ragnatela_02Autore:   Tradizione Solare

Ogni uomo rinasce sulla terra indefinite volte.

Ad ogni reincarnazione l’anima incontra gli effetti delle azioni compiute nella vita precedente.
Riceve dal destino una missione di vita. Si immerge in una civiltà.

Alla morte ognuno viene giudicato per gli atti compiuti, per i sentimenti che ha coltivato nell’anima, per la stessa purezza dei propri pensieri.
Passando attraverso gli anelli della catena delle esistenze, l’anima purifica sé stessa. Ma questa purificazione non è un fatto automatico. Il vile può riscattarsi dalla precedente esistenza, l’anima nobile può rovinare in basso.

La legge di azione e reazione domina il ciclo delle reincarnazioni. Chi ha distrutto ricostruirà, chi ha preso restituirà, chi è fuggito dal proprio posto di combattimento continuerà a fuggire da tutto nell’esistenza successiva.
Ma le leggi che reggono la formazione del destino sono varie e complesse. Se a un uomo onesto è stata saccheggiata la casa, ciò non significa che egli fosse un ladro nella vita precedente. Può voler dire che egli deve impegnarsi con energia a combattere il crimine.

A volte cose terribili accadono ad anime pure.   Una creatura angelica massacrata da un bruto offre in sacrificio sé stessa affinché la comunità si svegli, e impugni la scure contro il male che dilaga.

Nessuno deve permettersi di gioire delle sventure degli altri e di collegarle a colpe passate. Sono pochi i saggi che vedono chiaro nel destino degli uomini. Ognuno deve invece interrogarsi sul proprio destino e chiedersi per ogni fatto che accade qual è stata la causa che egli stesso ha prodotto. Le cose vanno esattamente come devono andare. L’anima nobile coltiva in sé stessa l’amore per il destino, che è il contrario della rassegnazione. Chi ama il proprio destino matura le energie per agire nella maniera più forte.

Gli Dei che reggono il karma non sono i macellai che applicano il taglione. Nelle venture e disavventure del destino non bisogna vedere sempre premi o punizioni: l’uomo non è un cavallo che si doma con zucchero e frusta.
La buona sorte, la cattiva sorte possono essere il modo con cui il destino conduce l’uomo ad un certo traguardo. Il soldato che viene ferito, in ospedale si innamora della infermiera e la sposa da vecchio vedrà nel colpo del nemico l’aiuto un po’ brusco del destino.

Quando si incontra un uomo col quale immediatamente ci si intende, spesso antiche storie, antiche esperienze si riversano in quell’incontro. Anche il nemico che si incontra potrebbe essere una vecchia conoscenza e qualche volta ci si può chiedere se non sia il caso di interrompere la catena delle vendette e delle ripicche.

karma_01La credenza nel caso è la superstizione degli stolti. Una profonda, sottile intelligenza governa le specie viventi in natura e gli eventi umani nella vita. Bisogna fare allora come i Romani, che avevano gli occhi aperti su tutti i segni del destino. Perché ogni giorno è disseminato di indizi che svelano da dove veniamo, dove dobbiamo andare.

Viceversa ci si tenga lontani dalle vecchie che favoleggiano sulle vite passate e tengono l’anagrafe delle reincarnazioni. Il modo migliore per capire chi si era in passato è vivere intensamente il presente.
Ci si tenga anche lontano da quegli stregoni che “confessano” i peccati e impartiscono perdoni. In realtà chi ha truffato deve restituire, chi ha danneggiato deve riparare al danno, questa è l’unica forma di assoluzione. Il destino non si imbroglia con le preghiere.

Ma nei momenti di gioia e di fortuna l’anima non si inorgoglisca. Spesso sono gli Dei che per grazia concedono favori non commisurati ai meriti. La coscienza della reincarnazione dona forza nelle sventure e senso di gratitudine nei momenti propizi.
Amare la terra è il comandamento più grande. L’anima nobile rinuncia alla beatitudine dei cieli per scendere sulla terra a combattere contro il demone della oscurità. Ogni esistenza, grande o piccola che sia, ha un suo compito. Chi comprende il proprio dovere attinge al massimo piacere.
Come lo spirito umano passa di era in era assumendo le vesti di diverse persone, così la Terra si sviluppa nel tempo attraverso ampi cicli storici. Il mondo non finirà domani, nuove prove, nuove aurore di civiltà attendono ancora di sorgere. Il grande ordine dei secoli procede secondo le norme tessute dal fato.

Che il mondo dovesse finire all’indomani ci fu già detto duemila anni fa. Anche quando è stupido ed in buona fede (1), il credente nella apocalisse ha un fondo oscuro di malvagità nell’anima, dal momento che il fanatico che attende l’apocalissi inevitabilmente prepara la distruzione.

L’uomo che sa della reincarnazione, agisce con coscienza nella vita presente per migliorare il proprio futuro e il futuro della terra. Egli sa che le azioni compiute nella vita quotidiana hanno un valore assoluto: ordinare una casa, pulire un giardino, sradicare una spina sono azioni che agli occhi degli Dei valgono più dei discorsi dei vescovi e delle macerazioni degli eremiti.

Accade talvolta in India che qualche bambino ricordi distintamente i particolari della vita precedente. È la prova materiale della reincarnazione.
Accade in Occidente che sottoposto ad ipnosi un uomo ricordi un evento che cade prima dell’ultima nascita. Anche dalla pratica maligna della ipnosi (2) viene una conferma della reincarnazione.

Platone e Pitagora insegnarono ai Greci la reincarnazione. Ennio e Virgilio ai Latini. Cesare attribuì la credenza nella reincarnazione ai Celti, Erodoto agli Egizi. I più grandi iniziati moderni hanno ricordato all’uomo di oggi questa arcana dottrina. La conoscenza della reincarnazione è la verità universale (3) della Tradizione.

NOTE

1) I casi di malafede non infrequenti sono quelli in cui oscure profezie apocalittiche vengono interpretate e adattate di volta in volta per servire a macchinazioni politiche.
2) Nessun uomo libero dovrebbe sottomettersi ad ipnosi.
3) Sulla universale diffusione dell’idea di reincarnazione (sia pur nelle sue diverse formulazioni) cfr. Mircea Eliade, Trattato di Storia delle Religioni.

Fonte:   http://www.centrostudilaruna.it/lucedellareincarnazione.html

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