamente immersi, seguendo un percorso di indagine archeologica estraneo ai concetti di base delle antiche arti marziali; quelle, per intenderci, utilizzate in primo luogo dall’Anima.

    Rispondi
  2. Bugaboo

    Butcher, sappiamo che hai facoltà di uscire dalla Matrice, quantomeno dal suo lato umano.
    Perchè non esponi, almeno nei tratti essenziali, i risultati più eclatanti delle Vostre Ricerche?
    Che, per quanto ne so, non riguardano esclusivamente la storia di Ferrara.

    Rispondi
  3. Butcher

    Grazie per il tuo interesse, Marco!

    Le ricerche su Ferrara antica procedono in maniera entusiasmante; quanto da noi pubblicato nel 2011, solo 2 brevi articoli introduttivi alla Ferrara Medievale-Rinas cimentale, ha evidentemente innescato un processo informativo molto esteso, molto forte.
    Le nostre conoscenze riguardo la Matrice, ed il suo funzionamento, ci consentono l’analisi di informazioni provenienti da più direzioni; ed è per questo motivo che, parallelamente allo sviluppo tecnico delle Ricerche, da anni divenuto il nostro “pezzo forte”, negli ultimi mesi si è manifestata in maniera marcata ed alquanto sospetta, una linea di comunicazione che ha permesso di estendere le Ricerche archeologiche anche ad altri ambiti di Ricerca, solo apparentemente disgiunti.
    Relazionare dati storici “di confine”, appartenenti ad un’epoca antica (guerra di Troia e fondazione di nuove città da parte di donne troiane e donne egizie), con elementi storici di epoca medievale e di epoca Vittoriana, fondati su conflitti occulti di matrice criminale-cabal istica femminile, può apparire, al primo impatto, impresa assurda, priva di fondamento, relegabile nell’ambito delle ipotesi ucroniche estreme.

    Per farla breve, le nostre Ricerche ora procedono grazie all’adozione di “filtri”, necessari per non cadere in trappole della mente; trappole dal forte impatto seduttivo, ma anche estremamente rischiose: del resto anche il peggior nemico, a volte e forse suo malgrado, quando aggredisce può fornire informazioni utili.

    Rispondi
  4. Marco di Troia

    Come stanno procedendo le ricerche su Ferrara? vi ho seguiti dall’inizio ma ho visto che non avete più pubblicato nulla.

    Quali novità?

    Rispondi

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata