racconti-popolari-fiabe-islandesi-191x300di Alberto Lombardo

Poche zone d’Europa hanno forgiato una letteratura di racconti popolari, tradizioni leggendarie e fantastiche come l’Islanda. Grazie all’isolamento e alla lontananza dal continente, l’isola nordica, patria d’elezione di quei coloni norvegesi che nel nono secolo rifiutarono la tirannia confessionale del cristianesimo (divenuto religione di stato in Norvegia), sviluppò in epoca medievale un corpus di saghe ricchissimo, nel quale si raccolsero, oltre alle vicende eroiche di eminenti gruppi familiari, miti arcaici della preistoria germanica e indoeuropea, narrazioni di incontri sovrannaturali, credenze pagane radicate e diffuse. E da questo ricco scrigno di tesori continuarono a uscire, nonostante l’ufficiale conversione dell’Islanda al cristianesimo avvenuta nell’anno mille della nostra era, innumerevoli racconti e leggende anche nel corso dei secoli successivi, sino all’epoca moderna e contemporanea.

Gianna Chiesa Isnardi, una tra i massimi studiosi di filologia e cultura scandinave, ha recentemente pubblicato una silloge di uno dei compendi più importanti di queste tradizioni. Si tratta dei Racconti popolari e fiabe islandesi di Magnús Grímsson e Jón Árnason, edita a Lipsia a metà del diciannovesimo secolo, nel pieno cioè di quell’epoca che sulla scia delle intuizioni del romanticismo aveva riscoperto il valore della letteratura popolare, intendendola quale richiamo ai valori eroici e ancestrali della nazione. Il lettore si imbatte in un’impressionante varietà di temi e situazioni: storie di esseri mitologici, prodigi naturali e magie, intricate vicende, avventure di fuorilegge e banditi, credenze e usanze insolite.

Vi è però un elemento che caratterizza e accomuna tutti questi racconti: la presenza costante del sovrannaturale e del meraviglioso. Le pietre nascondono delle porte verso il mondo degli elfi, esseri invisibili convivono con gli uomini, misteriosi personaggi sono dotati di poteri straordinari. E costantemente si presenta un imprevisto, una situazione anomala: il sentimento religioso degli Islandesi è colpito dalla aspra bellezza della natura e percepisce in essa il divino che riposa in tutte le cose. In questo mondo dai tratti arcaici vi sono valori forti, un senso innato dell’ospitalità, della verità e della lealtà, le grandi imprese degne di uomini dall’animo forte: leggere le pagine di questo libro ci permette di tornare, almeno per un po’, a un mondo più puro e più vero.

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Gianna Chiesa Isnardi (cur.), Racconti popolari e fiabe islandesi, Bompiani, 304 pagine, 8.50 euro.

Tratto da Centro Studi La Runa

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